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BYD Seal AWD al banco: 463 CV rilevati e più spinta della Model 3 fino al limitatore
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BYD Seal AWD al banco: 463 CV rilevati e più spinta della Model 3 fino al limitatore

4 min.

La BYD Seal AWD Excellence è stata sottoposta a una prova sul banco a rulli per verificare quanta potenza riesca effettivamente a trasferire e come si comporti alle alte velocità. Il risultato principale è una rilevazione di 463 CV, con quasi 400 CV disponibili alle ruote e una perdita stimata in 61 CV. Al di là del valore assoluto, il test ha evidenziato una spinta consistente fino all'intervento del limitatore elettronico, arrivato intorno a 190 km/h.

La configurazione della BYD Seal AWD Excellence

La versione provata è la Seal Excellence a trazione integrale, dotata di un motore anteriore e uno posteriore. I dati dichiarati citati durante il test sono 530 CV, 670 Nm di coppia e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi. La batteria ha una capacità di 82,5 kWh ed è una Blade Battery LFP prismatica.

Prima della misurazione è stato necessario adattare il banco al passo della vettura e individuare correttamente i punti di ancoraggio. La Seal presenta un fondo particolarmente piatto e una geometria dei bracci che, nell'esperienza sul campo, è apparsa diversa da quella di altre vetture già sottoposte allo stesso tipo di prova. Il test è stato eseguito con tutte e quattro le ruote in movimento e con il controllo di stabilità disattivato.

La potenza rilevata dal banco Maha è stata di 463 CV. Sottraendo i 61 CV indicati come potenza dissipata, alle ruote ne arrivano poco meno di 400. La dispersione è stata giudicata contenuta considerando che si tratta di una vera trazione integrale, nella quale la potenza viene trasmessa attraverso entrambi gli assi.

Il confronto con Tesla Model 3 Performance

Il riferimento utilizzato per valutare il comportamento della Seal è una Tesla Model 3 Performance del 2019 in modalità Track, già sottoposta in precedenza allo stesso genere di misurazione. Non si tratta quindi della successiva Model 3 Performance basata sulla Highland, ma della versione venduta negli anni precedenti.

Dal confronto delle curve è emersa una maggiore incisività della BYD ai bassi regimi. La Tesla è apparsa più fluida nell'erogazione, mentre la Seal ha mostrato un carattere più nervoso e una spinta più sostenuta soprattutto nell'intervallo compreso tra 150 e 190 km/h. In questa fascia, secondo quanto osservato al banco, la BYD riesce ad avere qualcosa in più rispetto alla Model 3 Performance presa come riferimento.

Il confronto, tuttavia, non può proseguire oltre quella velocità. Sulla Seal il limitatore interviene intorno a 190 km/h, mentre nella precedente prova la Tesla aveva superato i 250 km/h senza un taglio analogo. La differenza impedisce di stabilire come si sarebbe evoluta la curva della BYD alle velocità superiori, nonostante la sensazione che il sistema propulsivo avesse ancora margine.

Acceleratore e limitatore restano i punti aperti

Le prestazioni rilevate non eliminano alcune criticità già emerse nell'utilizzo della Seal. La risposta iniziale dell'acceleratore è stata percepita come meno immediata rispetto a quella della Tesla: tra la pressione del pedale e l'erogazione della spinta si avverte una breve attesa. Potrebbe trattarsi di una scelta deliberata per rendere più gestibile una vettura tanto potente, ma durante la guida riduce la sensazione di prontezza.

Tra gli altri limiti emersi nell'esperienza complessiva figurano un software considerato ancora inferiore a quello Tesla e una frenata rigenerativa giudicata quasi assente. Anche l'efficienza resta un ambito nel quale la Model 3 mantiene un vantaggio secondo le impressioni raccolte. La prova al banco, però, ridimensiona eventuali dubbi sulle capacità puramente prestazionali della Seal: fino all'intervento del limitatore la spinta è risultata almeno comparabile, e in alcuni tratti superiore, a quella della Model 3 Performance del 2019.

Una modalità Track potrebbe sfruttare il margine residuo

Il taglio a circa 190 km/h appare come il principale vincolo tecnico emerso dal test. Nell'uso stradale una velocità superiore avrebbe una rilevanza limitata, ma in pista impedisce di sfruttare fino in fondo il potenziale mostrato dalla trazione integrale. La curva registrata suggerisce infatti che l'erogazione non fosse ancora esaurita al momento dell'intervento elettronico.

Una modalità Track o un'impostazione dedicata potrebbe quindi avere senso per gestire diversamente acceleratore, controlli e limitatore, almeno negli impieghi consentiti. Al momento, tuttavia, questa rimane soltanto una possibilità auspicata durante la prova: non sono state fornite indicazioni su eventuali aggiornamenti o versioni future. Il dato concreto resta quello del banco, con 463 CV rilevati e una BYD Seal capace di sostenere una spinta molto forte fino al limite imposto elettronicamente.

Una domanda per voi

Una modalità Track capace di modificare risposta dell'acceleratore e limitatore renderebbe la BYD Seal AWD più convincente nell'uso in pista?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=f9TIW_V9r70

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!