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BYD Seal Excellence, primo test tra prestazioni e software acerbo
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BYD Seal Excellence, primo test tra prestazioni e software acerbo

5 min.

La BYD Seal Excellence combina una berlina bassa e filante con una batteria strutturale, due motori e una dotazione particolarmente ricca. Nel primo contatto sono emerse prestazioni convincenti, un abitacolo ben isolato e un comportamento dinamico equilibrato. Restano però alcuni aspetti da affinare, soprattutto nella gestione della frenata rigenerativa e in un software ancora poco maturo.

Batteria Blade strutturale e trazione integrale

La Seal utilizza la piattaforma elettrica e-Platform 3.0 di BYD e un pacco batterie Blade da 82,5 kWh utilizzabili. Le celle prismatiche con chimica LFP sono integrate attraverso una soluzione Cell-to-Pack: il pacco svolge una funzione strutturale e contribuisce alla rigidità complessiva della vettura.

La versione Excellence provata adotta la trazione integrale e sviluppa circa 520 CV. BYD dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi, mentre durante il test è stato registrato un tempo di 3,3 secondi. La velocità massima indicata è di 180 km/h. La variante a trazione posteriore, accreditata di circa 320 CV, completa invece lo 0-100 km/h dichiarato in 5,9 secondi.

La berlina misura 4,80 metri in lunghezza, 1,88 metri in larghezza senza specchietti e 1,46 metri in altezza. La posizione ribassata rende l'accesso meno agevole per una persona alta circa 1,90 metri, ma una volta a bordo lo spazio risulta adeguato. I cerchi da 19 pollici montano pneumatici 235/45 R19 XL.

Ricarica fino a 150 kW e bagagliaio poco accessibile

In corrente alternata la Seal accetta circa 11 kW in trifase, mentre in corrente continua raggiunge un picco di 150 kW. Il passaggio dal 20 all'80% viene indicato in circa 28-29 minuti, con tutte le variabili legate alla temperatura e alle condizioni della batteria. L'architettura lavora a una tensione intermedia tra i tradizionali sistemi a 400 e 800 volt, indicativamente intorno ai 550 volt.

La presa di ricarica è collocata sul parafango posteriore destro, una posizione giudicata poco pratica in alcune colonnine. È presente anche una funzione per alimentare dispositivi esterni fino a 3,3 kW. Al momento della prova, la garanzia indicata per batteria e gruppo propulsore era di otto anni o 200.000 chilometri.

Il bagagliaio posteriore offre 400 litri e dispone di un vano inferiore per i cavi. La capacità non è trascurabile, ma la bocca di carico stretta e la conformazione del portellone limitano la praticità con gli oggetti ingombranti. Più convincente il vano anteriore da circa 53 litri, ben rifinito ma accessibile soltanto attraverso la tradizionale leva interna.

Abitacolo curato, ricco e ben insonorizzato

Uno degli elementi più riusciti è l'isolamento acustico. Durante la prova l'abitacolo si è mantenuto silenzioso anche alle velocità autostradali, restituendo una sensazione di solidità rafforzata dal suono delle portiere e dalla qualità percepita dei rivestimenti. Le superfici superiori sono morbide e curate, mentre nelle zone inferiori compaiono plastiche più rigide.

I sedili anteriori sono regolabili elettricamente, ventilati e riscaldabili su due livelli; è presente anche il volante riscaldato. Il display centrale può ruotare elettricamente tra orientamento orizzontale e verticale, mentre Android Auto e Apple CarPlay funzionano senza cavo. Completano la dotazione due basi di ricarica wireless, telecamera a 360 gradi, sensori di parcheggio e numerosi vani portaoggetti.

Lo spazio posteriore è buono anche con il sedile anteriore regolato per una persona alta 1,90 metri. Il pavimento è privo di tunnel centrale e sono disponibili prese USB, bocchette del climatizzatore e schienali abbattibili in configurazione 60:40. Il tetto panoramico aumenta la luminosità senza aver creato, nelle condizioni del test, un evidente effetto serra.

Guida fluida, ma la rigenerazione convince poco

Su strada la Seal Excellence si è mostrata stabile, maneggevole rispetto alle dimensioni e capace di combinare comfort e tenuta. Il controllo elettronico delle sospensioni modifica la risposta degli ammortizzatori senza variare l'altezza da terra: nelle impostazioni più morbide filtra bene le irregolarità, mentre nelle modalità dinamiche aumenta la sensibilità percepita. Lo sterzo rimane leggermente filtrato, ma non al punto da compromettere il controllo.

Il sistema di assistenza alla guida di livello 2 si è comportato in maniera fluida anche nel traffico intenso, evitando ripartenze brusche e frenate eccessive. La telecamera a 360 gradi è risultata chiara e facilmente richiamabile dai comandi sul volante. Meno convincente il riconoscimento dei limiti di velocità, che durante il test ha prodotto avvisi basati su un limite errato.

La criticità principale riguarda la frenata rigenerativa al rilascio dell'acceleratore. Togliendo completamente il piede sono stati osservati circa 30 kW di recupero, un valore percepito come insufficiente per ottenere una vera guida a un pedale. Premendo il freno, invece, il sistema può integrare una rigenerazione sensibilmente superiore, arrivata nel test tra 50 e 100 kW in funzione della velocità. La capacità di recupero esiste quindi, ma manca una regolazione che consenta al guidatore di sfruttarla maggiormente attraverso l'acceleratore.

Anche il software richiede affinamenti: i menu sono ricchi di funzioni e permettono di personalizzare diversi suoni e sistemi, ma alcune traduzioni sono poco curate. Il pulsante fisico di avviamento appare inoltre superfluo su un'elettrica. Nel complesso, la Seal Excellence è uscita promossa da questo primo contatto, pur con conclusioni necessariamente provvisorie dopo uno o due giorni di utilizzo. Al momento della prova, i prezzi di partenza indicati erano di circa 43.000 euro per la versione posteriore e 49.000 euro per la Excellence.

Una domanda per voi

BYD dovrebbe privilegiare una rigenerazione più intensa al rilascio oppure lasciare al guidatore la possibilità di personalizzarla?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=37JcE75ZF-I

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer