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BYD frena in Giappone dopo il taglio degli incentivi alle auto elettriche

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Dopo un inizio d'anno molto positivo, BYD registra la prima battuta d'arresto nel mercato giapponese, a maggio 2026 il costruttore cinese ha immatricolato 363 veicoli elettrici, un risultato inferiore del 12,7% rispetto alle 416 unità registrate nello stesso mese del 2025.

Il calo arriva poche settimane dopo la revisione degli incentivi statali destinati alle auto elettriche, la riduzione dei contributi pubblici ha colpito in modo particolare BYD, creando una differenza significativa rispetto ad alcuni concorrenti che continuano a beneficiare di sussidi molto più elevati.

Nonostante il rallentamento registrato a maggio, il marchio mantiene una crescita importante su base annuale e continua a puntare con decisione sul mercato giapponese.

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Le immatricolazioni BYD rallentano dopo quattro mesi di crescita

Per la prima volta nel 2026, BYD ha registrato una contrazione delle vendite in Giappone, il risultato interrompe una serie di quattro mesi consecutivi di crescita che aveva permesso al marchio di rafforzare la propria presenza nel Paese.

Nei primi cinque mesi dell'anno, BYD ha comunque totalizzato 1.798 immatricolazioni contro le 1.124 registrate nello stesso periodo del 2025.

Si tratta di una crescita vicina al 60%, un dato che conferma come il costruttore cinese stia riuscendo a conquistare una quota sempre più rilevante nel mercato delle auto elettriche importate.

La frenata di maggio rappresenta quindi un segnale da monitorare, ma non cancella i progressi ottenuti dall'azienda dall'inizio dell'anno.

Il nuovo sistema di incentivi penalizza BYD

La principale causa del rallentamento sembra essere il nuovo programma di incentivi introdotto dal governo giapponese.

Dal 1° aprile il contributo riconosciuto ai modelli BYD è stato ridotto da una fascia compresa tra 350.000 e 400.000 yen (circa 2.100-2.400 euro) a soli 150.000 yen (circa 900 euro).

La revisione del sistema premia in particolare i costruttori che utilizzano batterie prodotte in Giappone e catene di fornitura considerate strategiche per l'economia nazionale.

Secondo BYD, i nuovi criteri rischiano di creare uno svantaggio competitivo nei confronti dei produttori che possono contare su una maggiore integrazione con l'industria locale.

BYD presenta Racco in Giappone la sua prima Kei Car | Elettronauti.it

Toyota e Tesla ricevono contributi molto più elevati

La differenza tra BYD e alcuni concorrenti appare evidente osservando l'importo degli incentivi disponibili.

La Toyota bZ4X continua infatti a beneficiare di un contributo massimo pari a 1,3 milioni di yen (circa 7.800 euro).

Anche diverse versioni della Tesla Model 3 e della Tesla Model Y possono ottenere incentivi fino a 1,27 milioni di yen (circa 7.600 euro) grazie all'utilizzo di batterie Panasonic prodotte in Giappone.

La distanza rispetto ai 150.000 yen (circa 900 euro) riconosciuti a BYD è notevole e potrebbe influenzare le decisioni d'acquisto di molti consumatori.

Per questo motivo il presidente di BYD Auto Japan, Atsuki Tofukuji, ha espresso perplessità sui criteri utilizzati per assegnare i punteggi che determinano l'entità dei sussidi.

Un 2026 iniziato con numeri record

L'anno era iniziato nel migliore dei modi per il costruttore cinese, a gennaio le immatricolazioni erano aumentate del 271% rispetto all'anno precedente.

A febbraio la crescita aveva raggiunto il 154%, mentre marzo aveva rappresentato il mese migliore con 625 vetture consegnate e un incremento del 91%.

Ad aprile il ritmo di crescita aveva già mostrato i primi segnali di rallentamento, pur mantenendo un aumento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato negativo di maggio segna quindi un cambiamento di tendenza che gli analisti attribuiscono principalmente alla riduzione degli incentivi governativi.

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La nuova BYD Racco punta a conquistare il mercato giapponese

Per rafforzare la propria posizione, BYD sta preparando il lancio della nuova Racco, una city car elettrica sviluppata appositamente per il Giappone.

Il modello entrerà nel segmento delle kei car, una categoria che rappresenta circa un terzo dell'intero mercato automobilistico giapponese.

La vettura sarà equipaggiata con una batteria Blade LFP da 20 kWh e offrirà un'autonomia di circa 180 chilometri secondo il ciclo WLTC.

La ricarica rapida in corrente continua potrà raggiungere i 100 kW, mentre il prezzo di partenza dovrebbe attestarsi intorno a 2,5 milioni di yen (circa 15.000 euro).

BYD ha inoltre coinvolto l'ingegnere Hirohide Tagawa, noto per aver lavorato allo sviluppo di diversi modelli Nissan di successo nel segmento delle kei car.

L'obiettivo è realizzare un prodotto perfettamente adattato alle esigenze degli automobilisti giapponesi.

BYD resta fiduciosa nonostante il calo

Sebbene maggio abbia evidenziato una flessione delle immatricolazioni, la crescita accumulata dall'inizio dell'anno dimostra che il marchio continua a guadagnare visibilità nel mercato giapponese.

La riduzione degli incentivi rappresenta sicuramente una sfida importante, ma il debutto della nuova Racco potrebbe consentire a BYD di raggiungere una fascia di clienti ancora più ampia.

I prossimi mesi saranno fondamentali per capire se il rallentamento osservato a maggio sia soltanto temporaneo oppure l'inizio di una fase più complessa per l'espansione del costruttore cinese in Giappone.




Cosa ne pensate del nuovo sistema di incentivi giapponese, che favorisce l'industria nazionale?

Fonte

Andrea Cornali

di

Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

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