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BYD Atto 2 alla prova: comfort convincente, software da affinare
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BYD Atto 2 alla prova: comfort convincente, software da affinare

5 min.

La BYD Atto 2 punta su una formula concreta: dimensioni compatte, abitacolo spazioso, batteria LFP e una dotazione già articolata sulla versione base. Il prezzo indicato durante la prova è di circa 24.900 euro, considerando sconti e incentivi. Nel test di Elettronauti il piccolo SUV elettrico ha convinto soprattutto per comfort e qualità percepita, mentre restano da affinare alcuni elementi fondamentali del software dedicato alla gestione dei viaggi e dei consumi.

Batteria Blade, ricarica e prestazioni

La Atto 2 utilizza una batteria BYD Blade con celle prismatiche LFP, tensione di 400 volt e capacità dichiarata di 47 kWh lordi, dei quali circa 44,1-44,2 kWh utilizzabili. La ricarica arriva a 11 kW in corrente alternata trifase e a circa 65 kW in corrente continua. Lo sportello è azionato a molla, mentre le prese restano protette da tappi rimovibili.

Il motore anteriore sviluppa 177 CV e muove le ruote anteriori. I dati riportati comprendono una velocità massima di 160 km/h e uno 0-100 km/h nell'ordine degli 8 secondi. Sotto il cofano non è previsto un vano di carico anteriore, nonostante sia presente uno spazio libero che, almeno visivamente, potrebbe essere sfruttato meglio.

La prova non ha consentito di ricavare un dato definitivo sull'autonomia. Nell'esperienza sul campo è emersa una percorrenza indicativa compresa fra 200 e 290 km in ambito extraurbano a velocità medio-alte. Mantenendo andature fra 70 e 90 km/h, la percezione è stata più vicina ai 290-300 km. Sono valori osservati in condizioni differenti e non vanno quindi interpretati come una misurazione standardizzata.

Spazio e comfort sono i punti di forza

L'abitacolo presenta prevalentemente materiali plastici, ma lavora sulle differenti trame, sugli inserti imbottiti e sulle cuciture colorate per evitare un risultato eccessivamente economico. I sedili si sono dimostrati morbidi e comodi anche per una persona alta 1,92 metri e dal peso di 100 kg. Sulla versione provata manca la regolazione lombare, mentre i poggiatesta anteriori sono integrati negli schienali.

Anche dietro lo spazio è uno degli aspetti più convincenti. Due adulti di statura elevata possono trovare una sistemazione adeguata, sebbene la seduta piuttosto infossata produca una posizione particolare delle gambe. Il divano dispone di tre cinture, ma il posto centrale rende inevitabilmente più stretta la sistemazione per tre passeggeri. Il tetto in vetro con tendina è previsto su tutte le versioni.

Il bagagliaio offre 400 litri, che diventano 1.430 abbattendo gli schienali posteriori frazionati 60:40. La soglia di carico può essere regolata, ma non è presente una botola centrale. Sulla versione base manca inoltre la cappelliera, una rinuncia difficile da giustificare su un elemento così comune. I mancorrenti sul tetto accettano fino a 50 kg, mentre la capacità di traino indicata raggiunge 750 kg.

All'esterno la Atto 2 adotta cerchi da 17 pollici con pneumatici 215/60, maniglie simili a quelle della Atto 3 e gruppi ottici posteriori collegati da un elemento orizzontale. La retrocamera è presente su tutte le versioni; quella superiore aggiunge la visione a 360 gradi. I fari anteriori sono a LED ma non Matrix e, durante la prova, non è stata individuata una funzione per gli abbaglianti automatici.

Una guida votata alla tranquillità

Su strada la Atto 2 privilegia chiaramente il comfort. Lo sterzo è piuttosto indiretto e restituisce poche informazioni, mentre l'assetto morbido assorbe bene le irregolarità senza diventare eccessivamente cedevole quando il ritmo aumenta. Non è un'impostazione sportiva, ma risulta coerente con un SUV compatto pensato per gli spostamenti quotidiani e per una guida rilassata.

La frenata rigenerativa ha mostrato un miglioramento rispetto ad altre BYD provate in precedenza. In rilascio la potenza recuperata si avvicina a 35-40 kW, mentre agendo sul pedale del freno il display ha mostrato picchi fino a 115 kW. Non è disponibile una vera modalità one pedal, ma il sistema ricorda il livello di rigenerazione selezionato, la modalità di guida e lo stato dell'Auto Hold, evitando di dover ripristinare le preferenze a ogni partenza.

Software migliorato, ma l'elettrico non è ancora ben integrato

Il display centrale misura 10 pollici sulla versione base e 12,8 pollici su quella superiore. L'interfaccia è apparsa più ordinata e leggibile rispetto alle prime BYD, pur conservando qualche animazione pesante e alcune scelte grafiche migliorabili. Sono presenti Android Auto wireless e aggiornamenti over the air, attraverso i quali il costruttore può aggiungere funzioni, correggere problemi e perfezionare le traduzioni.

La criticità principale riguarda il pianificatore dei viaggi. Con la configurazione disponibile durante il test, il sistema tendeva a cercare inizialmente colonnine entro 15 km anche con la batteria carica. Nei percorsi più lunghi poteva inoltre proporre punti di ricarica fuori dall'autostrada, senza ottimizzare realmente il viaggio in funzione dell'autonomia disponibile.

Ancora più problematica è la lettura dei consumi. Il dato mostrato sul display centrale non coincide con quello del quadro strumenti e nessuno dei due è risultato attendibile. Anche la stima dell'autonomia è apparsa sostanzialmente statica. Per ricavare un consumo realistico è stato necessario calcolarlo manualmente partendo dalla percentuale di batteria utilizzata e dai chilometri percorsi: una procedura poco accettabile su un'auto elettrica, dove energia residua ed efficienza sono informazioni essenziali.

Nel complesso, la BYD Atto 2 restituisce un'impressione positiva grazie allo spazio, alla comodità e a una dotazione significativa in rapporto alla cifra richiesta con le agevolazioni considerate. La parte meccanica appare coerente con la missione del modello e il software generale è cresciuto, ma pianificazione e trip computer devono compiere un ulteriore salto di qualità per rendere l'esperienza elettrica davvero completa.

Una domanda per voi

Quanto incidono un pianificatore poco preciso e dati di consumo inaffidabili nella scelta quotidiana di un'auto elettrica?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=wsSxmK0AcJU

Pietro Antonioli #Gingerblack

Seguo il mondo della mobilità elettrica dal 2016 e dal 2019 condivido questa passione con il Boss! Tesla Model S Dreamer