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BYD Dolphin, efficienza e comfort convincono ma la dinamica è da affinare
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BYD Dolphin, efficienza e comfort convincono ma la dinamica è da affinare

5 min.

La BYD Dolphin restituisce un quadro fatto di buone qualità nell'efficienza, nello spazio interno e nella dotazione, ma anche di alcuni compromessi nella dinamica di guida e nel software. La prova, svolta nell'arco di alcuni giorni e completata con un percorso misto di 103 km, ha permesso di verificare il comportamento della compatta elettrica in condizioni vicine a un utilizzo quotidiano.

Consumi nel percorso misto e batteria Blade

Il percorso di riferimento è iniziato con la batteria al 100% e ha compreso circa 50 km di autostrada a 130 km/h, seguiti da altri 50 km tra urbano ed extraurbano. Considerando anche gli ultimi spostamenti, il tragitto complessivo è stato di circa 103 km in un'ora e 40 minuti. Al termine, la Dolphin aveva utilizzato il 33% della batteria e la strumentazione riportava un consumo di circa 20,1 kWh.

Il risultato è apparso equilibrato considerando la presenza di un tratto autostradale significativo. Al contenimento dei consumi contribuiscono il frontale affusolato, il coefficiente aerodinamico dichiarato di 0,30, le maniglie integrate, i cerchi aerodinamici e il piccolo elemento applicato nella parte posteriore.

La vettura provata utilizza una batteria Blade con chimica LFP da circa 60 kWh e dichiara approssimativamente 430 km di autonomia nel ciclo WLTP. La scelta della chimica litio-ferro-fosfato viene indicata come un punto di forza soprattutto per la durata nel tempo e la resistenza agli eventi termici. Il pacco è collocato lungo il pianale: una soluzione che abbassa il baricentro, anche se questo vantaggio non elimina alcune criticità legate alla taratura delle sospensioni.

Assetto morbido e trazione anteriore da gestire

Il principale limite emerso riguarda l'assetto, giudicato troppo morbido. Sui dossi e sugli avvallamenti, compresi quelli incontrati in autostrada, la carrozzeria tende a rimbalzare e a prolungare il movimento verticale. Lo sterzo, al contrario, restituisce un feedback considerato valido e non rappresenta uno dei punti deboli della vettura.

Nelle accelerazioni più decise si avverte un certo ritardo nella risposta del pedale. Premendo a fondo, inoltre, l'anteriore tende ad alleggerirsi e le ruote possono perdere aderenza. In questa condizione la Dolphin si scompone leggermente e richiede maggiore attenzione sul volante. È un comportamento osservato soprattutto quando si chiede tutta la spinta disponibile, non una caratteristica riscontrata nella normale marcia quotidiana.

La frenata rigenerativa non è particolarmente incisiva. Il sistema permette di scegliere tra le impostazioni Comfort e Sport, con quest'ultima preferibile per chi desidera un rallentamento più evidente al rilascio dell'acceleratore. Il cruise control adattivo, utilizzato durante la prova, ha invece lavorato senza errori. Non è stato possibile attivare un ulteriore sistema di assistenza durante il tratto autostradale, perché la vettura segnalava che le condizioni di utilizzo non erano soddisfatte.

Spazio interno, bagagliaio e ricarica

Con una lunghezza indicata di 4,30 metri, la Dolphin sfrutta bene lo spazio a disposizione. Il tunnel centrale non risulta particolarmente invasivo, mentre i passeggeri posteriori possono essere penalizzati quando davanti siede una persona alta circa 1,88 metri. I poggiatesta posteriori sono regolabili in altezza su tutti e tre i posti, ma quando vengono sollevati riducono la visuale attraverso il lunotto, già condizionata dalle sue dimensioni e dalla forte inclinazione. La telecamera posteriore compensa in parte il problema con immagini giudicate chiare.

Il bagagliaio non è particolarmente ampio, ma è apparso adeguato alla categoria. Il portellone non è elettroattuato e sotto il cofano anteriore non è presente un vano supplementare, nonostante lo spazio disponibile. La presa di ricarica si trova sul lato posteriore destro e comprende i connettori Type 2 e CCS Combo 2. Nel materiale della prova vengono indicati 7 kW in corrente alternata per alcuni allestimenti e 11 kW per altri, oltre a un picco di 150 kW in corrente continua. Quest'ultimo valore non è stato verificato sul campo.

Comandi intuitivi, infotainment ancora imperfetto

La disposizione dei comandi è generalmente riuscita. La leva del cambio è facile da comprendere e collocata in una posizione comoda; accanto si trovano le modalità di guida Eco, Comfort e Sport, la selezione dei terreni, i controlli del climatizzatore e il volume. Sono presenti anche Auto Hold, accesso keyless e passive entry. Nelle manovre a velocità molto bassa è possibile passare rapidamente dalla retromarcia alla marcia avanti senza dover ripetere ogni volta la pressione sul freno.

Apple CarPlay e Android Auto funzionano senza cavo. Durante un tragitto di 100 km, il caricatore wireless è riuscito a mantenere lo smartphone al 78% mentre era attivo Apple CarPlay, senza aumentare né ridurre la carica. Meno convincente il rivestimento in finta pelle, sul quale possono rimanere aloni e tracce dovute al contatto.

L'infotainment offre una rappresentazione tridimensionale dell'auto, la riproduzione di filmati da una memoria USB e il caratteristico display rotante. Quest'ultimo richiede attenzione: gli oggetti lasciati nel vano sottostante possono ostacolarne il movimento. Restano inoltre traduzioni poco curate e manca un assistente vocale in italiano. Sulla vettura provata i problemi di connessione hanno impedito di utilizzare correttamente il navigatore e servizi come Spotify.

Nel corso del test è stato installato via OTA l'aggiornamento software 1.3, segnale della possibilità di intervenire a distanza sulle funzioni di bordo. Gli aggiornamenti saranno importanti per correggere le lacune riscontrate, mentre per l'assetto servirebbe un intervento di natura diversa. Al momento della prova, il listino indicato partiva da 33.000 euro e arrivava a circa 35.000 euro per la versione superiore, con una differenza di poco più di 2.000 euro legata agli accessori.

Una domanda per voi

Il comfort dell'assetto della BYD Dolphin può compensare il rimbalzo sulle irregolarità e la perdita di aderenza nelle accelerazioni più decise?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=g1EGGsZUb4E

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!