Citroën Ami sul Monte Maddalena: salita al limite e rigenerazione in discesa
Portare una Citroën Ami fino alla cima del Monte Maddalena, nei pressi di Brescia, significa sottoporre il piccolo quadriciclo elettrico a un impiego molto diverso dai normali spostamenti urbani. Durante la prova la Ami ha completato la salita, ma nei tratti più impegnativi ha richiesto l'acceleratore costantemente premuto e ha proceduto a velocità contenute. La successiva discesa ha invece evidenziato l'efficacia del rallentamento rigenerativo.
La partenza in salita e il lieve arretramento
Un primo riscontro è arrivato già sulla rampa inclinata di un garage. Rilasciando il pedale del freno, la Ami ha iniziato ad arretrare, sebbene molto lentamente. Il comportamento lascia al conducente il tempo necessario per passare dal freno all'acceleratore, ma richiede comunque attenzione: durante questo breve test non è emerso un mantenimento automatico e completo della posizione.
Alla base del Monte Maddalena il quadro strumenti indicava una batteria completamente carica, con tutte le tacche disponibili, e 70 chilometri di autonomia residua. Questo valore rappresenta una stima mostrata dal veicolo e non una misura diretta dell'energia effettivamente consumata durante la salita.
Velocità tra 17 e 30 km/h nei tratti più impegnativi
Nella prima parte del percorso la Citroën Ami ha raggiunto circa 30 km/h, ma la velocità è diminuita con il susseguirsi delle rampe e dei tornanti. Con l'acceleratore completamente premuto sono stati osservati valori nell'ordine di 24-26 km/h, scesi poi a circa 20 km/h e, nel passaggio più lento, a 17 km/h.
Il quadriciclo non si è fermato e ha continuato a salire, ma il margine prestazionale è apparso ridotto. Nei tratti in cui la pendenza diventava meno severa, la velocità tornava verso i 27-30 km/h. Il percorso ha quindi messo in evidenza una risposta fortemente legata all'inclinazione della strada: la Ami riesce ad affrontare la salita, ma senza riserve di accelerazione significative quando lo sforzo richiesto aumenta.
La guida ha richiesto di mantenere a lungo il pedale dell'acceleratore a fondo corsa, una condizione poco rappresentativa dell'uso cittadino per cui un mezzo di queste dimensioni viene normalmente impiegato. La velocità ridotta impone inoltre di valutare con attenzione il traffico circostante, soprattutto su strade aperte anche a veicoli più rapidi.
Come è cambiata l'autonomia indicata
Durante la salita l'autonomia visualizzata è passata dai 70 chilometri iniziali a 63 chilometri. Una volta raggiunta la zona delle antenne in cima al Monte Maddalena, prima di iniziare la discesa, il display indicava 45 chilometri residui.
Il calo della stima conferma quanto uno sforzo prolungato possa incidere sulle indicazioni fornite dal quadro strumenti. Tuttavia, in assenza di un dato finale al termine dell'intero percorso e di una misura precisa dell'energia utilizzata, non è possibile trasformare questa variazione in un consumo attendibile. Il test mostra soprattutto la reazione dell'indicatore durante un impiego particolarmente gravoso.
In discesa la rigenerazione limita la velocità
Il comportamento più convincente è emerso nella discesa. Rilasciando l'acceleratore, la Citroën Ami ha rallentato in modo evidente senza richiedere un intervento immediato sul pedale del freno. In uno dei passaggi osservati, la velocità è diminuita da 36 a 25 km/h mentre il mezzo procedeva in discesa.
Durante il test è stato quindi possibile confermare la presenza della frenata rigenerativa. Il motore elettrico contribuisce al rallentamento quando si solleva il piede dall'acceleratore, riducendo il ricorso ai freni meccanici e recuperando parte dell'energia. La decelerazione percepita è risultata marcata e utile per controllare la Ami lungo i tornanti.
Anche la maneggevolezza ha lasciato un'impressione positiva: dimensioni contenute e risposta pronta nei cambi di direzione hanno restituito una sensazione vicina a quella di un piccolo go-kart. Si tratta comunque di valutazioni maturate su un percorso specifico e non di conclusioni definitive sul comportamento del veicolo in tutte le condizioni.
Nel complesso, la Citroën Ami ha portato a termine una salita impegnativa senza arrestarsi, pur mostrando chiaramente i propri limiti di velocità sotto carico. La discesa ha valorizzato maggiormente il sistema elettrico, grazie a una rigenerazione capace di contenere l'andatura. Per chi affronta abitualmente percorsi montani, il punto critico resta quindi la lentezza nelle rampe più severe, più che la capacità materiale di arrivare in cima.
Una domanda per voi
La capacità di completare salite impegnative può compensare la velocità molto ridotta della Citroën Ami nei tratti più ripidi?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=xCvmZk7nAEY

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