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BYD Dolphin alla prova: dotazione ricca, ricarica da verificare
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BYD Dolphin alla prova: dotazione ricca, ricarica da verificare

6 min.

La BYD Dolphin punta a concentrare in un corpo compatto una batteria di capacità significativa, una dotazione completa e soluzioni tecniche normalmente associate a modelli più costosi. Durante il primo contatto in Spagna sono emerse buone impressioni per qualità percepita, spazio e comportamento stradale. Resta però un’incognita importante: la ricarica in corrente continua si ferma a 88 kW e dovrà essere valutata con una prova dedicata.

Batterie Blade e piattaforma e-Platform 3.0

La Dolphin è costruita sulla e-Platform 3.0 di BYD e utilizza batterie Blade con chimica LFP, cioè litio-ferro-fosfato. La particolare struttura lamellare consente di sfruttare con efficienza lo spazio disponibile nel pianale. Le celle sono inoltre integrate in una struttura interna a nido d’ape che contribuisce alla rigidità del pacco e alla sua integrazione nel telaio.

Uno degli argomenti centrali della tecnologia Blade è la sicurezza termica. Secondo quanto illustrato durante la presentazione, queste batterie sono progettate per resistere al test di penetrazione con un ago limitando il surriscaldamento della cella. È una caratteristica rilevante perché una perforazione rappresenta una delle condizioni più severe per un accumulatore agli ioni di litio.

Le capacità indicate sono di 44 e 60,4 kWh, con autonomie dichiarate rispettivamente nell’ordine di 350 e 430 km. Non viene specificato il ciclo di omologazione di riferimento. La gamma prevede motori anteriori da 70, 130 e 150 kW, mentre la velocità massima è limitata a 150 km/h sulle versioni meno potenti e sale a 160 km/h dalla configurazione Boost.

La piattaforma adotta inoltre un gruppo propulsore che riunisce otto componenti in un solo modulo, includendo motore, sistema di gestione della batteria, caricatore e gestione termica. Per il motore viene dichiarata un’efficienza del 97%. L’integrazione serve a ridurre ingombri e complessità, un aspetto particolarmente importante su un’auto lunga 4,29 metri, larga 1,70 e alta 1,57 metri, con un passo di circa 2,70 metri.

Spazio e interni oltre le aspettative

Nonostante le dimensioni esterne compatte, l’abitacolo offre molto spazio, soprattutto in rapporto al passo. Il pavimento posteriore è piatto e due adulti trovano una sistemazione adeguata, mentre il quinto passeggero deve fare i conti con una posizione centrale meno confortevole. Dietro mancano le bocchette di aerazione, ma sono presenti due porte USB-C. I sedili posteriori sono frazionabili secondo lo schema 60:40.

Il bagagliaio dichiara 345 litri e dispone di un vano inferiore utile per sistemare i cavi di ricarica. Non è presente un vano anteriore e il portellone non è elettrico. Nell’abitacolo si trovano numerosi scomparti, il caricatore wireless per lo smartphone, due prese USB-C, una presa a 12 volt e uno slot microSD.

La plancia utilizza ampiamente plastiche rigide, ma le diverse trame e la lavorazione tridimensionale restituiscono una qualità percepita positiva. Durante il test sono risultati convincenti anche i sedili in materiale vegano, di serie e regolabili elettricamente. Meno curato il vano nella portiera, privo di rivestimento floccato e quindi potenzialmente rumoroso quando contiene chiavi o altri piccoli oggetti.

Al centro della plancia trova posto lo schermo da 12,8 pollici, orientabile sia in orizzontale sia in verticale. Il sistema proprietario basato su Android è apparso abbastanza fluido, mentre il navigatore ha mostrato qualche leggero ritardo. La connessione dati è affidata a una eSIM integrata e consente di consultare le informazioni dell’auto anche tramite l’app BYD.

Come si comporta su strada

Nella breve esperienza di guida la Dolphin ha mostrato un comportamento coerente con la sua impostazione da auto compatta per l’uso quotidiano. La spinta del motore elettrico è pronta e, in modalità Sport, la potenza arriva in modo deciso. Accelerando con forza si percepisce però un alleggerimento dell’avantreno, con la possibilità di mettere in difficoltà la motricità delle ruote anteriori.

La tenuta di strada è risultata buona, pur con un rollio avvertibile nei cambi di direzione. Non è un’auto impostata per la guida in pista, ma conserva un comportamento piacevole e accessibile. Nella configurazione guidata viene indicata un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7 secondi. Anche il pedale del freno ha restituito una risposta più pronta del previsto, sebbene un giudizio definitivo richieda rilevazioni in condizioni controllate.

Il sistema di assistenza alla guida di livello 2 ha funzionato correttamente nel tratto percorso. Il volante non utilizza però un sensore capacitivo: per confermare la presenza delle mani è necessario applicare una leggera forza sulla corona. La dotazione comprende anche telecamera a 360 gradi e diversi sistemi di assistenza e monitoraggio del traffico.

Ricarica a 88 kW, il principale punto interrogativo

In corrente alternata la Dolphin accetta fino a 11 kW, mentre in corrente continua la potenza massima indicata è di 88 kW. È un valore che appare contenuto soprattutto in abbinamento alla batteria da 60,4 kWh. La ricarica non è stata verificata direttamente durante il test, quindi il dato di picco da solo non permette di stabilire quanto siano lunghe le soste reali.

Gli ingegneri BYD consultati durante la prova hanno indicato una curva progettata per mantenere tra 80 e 88 kW dal 10 all’80% della capacità, scendendo intorno a 50 kW oltre tale soglia. Il sistema di gestione della batteria e la pompa di calore dovrebbero regolare automaticamente i flussi termici per mantenere stabile la potenza. Una curva piatta potrebbe compensare almeno in parte il picco non elevato, ma servirà una prova completa per verificare il comportamento con temperature e stati di carica differenti.

La pompa di calore è di serie su tutte le versioni, così come la funzione Vehicle-to-Load. Attraverso l’adattatore fornito è possibile alimentare dispositivi esterni fino a 3,3 kW, per esempio in campeggio o per ricaricare piccoli mezzi elettrici. È una dotazione significativa nella fascia di prezzo indicata alla presentazione, compresa tra 30.000 e 37.000 euro.

Nel complesso, la Dolphin combina spazio, qualità percepita e contenuti tecnologici in modo convincente. Le batterie Blade, la pompa di calore, il V2L e l’infotainment rotante costruiscono una dotazione completa, mentre il comportamento stradale è adeguato alla destinazione familiare. Il giudizio finale resta legato soprattutto alla verifica di consumi, autonomia reale e tempi di ricarica: tre elementi decisivi per capire quanto gli 88 kW possano incidere nell’impiego sui lunghi viaggi.

Una domanda per voi

Una curva di ricarica stabile può compensare una potenza massima di 88 kW nei viaggi con la BYD Dolphin?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=B_64z8YOLFw

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!