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Batterie zinco-aria resistenti a fuoco e acqua, il prototipo testato in Messico
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Batterie zinco-aria resistenti a fuoco e acqua, il prototipo testato in Messico

5 min.

Una batteria zinco-aria capace di continuare a funzionare dopo essere stata perforata con un chiodo, esposta al fuoco e immersa completamente in acqua: è il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori del Centro di ricerca sui materiali avanzati in Messico. Il prototipo punta soprattutto sulla sicurezza e si inserisce in un panorama energetico nel quale stanno avanzando, parallelamente, batterie allo stato solido, sistemi di accumulo termico e nuove soluzioni per gestire la produzione fotovoltaica.

Come funziona il prototipo zinco-aria

La batteria sviluppata in Messico non utilizza litio né cobalto, ma sfrutta l'ossigeno presente nell'aria per generare energia. All'interno della cella è presente un foglio di carbonio punteggiato da singoli atomi di nichel, impiegato al posto degli elettrodi metallici tradizionali. Questa architettura riduce la quantità di metalli associati al rischio di incendio e mira quindi a ottenere un sistema intrinsecamente più sicuro.

I test descritti sono particolarmente severi: i ricercatori hanno inserito un chiodo nella batteria, hanno tentato di incendiarla e l'hanno immersa in acqua. In tutte queste condizioni il prototipo avrebbe continuato a funzionare senza problemi. La cella ha inoltre mantenuto prestazioni stabili sia sotto il gelo sia in condizioni di calore estremo.

Si tratta comunque di un prototipo di ricerca. Le prove mettono in evidenza la resistenza agli abusi e alle condizioni ambientali difficili, ma il materiale disponibile non fornisce dati su capacità, densità energetica, durata, efficienza, costi o possibilità di produzione su scala industriale. La definizione di batteria praticamente indistruttibile descrive dunque il comportamento osservato nei test citati, non una tecnologia già pronta per un impiego commerciale.

BMW, Samsung SDI e Solid Power lavorano sullo stato solido

Sul fronte automobilistico, BMW, Samsung SDI e Solid Power hanno unito le rispettive competenze con l'obiettivo di industrializzare le batterie allo stato solido entro il 2030. La ripartizione dei compiti prevede che Samsung produca le celle, Solid Power fornisca la chimica basata su elettroliti solidi a base di solfuri e BMW integri il sistema nei pacchi batteria destinati ai test sui veicoli.

Le prestazioni promesse comprendono autonomie raddoppiate, tempi di ricarica dimezzati e una maggiore sicurezza dovuta all'assenza di elettroliti liquidi infiammabili. Restano però ostacoli sostanziali: i processi produttivi sono complessi, i costi elevati e alcuni materiali risultano ancora difficili da gestire su larga scala. Il passaggio dal laboratorio alla produzione di serie rappresenta quindi il vero banco di prova dell'alleanza.

Un'altra applicazione dell'accumulo riguarda il calore industriale. Nel birrificio Heineken di Lisbona, Rondo Energy ed EDP stanno installando una batteria termica da 100 MWh, indicata come la più grande realizzata nel settore delle bevande. La Rondo Heat Battery converte l'elettricità rinnovabile in calore ad alta temperatura, lo conserva all'interno di mattoni refrattari e lo utilizza successivamente per produrre vapore in modo continuo. L'obiettivo è sostituire le caldaie a gas senza modificare il processo di birrificazione.

Fotovoltaico più resistente e produzione condivisa

Anche il fotovoltaico evolve sul piano della resistenza. Il modulo Vertex S Plus Shield di Trina Solar ha superato il test svizzero HV4, affrontando proiettili di ghiaccio da 40 millimetri lanciati ad alta velocità. Dopo gli impatti multipli, le verifiche non avrebbero rilevato fratture né perdite di potenza. Il modulo adotta una struttura a doppio vetro da 2,5 e 2 millimetri e ha ottenuto la classe antincendio A+A indicata nel materiale.

In Australia il programma Solar Sharer affronterà invece il problema dell'eccesso di produzione nelle ore più soleggiate. La misura obbligherà i fornitori a offrire alle famiglie tre ore giornaliere di energia solare gratuita durante i picchi produttivi. L'avvio è previsto nel luglio 2026 in tre stati, con estensione al resto del Paese entro il 2027. Per aderire sarà necessario un contatore intelligente, così da spostare parte dei consumi nelle fasce gratuite e alleggerire contemporaneamente la rete.

Agrivoltaico, comunità energetiche e progetti industriali

In Italia sono stati presentati diversi interventi che combinano energia, recupero degli spazi e attività locali. Ad Asti, Banca di Asti ha realizzato nel 2025 due impianti fotovoltaici: uno su un'ex cava dismessa, dove l'installazione consente il pascolo degli ovini e prevede erbe, fiori selvatici e un bosco didattico; l'altro utilizza oltre 2.000 metri quadrati di tetto, evitando ulteriore consumo di suolo.

Senigallia ha annunciato la sua prima comunità energetica rinnovabile, basata su impianti fotovoltaici pubblici e privati per una potenza iniziale di circa 500 kW. Una piattaforma digitale distribuirà i benefici economici tra i partecipanti, mentre è prevista la possibilità di integrare sistemi di accumulo per migliorare autonomia e resilienza energetica.

Un ulteriore progetto agrivoltaico da oltre 20 MW di picco utilizza pannelli bifacciali rialzati, lasciando spazio alle colture stagionali sottostanti. Il sistema comprende inverter di nuova generazione e monitoraggio IoT, con una produzione annua indicata in circa 32.000 MWh. Il quadro complessivo mostra come l'innovazione energetica non riguardi soltanto la quantità di elettricità prodotta, ma anche sicurezza dell'accumulo, gestione dei picchi, calore industriale e compatibilità tra infrastrutture e territorio.

Una domanda per voi

La maggiore sicurezza delle batterie zinco-aria può compensare l'assenza, per ora, di dati su prestazioni, durata e produzione industriale?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=ZiDTWGweGNU

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!