BYD Dolphin Surf, l’utilitaria elettrica parte da 18.890 euro
La BYD Dolphin Surf entra nel segmento delle utilitarie elettriche con un prezzo di partenza di 18.890 euro, tre allestimenti e due tagli di batteria. Il primo contatto restituisce l’immagine di un’auto pensata soprattutto per la città: compatta, maneggevole, sufficientemente spaziosa per quattro persone e dotata di un sistema multimediale completo. Restano però alcuni aspetti da approfondire, a partire dalla rigenerazione poco incisiva e dai consumi da verificare su percorsi più articolati.
Dimensioni da città, spazio sfruttato con attenzione
La Dolphin Surf misura 3,99 metri in lunghezza, 1,55 metri in altezza e 1,50 metri in larghezza, con un passo di 2,5 metri. Le proporzioni sono quindi quelle di una vera utilitaria, ma la distanza tra gli assi permette di ricavare un abitacolo abbastanza accogliente. L’auto è omologata per quattro passeggeri e, durante il primo contatto, la seconda fila si è mostrata comoda per due persone, con un pavimento non eccessivamente rialzato e una buona disponibilità di spazio.
Il design adotta fari anteriori a LED, una firma luminosa posteriore estesa per tutta la larghezza del portellone e protezioni in plastica nelle zone più esposte. Sulla versione Comfort provata sono presenti cerchi in lega da 16 pollici e maniglie a filo della carrozzeria. Il portellone non è elettrificato neppure sull’allestimento superiore, mentre il bagagliaio offre 308 litri e supera i 1.000 litri abbattendo i sedili posteriori. La presa di ricarica si trova nella parte anteriore destra.
Infotainment rotante e comandi fisici essenziali
L’abitacolo combina plastiche rigide con rivestimenti più morbidi sul poggiabraccio e nella zona centrale. Dietro al volante si trova uno schermo strumenti da 5 pollici: raccoglie le informazioni necessarie alla guida, ma la grafica non è risultata particolarmente convincente. Il volante a tre razze integra i comandi per gli ADAS, la gestione dei contenuti multimediali e il pulsante che consente di modificare l’orientamento dello schermo centrale.
L’infotainment da 10 pollici può infatti ruotare e passare dalla disposizione orizzontale a quella verticale. L’interfaccia, simile a quella di un tablet, si è dimostrata intuitiva e sufficientemente reattiva. Sono disponibili Spotify, Apple CarPlay, Android Auto e la navigazione con Google integrato, compresa una scorciatoia per cercare le colonnine più vicine.
Sotto lo schermo rimangono alcuni comandi fisici per selettore di marcia, modalità di guida, Auto Hold, luci di emergenza e funzioni rapide della climatizzazione. Le altre regolazioni del clima passano invece dal display. La Comfort aggiunge la ricarica wireless dello smartphone, la regolazione elettrica del sedile e una telecamera a 360 gradi che, nell’esperienza sul campo, ha offerto immagini di buona qualità. Sono inoltre presenti prese USB-C e USB-A e una presa da 12 volt.
Tre versioni, due batterie e potenze differenti
La gamma è articolata negli allestimenti Action, Boost e Comfort. La versione d’ingresso utilizza una batteria da 30 kWh, abbinata a un motore anteriore da 65 kW. La ricarica arriva a 11 kW in corrente alternata e a 65 kW di picco in corrente continua.
La Boost mantiene il motore da 65 kW ma adotta una batteria più grande, da circa 43 kWh, per un’autonomia dichiarata di 322 km nel ciclo WLTP. La Comfort utilizza lo stesso taglio di batteria e porta la potenza a 115 kW, circa 150 CV, con una ricarica in corrente continua che raggiunge un picco di 85 kW.
La dotazione varia in modo sensibile tra gli allestimenti. La Action non dispone della telecamera a 360 gradi, della ricarica wireless e del cruise control adattivo, pur mantenendo un pacchetto di assistenza alla guida di base. Sono disponibili anche accesso keyless e chiave digitale condivisibile tramite smartphone. Il sistema di monitoraggio dell’attenzione utilizza una telecamera collocata alla sinistra del volante e interviene rapidamente quando lo sguardo viene distolto dalla strada.
Comfort in città, rigenerazione poco marcata
Durante la breve prova urbana, la Dolphin Surf ha mostrato un’impostazione orientata soprattutto al comfort. Le modalità di guida sono Eco, Normal e Sport: la prima rende la risposta più progressiva, mentre la Sport offre un’erogazione più pronta. Lo sterzo non è particolarmente preciso, ma ha un peso equilibrato e rimane abbastanza maneggevole per l’impiego quotidiano.
La frenata rigenerativa è apparsa poco intensa in tutte le modalità e non è presente la guida One Pedal. Rilasciando il freno, inoltre, l’auto avanza lentamente in modo automatico. L’insonorizzazione è risultata buona nel contesto urbano, anche se sarebbe necessario un test autostradale per valutare adeguatamente i fruscii aerodinamici. La visibilità anteriore è buona, mentre quella posteriore è più limitata.
Il consumo medio registrato nel breve percorso è stato di 13,3 kWh ogni 100 km. Si tratta di un risultato discreto per l’utilizzo urbano, ma non sufficiente per formulare un giudizio definitivo: servirebbero una prova più lunga e condizioni ripetibili per confrontare con precisione efficienza e autonomia reale.
Il principale argomento della Dolphin Surf resta il posizionamento economico. La Action parte da 18.890 euro, la Boost si colloca intorno ai 22.000 euro e la Comfort arriva a circa 25.000 euro. Nel confronto citato con Dacia Spring e Leapmotor T03, la piccola BYD si inserisce quindi nella fascia più accessibile del mercato elettrico, accompagnando il prezzo con una dotazione tecnologica complessivamente completa.
Una domanda per voi
Un prezzo di partenza inferiore a 19.000 euro può rendere la BYD Dolphin Surf una scelta concreta per la mobilità elettrica urbana?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=XJXzU0A4oFk

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

