BYD Seal alla prova dei 1.120 km: consumi e ricarica in autostrada
La BYD Seal ha affrontato una prova autostradale di 1.120 km pensata per mettere sotto pressione autonomia, consumi e ricarica rapida. Il test è stato condotto prevalentemente a 130 km/h, con climatizzazione accesa e temperature esterne inizialmente vicine ai 12-13 °C. Il risultato finale è un quadro complessivamente positivo, ma con una curva di ricarica ancora migliorabile e alcuni aspetti dell'esperienza a bordo che richiedono maggiore affinamento.
Batteria Blade da 82,5 kWh e doppio motore
L'esemplare utilizzato era la versione a doppio motore, dotata di batteria Blade LFP da 82,5 kWh e capace, secondo il dato riportato durante la prova, di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi. Si tratta quindi della configurazione più potente, non necessariamente di quella più orientata alla massima efficienza nei lunghi viaggi.
La carrozzeria da berlina e il frontale affusolato lasciano intuire un'attenzione particolare all'aerodinamica, elemento decisivo quando si viaggia a velocità autostradali. Non è stato però indicato un coefficiente di resistenza preciso, quindi l'efficienza va valutata soprattutto attraverso i dati raccolti sul campo.
L'auto montava pneumatici Continental e cerchi aerodinamici da 19 pollici. Una prima indicazione relativa alla presenza di gomme invernali è stata successivamente corretta durante il test. Anche questo dettaglio è importante, perché pneumatici e cerchi possono incidere in modo sensibile sui consumi di un'elettrica.
Consumi tra 22,5 e 26,6 kWh ogni 100 km
Nella prima parte del percorso, con una velocità media indicata di circa 135 km/h, il computer di bordo ha registrato 26,6 kWh ogni 100 km. Dopo circa 255 km restava il 17% della batteria; la prima sosta è stata effettuata al 10%, senza cercare di sfruttare fino all'ultimo l'energia disponibile. In queste condizioni, la percorrenza teorica dal 100% allo 0% è stata stimata intorno ai 300 km.
Con il procedere del viaggio e temperature esterne più favorevoli, il consumo è sceso fino a 22,5 kWh ogni 100 km. Nelle fasi successive si è poi assestato intorno a 25,8 kWh ogni 100 km. Non è un valore particolarmente contenuto in termini assoluti, ma la capacità della batteria consente comunque alla Seal di coprire circa 300 km autostradali tra una sosta e l'altra, arrivando potenzialmente intorno ai 330 km nelle condizioni migliori osservate.
Il dato va letto considerando la velocità sostenuta, l'uso continuo della climatizzazione e le temperature non sempre favorevoli. La prova rappresenta volutamente uno scenario impegnativo per un'auto elettrica, più severo rispetto a un viaggio condotto a velocità inferiori o con condizioni climatiche più miti.
Ricarica fino a 150 kW, ma il picco dura poco
La prima sessione di ricarica rapida ha riservato una sorpresa: invece degli 88 kW inizialmente attesi, la Seal ha raggiunto circa 144-150 kW. È una differenza rilevante rispetto a quanto osservato su BYD Dolphin e Atto 3, citate durante la prova come modelli capaci di ricaricare a 88 kW.
Il picco, tuttavia, è stato mantenuto soltanto nei primi minuti. La potenza è poi scesa prima verso 100 kW, quindi intorno a 50 kW e infine a 22 kW in prossimità del 97-98%. La ricarica dal 10% al 100% ha richiesto circa un'ora. Al 97% la potenza rilevata era ancora di 46,7 kW, prima dell'ulteriore riduzione nella parte conclusiva.
Il raffreddamento della batteria è entrato in funzione durante la sosta, segnalando un intervento attivo del sistema di gestione termica. L'impressione emersa è che BYD abbia margine per rendere la curva più lineare e mantenere potenze elevate per una porzione maggiore della ricarica. Il confronto citato nel test è con altre vetture dotate di sistemi a 400 V che riescono a offrire curve più costanti.
In una successiva sessione, iniziata con il 46% residuo, la potenza è salita rapidamente oltre 100 kW fino a circa 133 kW, con valori di tensione indicati tra 579 e 600 V. Per arrivare al 99% sono stati immessi 49 kWh in 42 minuti. La scelta di caricare così in alto non puntava alla massima efficienza della sosta, ma a ridurre il numero complessivo di fermate lungo il percorso.
Tre soste e oltre dodici ore di viaggio
I 1.120 km sono stati completati in poco più di dodici ore, dalle 5:36 alle 17:44, con tre ricariche dichiarate e circa 255 kWh complessivamente prelevati. Alcune soste sono state volutamente prolungate per colazione, pranzo o necessità personali: il tempo totale non rappresenta quindi il minimo teoricamente ottenibile ottimizzando ogni fermata.
Sul piano pratico, la Seal si è mostrata adatta al viaggio autostradale, grazie a percorrenze tra le soste compatibili con lunghe tratte e a una potenza iniziale di ricarica adeguata. L'esperienza ha però evidenziato un funzionamento poco intuitivo della climatizzazione: nonostante temperature impostate fino a 26-30 °C, nelle prime fasi continuava a uscire aria fredda.
Anche l'infotainment è stato giudicato interessante sul piano tecnologico, ma ancora bisognoso di affinamenti. Il bilancio della prova resta favorevole: i consumi non sono da primato, ma la batteria da 82,5 kWh compensa con una buona percorrenza reale. Il punto principale su cui intervenire rimane la gestione della ricarica, soprattutto dopo il picco iniziale, per accorciare le soste senza dover necessariamente arrivare a percentuali molto elevate.
Una domanda per voi
Per i lunghi viaggi conta di più una batteria capiente o una curva di ricarica capace di mantenere a lungo la potenza massima?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=VC-LxpzCCEw

https://bit.ly/m/MatteoValenza
Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

