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Citroën Ami alla prova: mobilità urbana ridotta all’essenziale
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Citroën Ami alla prova: mobilità urbana ridotta all’essenziale

5 min.

La Citroën Ami interpreta la mobilità elettrica urbana attraverso una formula estremamente essenziale: dimensioni minime, velocità limitata a 45 km/h, due posti e una batteria sufficiente per gli spostamenti quotidiani in città. È classificata come quadriciclo leggero e può essere guidata a partire dai 14 anni. Durante la prova ha mostrato una sorprendente abitabilità rispetto agli ingombri esterni, ma anche compromessi evidenti sul fronte del comfort e delle dotazioni.

Dimensioni, motore e autonomia

La Ami misura 2,41 metri in lunghezza, 1,36 metri in larghezza e 1,52 metri in altezza. Le ruote sono da 14 pollici, mentre l’impianto frenante utilizza dischi anteriori e tamburi posteriori. Il peso resta inferiore ai 500 kg, un valore che contribuisce a rendere adeguato alla città il motore elettrico anteriore sincrono a magneti permanenti da 8 kW.

La velocità massima è di 45 km/h e l’autonomia dichiarata è di circa 75 km. La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 5,5 kWh e si ricarica attraverso un cavo lungo circa tre metri, nascosto all’interno della portiera destra e dotato di spina Schuko. Per una ricarica completa da una presa domestica servono circa tre ore. Al momento della prova non era prevista la ricarica rapida, mentre era stato annunciato un adattatore per utilizzare colonnine pubbliche e wallbox. Il costo indicato per un pieno domestico era di circa 1,50 euro.

Una carrozzeria progettata per contenere i costi

La ricerca del risparmio produttivo ha condizionato direttamente il design. Frontale e coda adottano forme speculari, così come le due portiere, permettendo di ridurre il numero degli stampi necessari. I pannelli esterni sono realizzati in materiale plastico duro o semiduro, mentre la struttura del telaio impiega tubi metallici.

Le portiere, ampie e identiche fra loro, si aprono in direzioni opposte: controvento sul lato del guidatore e in modo convenzionale su quello del passeggero. Anche i finestrini seguono la logica della semplificazione. Non scendono all’interno delle portiere, ma si aprono a libro con una soluzione che richiama la Citroën 2CV. Il risultato è un veicolo dall’aspetto particolare, nel quale numerose scelte stilistiche derivano direttamente dall’esigenza di limitare componenti e costi industriali.

Abitacolo spazioso, ma con diversi compromessi

Nonostante le dimensioni esterne, l’abitacolo riesce a ospitare comodamente due persone. La parte superiore della plancia è una grande mensola personalizzabile con contenitori e supporti, anche se durante la marcia risulta piuttosto distante dai sedili. La Ami non ha un bagagliaio tradizionale: davanti al passeggero è disponibile uno spazio da circa 63 litri per un piccolo trolley, mentre dietro ai sedili trova posto uno zaino. Un gancio centrale e le reti nelle portiere consentono di trattenere borse e altri oggetti.

I sedili sono costituiti da un guscio di plastica con un’imbottitura sottile e sono disposti in posizione sfalsata per migliorare lo spazio a disposizione degli occupanti. Lo schienale è fisso e non può essere inclinato, mentre soltanto il sedile del guidatore scorre in avanti. Nella prova di circa un’ora non sono emersi problemi alla schiena, ma l’assenza della regolazione dello schienale limita la possibilità di trovare la posizione ideale, soprattutto in base alla lunghezza delle braccia.

Anche il volante è fisso e manca il servosterzo. Dietro la corona si trova un piccolo quadro digitale con velocità, carica residua e chilometri percorsi. Per le altre funzioni è previsto l’uso dello smartphone, collocabile in un supporto estraibile accanto a una porta USB. Non c’è il climatizzatore: sono presenti una ventola per far circolare l’aria e un comando per il disappannamento del parabrezza. Il tetto in vetro e l’ampio parabrezza rendono comunque luminoso l’interno, mentre si segnala l’assenza di una luce abitacolo.

Come si comporta in città

Nel traffico urbano la risposta del piccolo motore è apparsa pronta: la Ami raggiunge rapidamente la propria velocità massima e durante il test lo scatto da 0 a 45 km/h è stato misurato in circa dieci secondi. L’impressione emersa è quella di un mezzo vivace alle basse velocità, stabile e facile da gestire nel proprio ambito di utilizzo. Non si tratta naturalmente di prestazioni automobilistiche, ma di una risposta coerente con brevi tragitti cittadini.

Il raggio di sterzata di 7,2 metri permette di invertire la direzione in spazi contenuti. L’assenza del servosterzo, tuttavia, si avverte nelle manovre: il peso ridotto e le ruote piccole rendono lo sterzo utilizzabile, ma lo sforzo richiesto resta superiore a quello di un’auto dotata di assistenza. È uno dei compromessi più percepibili insieme al sedile non reclinabile.

Prezzi e personalizzazione nel 2021

Nella configurazione commerciale descritta nel maggio 2021, la Citroën Ami era proposta in sette versioni, dalla variante più essenziale a quelle maggiormente accessoriate. Il prezzo di listino partiva da 7.200 euro. Con l’incentivo statale 2021 scendeva a 5.731 euro senza rottamazione e a 5.108 euro con la rottamazione di un veicolo Euro 3 idoneo. Questi importi rappresentano quindi la situazione disponibile al momento della prova, non un riferimento commerciale attuale.

La personalizzazione costituiva una parte importante del progetto. Oltre agli accessori acquistabili separatamente, alcuni componenti potevano essere realizzati con una stampante 3D, fra cui supporti, maniglie e soluzioni per migliorare la distribuzione dell’aria. Nel complesso, la Ami è risultata divertente e adatta a un impiego strettamente cittadino. Abitabilità, agilità e semplicità di ricarica sono i suoi punti di forza; sedili poco regolabili, sterzo non assistito, assenza del climatizzatore e dotazione ridotta rappresentano invece il prezzo da pagare per una progettazione orientata all’essenzialità.

Una domanda per voi

Per gli spostamenti urbani, l’agilità e i bassi costi di utilizzo possono compensare una dotazione ridotta e il limite di 45 km/h?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=jmnMyTITL7Y

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!