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BYD Dolphin Surf alla prova: efficiente e completa, ma il software può migliorare
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BYD Dolphin Surf alla prova: efficiente e completa, ma il software può migliorare

6 min.

La BYD Dolphin Surf nasce come city car elettrica, ma dimensioni, abitabilità e dotazione suggeriscono un impiego più ampio. Per verificarne consumi, comfort e praticità è stata affrontata su un itinerario di circa 165 km con partenza da Milano e percorso lungo entrambe le sponde del Lago di Como, alternando tangenziale, superstrada, traffico intenso e tratti extraurbani più scorrevoli.

Consumi contenuti anche fuori città

La prova è iniziata con la batteria all'82% e un'autonomia indicata di 255 km. Dopo i primi 75 km, percorsi in due ore e mezza a causa delle code, la Dolphin Surf mostrava il 61% residuo e un consumo medio di 8,9 kWh/100 km. La velocità media di appena 33 km/h ha certamente favorito il risultato, ma il dato conferma l'efficienza dell'auto nelle condizioni tipiche del traffico urbano e periurbano.

Nel tratto successivo di 34,5 km, affrontato a una velocità media più alta, il consumo è salito a 11,9 kWh/100 km e la batteria è scesa al 49%. Sulla sponda occidentale del lago sono stati registrati valori compresi tra 10 e 13,3 kWh/100 km, a seconda del percorso. Si tratta di strade relativamente lente, quindi il risultato non può essere esteso automaticamente all'autostrada, ma nell'esperienza sul campo la Dolphin Surf si è dimostrata particolarmente parca.

La versione Comfort provata utilizza una batteria Blade LFP da 43,2 kWh e un motore da 115 kW. BYD dichiara 310 km nel ciclo misto WLTP e 460 km in ambito urbano. La Boost abbina la batteria più grande a un motore da 65 kW, con 322 km WLTP e 507 km dichiarati nel ciclo urbano. La Active, con batteria da circa 30 kWh e motore da 65 kW, è invece accreditata di 220 km WLTP e 356 km in città.

Ricarica valida, esperienza digitale meno convincente

Uno dei punti di forza della Comfort è il caricatore in corrente alternata da 11 kW. Secondo i dati riportati durante la prova, una ricarica completa in AC richiede circa cinque ore. In corrente continua la potenza massima è di 85 kW, con un passaggio dal 10 all'80% in circa 30 minuti e dal 30 all'80% in 22 minuti. La Active mantiene gli 11 kW in AC, mentre in DC arriva a 65 kW: per il 10-80% sono indicati circa 30 minuti.

Durante la sosta è stata effettuata una ricarica lenta a circa 11 kW, immettendo 25,8 kWh e riportando la batteria al 100%. L'operazione ha però evidenziato una criticità che va oltre l'auto: l'attivazione tramite due applicazioni non è andata a buon fine, mentre un aggregatore differente ha avviato regolarmente la sessione. La disponibilità delle colonnine non basta se app, roaming e pagamenti rendono incerta una procedura che dovrebbe essere immediata.

Anche il navigatore integrato mostra margini di miglioramento. La grafica è chiara, segnala i punti di ricarica presenti nei dintorni e può guidare verso una stazione, ma non pianifica automaticamente le soste lungo un viaggio. In una simulazione su una tratta non percorribile senza ricaricare, il sistema ha calcolato il percorso senza inserire alcuna fermata. Per un'elettrica è una mancanza rilevante, potenzialmente risolvibile con un aggiornamento software.

Abitacolo ricco e spazio sfruttato bene

Con 3,99 metri di lunghezza, 1,72 metri di larghezza, 1,59 metri di altezza e un passo di 2,50 metri, la Dolphin Surf rimane sotto la soglia dei quattro metri ma offre quattro posti omologati e uno spazio interno giudicato valido durante il test. Il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 308 litri, che sale a 1.037 litri abbattendo i due sedili posteriori.

La Comfort dispone di strumentazione digitale da 7 pollici e schermo centrale rotante da 10,1 pollici. Quest'ultimo può essere utilizzato in verticale o in orizzontale e permette di dividere l'interfaccia tra navigazione e contenuti multimediali. Sono presenti Apple CarPlay e Android Auto wireless, radio DAB, ricarica senza fili e porte USB-A e USB-C.

I sedili anteriori, riscaldabili e regolabili elettricamente sulla versione provata, sono risultati comodi e avvolgenti. Il rivestimento in similpelle tende però a scaldarsi nelle giornate estive. Positiva la qualità percepita dell'abitacolo nonostante la presenza di plastiche rigide. Meno riuscita la gestione del climatizzatore: è potente, ma non utilizza una temperatura espressa in gradi e richiede di scegliere un livello numerico, rendendo meno intuitiva la regolazione.

ADAS efficaci, frenata rigenerativa troppo debole

Il mantenimento di corsia e il cruise control adattivo si sono mostrati ben tarati, mantenendo l'auto centrata senza reazioni eccessivamente prudenti. Il cruise resta inoltre pronto a riprendere la velocità impostata dopo un sorpasso. La Comfort offre telecamere e sensori di parcheggio con copertura a 360 gradi, oltre alla lettura dei segnali stradali.

Più problematico il monitoraggio del conducente tramite telecamera a infrarossi. Nel corso del test ha generato avvisi frequenti e talvolta poco pertinenti, soprattutto con gli occhiali da sole. Anche gli avvisi per il superamento dei limiti si riattivano a ogni avvio, pur potendo essere silenziati dal menu.

La frenata rigenerativa è risultata molto blanda anche al livello massimo e non consente una vera guida a un pedale. In città obbliga quindi a utilizzare spesso il freno meccanico, rinunciando a uno dei vantaggi pratici più apprezzati sulle elettriche. Tra le modalità Eco, Normal e Sport, la Normal è apparsa la più equilibrata; la Sport offre uno spunto vivace, ma nella risposta all'acceleratore è stato percepito un breve ritardo.

L'abitacolo è molto silenzioso alle velocità urbane ed extraurbane, mentre a 110 e 130 km/h diventano più evidenti i fruscii aerodinamici. La dotazione comprende inoltre la pompa di calore e la funzione Vehicle-to-Load, capace di erogare fino a 3 kW per alimentare apparecchi elettrici esterni.

Prezzi e versione più equilibrata

La gamma parte da 19.490 euro per la Active, proposta adatta soprattutto a chi utilizza l'auto in città e accetta la batteria più piccola e una dotazione semplificata. La Comfort provata costa 25.990 euro e aggiunge il motore da 115 kW, la batteria da 43,2 kWh e numerosi accessori.

La Boost emerge come il compromesso più convincente: mantiene il motore da 65 kW ma adotta la batteria più grande, ottenendo sulla carta l'autonomia più elevata della gamma. Nel complesso la Dolphin Surf ha restituito l'impressione di un'auto equilibrata, efficiente e più curata di quanto il prezzo d'ingresso potrebbe suggerire. Restano da affinare il pianificatore di viaggio, il monitoraggio del conducente e la frenata rigenerativa, tre aspetti sui quali il software potrebbe fare una differenza sostanziale.

Una domanda per voi

La maggiore autonomia della Boost conta più della potenza e della dotazione aggiuntiva offerte dalla Dolphin Surf Comfort?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=qLVf8pJRBGc

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!