Citroën My Ami Buggy, il quadriciclo aperto punta su semplicità e carattere
La Citroën My Ami Buggy porta la formula essenziale della Ami verso un utilizzo ancora più informale. Al posto delle portiere tradizionali adotta elementi tubolari aperti, mentre il tetto può essere ripiegato per aumentare l’aerazione. Il risultato resta un quadriciclo elettrico pensato soprattutto per gli spostamenti urbani, ma con un’identità più orientata al tempo libero e alle località di mare.
La formula Ami diventa ancora più aperta
L’assenza delle portiere è la differenza più evidente rispetto alla Citroën Ami classica. L’accesso laterale è delimitato da una struttura in tubolare metallico, dotata di un laccio coordinato alla vettura. Durante il primo contatto questo elemento è apparso solido, coerentemente con una costruzione che punta a contenere peso e complessità.
Anche il tetto apribile utilizza un sistema a cerniera. Non si tratta di una soluzione progettata per migliorare l’aerodinamica, poco rilevante su un mezzo limitato a 45 km/h, ma di una scelta funzionale all’esperienza all’aperto. Nelle condizioni molto calde incontrate a Cervia, la maggiore ventilazione si è dimostrata particolarmente adatta al carattere della Buggy.
La base tecnica e costruttiva rimane quella della Ami. Citroën utilizza elementi anteriori e posteriori dalla medesima conformazione e componenti laterali simmetrici, una soluzione che semplifica la produzione. Sulla Buggy trovano posto cerchi in ferro con pneumatici da 14 pollici, freni a disco anteriori e tamburi posteriori. Il peso dichiarato rimane sotto i 500 kg e il diametro di sterzata è di 7 metri, caratteristiche utili negli spazi urbani più stretti.
Motore, batteria e autonomia
Il motore elettrico sviluppa 6 kW, equivalenti a 8 CV, e la velocità massima è limitata a 45 km/h. Non è quindi un veicolo orientato alle prestazioni, ma durante la prova l’accelerazione alle basse velocità è risultata vivace in rapporto alla destinazione d’uso. Anche nelle precedenti esperienze in salita la motorizzazione aveva mostrato un comportamento adeguato, pur restando entro i limiti propri di un quadriciclo.
La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 5,5 kWh e l’autonomia dichiarata raggiunge 75 km. È un valore da leggere nel contesto di un mezzo destinato a tragitti brevi, più che a spostamenti extraurbani. La ricarica completa richiede circa tre ore utilizzando il cavo Schuko integrato, lungo quasi tre metri. È inoltre disponibile un adattatore con connettore Type 2 per collegare Ami alle colonnine compatibili.
La velocità massima permette di guidare My Ami Buggy dai 14 anni con patente AM. In città il limite di 45 km/h può risultare meno penalizzante di quanto suggerisca il dato, soprattutto nei percorsi dove le velocità medie sono già contenute. Resta però un vincolo strutturale da valutare attentamente in base alle strade percorse ogni giorno.
Interni spartani, ma sfruttati con attenzione
L’abitacolo conserva l’impostazione minimalista della Ami. Non è presente un vero bagagliaio, ma davanti al passeggero si trova un vano capace di accogliere un trolley da 64 litri. Un ulteriore spazio è ricavato dietro il sedile del conducente, mentre un gancio consente di fissare una borsa. Il sedile del guidatore scorre longitudinalmente ma non si inclina; quello del passeggero rimane fisso.
Lo spazio percepito durante la prova è stato superiore a quanto lascino immaginare le dimensioni esterne. Anche il passeggero dispone di una buona libertà per le gambe. I sedili hanno un’impostazione semplice, ma nelle esperienze svolte con Ami non hanno provocato particolari problemi di comfort alla schiena. Si tratta comunque di una valutazione legata a utilizzi circoscritti e non di una verifica su lunghe percorrenze.
La strumentazione mostra le informazioni essenziali, tra cui velocità e percentuale residua della batteria. Non c’è un sistema di infotainment tradizionale: lo smartphone, collocato su un supporto dedicato, gestisce le funzioni con l’app My Citroën, mentre una cassa Bluetooth permette di ascoltare la musica. Sono presenti anche una presa USB, il selettore di marcia, il comando delle quattro frecce e il tergicristallo.
I compromessi e il successo della formula
L’essenzialità comporta compromessi evidenti. Il servosterzo non è previsto e durante il test il volante è sembrato piuttosto duro. Manca anche il climatizzatore: sulla Buggy l’apertura laterale e il tetto ripiegabile mitigano il problema, mentre sulla Ami chiusa il comfort nelle giornate più calde può rappresentare un aspetto da verificare. Sono comunque presenti ventilazione, riscaldamento e funzione di disappannamento del parabrezza.
Citroën Ami ha raggiunto 12.000 clienti secondo i dati citati durante la presentazione, nonostante un’impostazione volutamente spartana e un’estetica divisiva. La prima serie di My Ami Buggy era stata realizzata in 50 unità ed era andata esaurita in poche ore. La produzione successiva è stata portata a 1.000 esemplari, anch’essi già prenotati al momento della prova.
Accanto al prodotto emerge anche un’iniziativa sociale rivolta ai giovani. Citroën e il progetto Ami risultano impegnati nelle scuole su temi come bullismo e body shaming. È un collegamento coerente con un veicolo che ha trasformato un aspetto fuori dagli schemi in un tratto riconoscibile: My Ami Buggy non prova a nascondere i propri limiti, ma costruisce intorno alla semplicità, alla mobilità urbana e alla personalizzazione la propria ragion d’essere.
Una domanda per voi
Per gli spostamenti urbani, la semplicità di My Ami Buggy può compensare limiti come i 45 km/h, l’assenza del climatizzatore e dello sterzo assistito?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=CnAk3Uyvt-4

https://bit.ly/m/MatteoValenza
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