BYD Flash Charging, il megawatt passa dai sistemi di accumulo BES
Portare la ricarica delle auto elettriche fino a 1 MW non significa necessariamente chiedere alla rete la stessa potenza in ogni istante. È questo il principio centrale delle nuove stazioni BYD Flash Charging, che affiancano ai dispenser un sistema di accumulo BES e adottano un cavo sospeso, capace di scorrere lateralmente sopra lo stallo. Una configurazione pensata per rendere più gestibili sia l’installazione sia l’utilizzo quotidiano di infrastrutture ad altissima potenza.
Il cavo arriva dall’alto e resta protetto quando non serve
Le stazioni hanno una struttura a T dalla quale scende il cavo di ricarica. Il sistema consente al cavo di muoversi lateralmente per circa 3,5 metri, facilitando il collegamento con prese collocate in punti diversi dell’auto. Nonostante debba trasferire fino a 1 MW, durante l’utilizzo il cavo è stato descritto come sufficientemente maneggevole da poter essere spostato con poco sforzo.
La soluzione evita inoltre di lasciare il cavo appoggiato a terra, dove può intrecciarsi con paletti e altri ostacoli. Quando la stazione non è in uso, il collegamento rimane all’interno della struttura: questo riduce anche l’accessibilità del cavo nei periodi di inattività, un elemento rilevante considerando il problema dei furti e dei danneggiamenti alle infrastrutture di ricarica.
BYD ha sviluppato internamente l’intero sistema, dal connettore al cavo fino all’impugnatura, adattata alla particolare direzione con cui il collegamento raggiunge l’auto. Anche il convertitore può essere installato fino a 100 metri di distanza dal punto di ricarica, offrendo una certa flessibilità nella progettazione del sito.
Perché il BES riduce la potenza richiesta alla rete
Il BES è una grande batteria stazionaria, normalmente organizzata in più moduli controllati da un sistema elettronico. Funziona come un serbatoio energetico intermedio: accumula energia dalla rete a una potenza relativamente contenuta e la restituisce rapidamente quando un’auto richiede un picco molto più elevato.
Se un veicolo chiede 1.000 kW, quindi, la stazione non deve necessariamente prelevare nello stesso momento 1.000 kW dalla rete. La potenza può arrivare principalmente dal BES, mentre quest’ultimo viene ricaricato, per esempio, a 300 kW o meno in base alle caratteristiche dell’allaccio. Il sistema può anche combinare l’energia proveniente dalla rete con quella accumulata oppure destinare parte della potenza disponibile alle batterie mentre altre auto stanno caricando.
Questo approccio può semplificare l’installazione nei luoghi dove non è disponibile una dorsale elettrica sufficientemente potente. Non elimina però la necessità di dimensionare correttamente l’impianto: capacità del BES, potenza dell’allaccio, numero di stalli e frequenza di utilizzo determinano quante sessioni ad altissima potenza possano essere sostenute prima che l’accumulo debba recuperare energia.
Nella configurazione descritta erano presenti due unità da 200 kWh collegate tra loro, capaci di bilanciarsi reciprocamente e caratterizzate da una capacità di scarica pari a 10C. La gestione della potenza può intervenire con una granularità indicata in 150 kW, trasferendo risorse verso il veicolo che in quel momento è in grado di assorbirle. Il sito disponeva di due dispenser e di una potenza complessiva dichiarata fino a 1.500 kW, mentre l’ipotesi di erogare 1.000 kW su ciascun punto contemporaneamente non è stata confermata.
Denza 9, dal 10 al 97% in otto minuti e mezzo
La dimostrazione più concreta delle potenzialità del sistema riguarda una Denza 9 con batteria da 130 kWh. Nelle condizioni riportate, senza un precedente preriscaldamento, l’auto è passata dal 10 al 97% in otto minuti e mezzo. Si tratta di un singolo riscontro e non di una prova completa in condizioni ripetibili, ma il dato mostra quale possa essere l’effetto pratico dell’integrazione tra veicolo e infrastruttura progettati per potenze molto elevate.
La sessione si è fermata al 97% perché, secondo l’algoritmo del sistema, il restante 3% deve lasciare spazio alla rigenerazione. L’interfaccia scelta da BYD privilegia inoltre il tempo residuo rispetto alla visualizzazione della potenza istantanea. È un’impostazione semplice per l’utente, ma nell’applicazione europea dovrà convivere con la necessità di mostrare energia erogata, costo e informazioni provenienti da un misuratore certificato.
L’infrastruttura deve inseguire le capacità delle nuove auto
Il punto industriale non riguarda soltanto la velocità della singola ricarica. Veicoli capaci di accettare potenze sempre più alte rischiano di non sfruttare il proprio potenziale se la rete pubblica non dispone di stazioni adeguate. Nell’analisi viene citato il caso di batterie in grado di assorbire 420 kW costanti, una prestazione che le infrastrutture disponibili localmente non riuscirebbero ancora a saturare.
L’accumulo stazionario può accelerare l’espansione senza attendere ovunque collegamenti elettrici da megawatt. Come termine di confronto, viene indicato che Fastned riesce a realizzare una propria stazione in circa un mese. La presenza del BES può rendere praticabili anche siti più remoti, purché il progetto tenga conto dei tempi necessari a ricostituire l’energia dopo sessioni ravvicinate.
Il piano riportato per la Cina parla di 5.000 stazioni installate e di oltre 2.500 già operative da gennaio. La scala annunciata mostra che BYD considera l’infrastruttura parte integrante dell’evoluzione dei propri veicoli. La vera verifica sarà nella capacità di replicare questa rapidità di espansione rispettando vincoli di rete, requisiti di misurazione e domanda effettiva dei singoli siti.
Una domanda per voi
I sistemi di accumulo BES possono rendere la ricarica da 1 MW sostenibile anche nei siti dove la rete non offre collegamenti altrettanto potenti?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=1QZDy9HMcoM

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