Batterie sodio-zolfo, rinnovabili e nucleare: la transizione cerca scala
Una nuova batteria sodio-zolfo sviluppata e provata in laboratorio a Shanghai riporta al centro una chimica potenzialmente interessante per la transizione energetica. I risultati dichiarati indicano una densità energetica molto elevata, materiali abbondanti e progressi sul fronte della durata. Il passaggio alla produzione industriale, però, rimane ancora da dimostrare. È il tema tecnologico più dirompente in un quadro che comprende anche la longevità delle batterie CATL, nuovi impianti fotovoltaici, comunità energetiche, sperimentazioni eoliche e il ritorno del nucleare nel dibattito politico italiano.
La promessa delle batterie sodio-zolfo
Il progetto condotto da un gruppo di ricerca di Shanghai riguarda una batteria sodio-zolfo ad alta tensione. La cella impiega zolfo puro al catodo, un foglio di alluminio come anodo e un elettrolita basato su cloro e sali di sodio. La scelta di materiali abbondanti e potenzialmente economici alimenta l'ipotesi di una tecnologia capace di ridurre sensibilmente i costi rispetto alle batterie attuali.
Il risultato più appariscente è una densità energetica dichiarata superiore a 2.000 Wh/kg. Anche la longevità, tradizionale punto debole delle batterie allo zolfo, mostra segnali incoraggianti: i ricercatori indicano circa 1.400 cicli prima di un decadimento marcato. In una prova di inattività, inoltre, una cella avrebbe conservato il 95% della carica dopo oltre un anno.
La ricerca, pubblicata su Nature, apre prospettive che potrebbero interessare sia la mobilità elettrica sia l'accumulo energetico. I numeri di laboratorio, tuttavia, non equivalgono a un prodotto pronto per il mercato: produzione su larga scala, sicurezza, ripetibilità delle prestazioni e costi reali restano tutti da verificare. È proprio questo passaggio a separare una chimica promettente da una soluzione industriale.
Sul fronte delle batterie già in uso, un'analisi di Morgan Stanley ha confrontato la degradazione osservata in Cina su automobili elettriche e sistemi di accumulo di lunga durata. Per i veicoli, lo studio ha considerato flotte di ride-hailing, 12 modelli e circa 100 esemplari. I risultati non sono uniformi, ma le batterie CATL avrebbero mostrato il decadimento più lento rispetto alle concorrenti analizzate. La capacità di conservare energia nel tempo incide direttamente sulla vita utile di un veicolo e sulla sostenibilità economica dei sistemi di accumulo.
Fotovoltaico industriale e comunità energetiche
Negli Stati Uniti, lo stabilimento Subaru of Indiana Automotive ha attivato un impianto fotovoltaico da 204 kW sul tetto di una recente espansione produttiva. Operativo dall'agosto 2025, il sistema genera oltre tre volte l'energia richiesta dalla nuova sezione della fabbrica. Il surplus viene utilizzato nel resto del sito, contribuendo a ridurre costi ed emissioni. Secondo Subaru, l'impianto permetterà di evitare più di 250 tonnellate di CO2 all'anno, un valore associato ai consumi elettrici annuali di circa 43 abitazioni.
In Italia, la comunità energetica rinnovabile Dragontina ha messo in funzione a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, il suo primo impianto fotovoltaico. La potenza già operativa è di 664 kW e un secondo impianto dovrebbe portare la capacità complessiva a 1.086 kW di picco. L'energia condivisa punta a produrre benefici economici per cittadini e realtà aderenti, riducendo al tempo stesso le emissioni e la dipendenza energetica locale.
Anche la Sicilia registra un'accelerazione sul fronte autorizzativo. Nel 2025 sono stati approvati 3,6 GW di nuova potenza tra fotovoltaico, agrivoltaico ed eolico. La Commissione Tecnica Specialistica ha esaminato oltre 1.100 pratiche, ne ha chiuse più di 1.060 e ha espresso 865 pareri ambientali positivi. I progetti valutati superano complessivamente i 7 miliardi di euro, mentre il settore energetico ha rappresentato circa il 35% delle procedure.
Nucleare sostenibile, il confronto arriva alla Camera
Il dibattito energetico italiano torna a includere il nucleare. Alla Camera dei Deputati è previsto l'esame della legge delega sul cosiddetto nucleare sostenibile, presentata nell'ottobre 2025. Il provvedimento non implica l'apertura immediata di cantieri, ma punta a definire un quadro normativo per produzione nucleare, gestione dei rifiuti radioattivi, smantellamento degli impianti esistenti, ricerca sulla fusione e possibili applicazioni nella produzione di idrogeno.
Il disegno di legge viene inserito nel percorso europeo verso la decarbonizzazione e la sicurezza energetica al 2050. Sullo sfondo c'è una domanda elettrica attesa in crescita per effetto di digitalizzazione, data center e intelligenza artificiale. Le fonti rinnovabili restano centrali, ma stagionalità, limiti fisici e vincoli autorizzativi alimentano il confronto sull'opportunità di affiancare altre tecnologie programmabili.
Eolico volante e politiche energetiche statunitensi
In Cina, il sistema eolico volante S2000 ha completato il primo volo operativo raggiungendo 2.000 metri di quota e immettendo elettricità in rete. Il progetto utilizza un aerostato riempito di elio per intercettare venti d'alta quota più forti e costanti rispetto a quelli al suolo. Durante la prova ha prodotto 385 kWh in una singola sessione.
L'S2000 adotta un'architettura canalizzata: il flusso d'aria viene convogliato tra l'involucro e un'ala anulare sulla quale sono installate 12 turbine. Tra gli impieghi ipotizzati figurano le aree non collegate alla rete e i sistemi ibridi di supporto all'eolico tradizionale. La produzione in piccoli lotti è già iniziata, ma costi, sicurezza e affidabilità nel lungo periodo restano questioni aperte.
Negli Stati Uniti, infine, la Corte distrettuale di Washington DC ha annullato la revoca di sette finanziamenti federali, compresi fondi destinati alle infrastrutture di ricarica. Durante lo shutdown del 2025, il Dipartimento dell'Energia aveva cancellato risorse già approvate dal Congresso per progetti legati a rinnovabili, trasporto sostenibile e ricarica dei veicoli elettrici. Secondo i giudici, la decisione era fondata sull'orientamento politico degli Stati e non su motivazioni tecniche, in contrasto con il quinto emendamento. Resta aperta la possibilità che il contenzioso prosegua in appello.
Una domanda per voi
Le batterie sodio-zolfo potranno superare la fase di laboratorio mantenendo su scala industriale prestazioni, durata e costi promessi?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=4NINduD75bA

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

