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BYD Seal Twin Motor alla prova: prestazioni e tecnologia con qualche limite
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BYD Seal Twin Motor alla prova: prestazioni e tecnologia con qualche limite

5 min.

La BYD Seal Twin Motor combina una carrozzeria da berlina-coupé con due motori, trazione integrale e una potenza complessiva di 523 CV. Durante la prova sono emersi numerosi punti di forza, dalla piattaforma elettrica dedicata alla cura dell'abitacolo, ma anche alcune criticità che riguardano soprattutto ricarica in corrente alternata, visibilità e gestione della frenata rigenerativa.

Aerodinamica e prestazioni da sportiva

Il design della Seal alterna superfici sinuose ed elementi più netti, con richiami stilistici al mare. Al di là dell'aspetto estetico, la carrozzeria è stata progettata per contenere la resistenza aerodinamica. Il frontale, le prese d'aria, i cerchi, le maniglie a scomparsa e la conformazione della coda contribuiscono a ottenere un coefficiente aerodinamico dichiarato di 0,219.

La versione Twin Motor impiega un propulsore anteriore e uno posteriore, per un totale di 523 CV. La velocità massima è limitata a 180 km/h, mentre l'accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 3,8 secondi. Sono valori che collocano questa configurazione sul versante più prestazionale della gamma, pur mantenendo l'impostazione da berlina adatta all'impiego quotidiano.

Per questa variante viene indicata un'autonomia superiore a 500 km. Il dato non è stato verificato attraverso una prova completa di consumo, ma l'aerodinamica particolarmente curata e la piattaforma sviluppata appositamente per la propulsione elettrica rappresentano due elementi favorevoli sul piano dell'efficienza.

Blade Battery e piattaforma elettrica dedicata

La batteria ha una capacità di circa 82 kWh e utilizza una chimica LFP, cioè litio-ferro-fosfato. Questa soluzione viene descritta come meno dipendente da materiali difficili da reperire, più longeva nel numero di cicli e più sicura rispetto alle batterie NMC. BYD adotta inoltre la propria architettura Blade Battery, caratterizzata da celle sottili integrate sotto il pianale.

Un'altra caratteristica centrale è la tecnologia Cell to Body: la batteria non svolge soltanto il ruolo di accumulatore energetico, ma viene incorporata nella struttura del veicolo. La Seal nasce inoltre sulla e-Platform 3.0, progettata specificamente per le auto elettriche. La presenza della pompa di calore sulla versione provata completa un'impostazione orientata alla gestione efficiente dell'energia.

Il limite più evidente sul fronte della ricarica riguarda invece la corrente alternata, ferma a 11 kW. È un dato rilevante perché la ricarica AC viene utilizzata frequentemente nelle soste domestiche o prolungate. Durante la prova è stata espressa la preferenza per un caricatore da 22 kW, capace di ridurre i tempi quando si dispone di una colonnina compatibile.

Abitacolo curato, spazio ben sfruttato e visibilità limitata

L'abitacolo si distingue per la cura dei materiali e degli accostamenti. Alcantara, rivestimenti in similpelle, cuciture a contrasto e sedili con trama romboidale contribuiscono a una percezione di qualità elevata. I fianchetti dei sedili sono avvolgenti e il materiale è risultato confortevole, mentre il poggiatesta non regolabile può risultare scomodo per alcune corporature.

Tra le dotazioni apprezzate figurano la funzione Easy Entry, che arretra automaticamente il sedile per facilitare ingresso e uscita, e l'head-up display presente sulla Twin Motor. La piattaforma elettrica ha permesso di ricavare diversi vani portaoggetti, comprese porte USB-A e USB-C e una presa a 12 volt. Anche nella zona posteriore sono presenti prese USB e tasche differenziate per piccoli oggetti.

Il bagagliaio posteriore offre 400 litri e un'apertura elettrica, ma la bocca d'accesso e lo scalino possono complicare il carico di oggetti pesanti o ingombranti. Sono presenti un doppio fondo, una rete fermacarico e il subwoofer dell'impianto audio. Sotto il cofano anteriore trova posto anche un vano da circa 53 litri, sufficientemente ampio per riporre il cavo di ricarica.

La visibilità rappresenta uno degli aspetti meno convincenti. Il parabrezza inclinato e l'ingombro dei componenti collocati alla sua base riducono parzialmente la visuale anteriore, mentre il lunotto molto spiovente e oscurato limita quella posteriore. Le telecamere a 360 gradi compensano in parte il problema e durante il test hanno offerto immagini chiare, anche se l'attivazione automatica della visuale laterale in svolta non è risultata sempre costante.

Infotainment completo, ma la rigenerazione non convince

Il sistema di infotainment risponde bene al tocco e lo schermo può ruotare tra orientamento orizzontale e verticale. È inoltre possibile dividere il display in due aree, mantenendo per esempio navigazione e musica contemporaneamente visibili. Sono previsti aggiornamenti over the air, mentre Apple CarPlay richiede il collegamento via cavo. La struttura dei menu non è sempre apparsa intuitiva.

Nel breve contatto su strada la Seal si è mostrata silenziosa anche aumentando l'andatura, mentre l'impianto audio ha restituito un suono avvolgente. La corona del volante è però piuttosto spessa e può risultare meno agevole per chi preferisce un'impugnatura sottile. Sul divano posteriore lo spazio generale è buono, ma la distanza ridotta tra pavimento e seduta può costringere le persone più alte a viaggiare con le gambe maggiormente piegate.

La criticità principale nella guida è l'assenza della modalità One Pedal. Sono disponibili due livelli di frenata rigenerativa, normale e alto, ma durante la prova la differenza percepita tra le due impostazioni è stata limitata e anche il livello più intenso è apparso poco incisivo. Inoltre, rilasciando il freno, l'auto riparte autonomamente se non è stato attivato l'Auto Hold con una pressione più profonda.

È stato percepito anche un ritardo nella risposta dell'acceleratore, presente nelle modalità Eco, Normal e Sport. Si tratta di impressioni maturate in un contatto non approfondito e non di conclusioni definitive, ma sono aspetti che incidono sulla naturalezza dei comandi. Nel complesso, la BYD Seal Twin Motor convince per prestazioni, tecnologia della batteria, dotazioni e qualità percepita, mentre ricarica AC e taratura della rigenerazione restano i principali margini di miglioramento.

Una domanda per voi

L'assenza della guida One Pedal e una rigenerazione poco incisiva possono pesare nella scelta di una berlina elettrica come la BYD Seal?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=8plmzZOae_Q

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!