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BYD Seal U fino allo 0%: come cambiano autonomia e potenza
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BYD Seal U fino allo 0%: come cambiano autonomia e potenza

5 min.

Portare una BYD Seal U fino allo 0% ha permesso di osservare come cambiano la stima dell'autonomia, la potenza disponibile e il funzionamento dei sistemi di bordo quando la batteria si avvicina all'esaurimento completo. Il risultato più interessante non riguarda soltanto la distanza percorribile, ma soprattutto la progressiva riduzione delle prestazioni: l'auto ha continuato a muoversi dopo la comparsa dello 0%, per poi entrare in modalità limitata e arrestarsi.

Le condizioni del test

La Seal U utilizzata monta una batteria da 89 kWh, dei quali circa 87 kWh indicati come utilizzabili. Il pacco è disposto sotto il pianale, mentre il motore si trova sull'asse anteriore. I dati riportati per questa configurazione sono circa 220 CV e 330 Nm, con uno 0-100 km/h nell'ordine dei 10 secondi e una velocità massima di 175 km/h.

La prova è iniziata con il 13% di batteria dopo un viaggio di circa 230 km, una condizione utile perché il pacco si trovava già in temperatura. Il climatizzatore era inizialmente impostato a 28 °C, corrispondenti nell'esperienza a circa 22 °C effettivi, senza riscaldamento dei sedili. Al raggiungimento del 10% la temperatura impostata è stata abbassata a 25 °C.

La percentuale mostrata dalla strumentazione è risultata coerente con quella letta tramite la porta OBD, collocata sotto il piantone dello sterzo. Questo riscontro è importante in una prova del genere, perché consente di valutare le indicazioni dell'auto senza affidarsi soltanto alla stima dei chilometri residui, che può variare in funzione delle condizioni di marcia e dei consumi recenti.

Dai primi avvisi alla modalità tartaruga

Al 10% la Seal U indicava 64 km residui e mostrava un evidente messaggio di ricarica accompagnato dall'icona arancione di una spina. Al 5% la stima era scesa a 31 km e la potenza massima risultava limitata a 131 kW. La riduzione è proseguita gradualmente: al 3% erano disponibili 107 kW, mentre al 2%, con 12 km ancora indicati, il limite era sceso a 80 kW.

Lo 0% è comparso quando il quadro mostrava ancora 2 km di autonomia. In questa fase la potenza disponibile è diminuita rapidamente fino a circa 25 kW. Poco dopo è apparsa la modalità tartaruga: l'erogazione massima è scesa a 10 kW e la velocità si è fermata intorno ai 40 km/h. Il comportamento mostra quindi una transizione progressiva, non un'interruzione istantanea nel momento esatto in cui la percentuale raggiunge lo zero.

Nell'ultima fase sono venuti meno i sistemi di assistenza alla guida e il motore non ha più consentito di avanzare. Una volta ferma, la vettura ha inserito autonomamente la posizione P. Il climatizzatore è stato quindi disattivato per evitare di gravare ulteriormente sulla batteria a 12 volt mentre si attendeva il supporto.

La ricarica d'emergenza con il V2L

Per recuperare l'auto è stata utilizzata la funzione Vehicle-to-Load di una MG. Il V2L permette a una vettura elettrica di alimentare dispositivi esterni attraverso la propria batteria di trazione; in questo caso l'energia è servita per collegare il caricatore portatile della BYD. La corrente massima è stata impostata a 10 ampere.

Durante l'operazione la Seal U accettava circa 1,4 kW, mentre il caricatore e la MG erogavano approssimativamente 2 kW. Dopo 20 minuti e 50 secondi erano stati trasferiti 0,7 kWh e il quadro della BYD mostrava nuovamente l'1%. Questa quantità è stata sufficiente per raggiungere una colonnina situata a circa 100 metri.

Una volta collegata alla colonnina in corrente continua, la batteria indicava il 2% e la potenza visualizzata ha raggiunto 125 kW. Il test evidenzia così anche l'utilità pratica del V2L in una situazione limite: non sostituisce una normale infrastruttura di ricarica, ma può fornire l'energia strettamente necessaria per spostare un veicolo rimasto fermo nelle vicinanze di un punto di rifornimento.

Comfort e gestione dell'energia

Al di fuori della fase di emergenza, l'impressione emersa è quella di un'auto molto morbida, più vicina per impostazione alla BYD Atto 3 che alla Seal. Lo sterzo non è apparso particolarmente diretto e la modalità Sport è sembrata poco coerente con un carattere orientato soprattutto al comfort. La rigenerazione impostata sul livello alto è stata invece percepita come più incisiva rispetto ad altre BYD provate.

Il sistema di assistenza alla guida di livello 2 si è mostrato efficace nel ricorrere spesso al veleggio, portando in diverse situazioni sotto i 100 km/h l'assorbimento istantaneo a zero. È stato però rilevato un limite operativo di 123 km/h per l'assistenza. Si tratta di osservazioni maturate durante questa specifica esperienza e non di una valutazione definitiva dell'efficienza complessiva della vettura.

Nel complesso, la Seal U ha accompagnato l'esaurimento della batteria con avvisi chiari e limitazioni progressive. La riserva oltre lo 0% non deve naturalmente essere considerata autonomia utilizzabile nella guida quotidiana: la forte riduzione della potenza e la successiva disattivazione dei sistemi rendono essenziale raggiungere una ricarica prima dell'ingresso nella fase critica.

Una domanda per voi

Avvisi chiari e riduzione progressiva della potenza sono sufficienti a gestire con sicurezza l'esaurimento della batteria di un'auto elettrica?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=0ebmP1gHtj4

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!