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Batterie EV di seconda vita per alimentare i data center AI
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Batterie EV di seconda vita per alimentare i data center AI

5 min.

Una batteria non più adatta a garantire l’autonomia richiesta da un’auto elettrica può avere ancora davanti a sé anni di lavoro. Redwood Materials sta applicando questo principio ai sistemi di accumulo stazionario, riutilizzando pacchi provenienti dai veicoli per alimentare data center dedicati all’intelligenza artificiale. Il progetto pilota realizzato in Nevada combina batterie di seconda vita, produzione solare e un’architettura modulare pensata per ridurre tempi e costi di installazione.

Dal riciclo al riuso delle batterie

Redwood Materials è stata fondata nel 2017 da JB Straubel, cofondatore di Tesla e suo CTO per oltre dieci anni, fino al 2019. L’obiettivo iniziale dell’azienda era creare un ciclo chiuso per le batterie, recuperando materiali come litio, nichel e cobalto per ridurre la necessità di estrarre nuove risorse e contenere l’impatto ambientale della mobilità elettrica.

L’attività nei centri di raccolta ha però evidenziato un’opportunità ulteriore: molte batterie ricevute da Redwood conservavano tra il 50 e l’80% della capacità originaria. Pur non essendo più adeguate all’impiego su un veicolo, dove autonomia, peso e prestazioni sono determinanti, potevano continuare a funzionare in applicazioni stazionarie meno esigenti.

Da qui nasce un modello articolato in due fasi. Prima di smontare i pacchi per recuperarne i materiali, Redwood ne prolunga la vita trasformandoli in unità di accumulo energetico. Solo quando non sono più utilizzabili nemmeno in questo ruolo vengono avviati al riciclo. Il fine vita automobilistico, quindi, non coincide necessariamente con la fine dell’utilità della batteria.

La microgrid solare realizzata in Nevada

Il primo progetto pilota è stato costruito a Sparks, in Nevada, vicino alla Gigafactory Tesla. In collaborazione con Crusoe, Redwood ha realizzato una microgrid destinata ad alimentare due data center modulari per l’intelligenza artificiale. L’impianto dispone di 36 MWh di capacità di accumulo e può erogare 12 MW, utilizzando energia solare per la propria alimentazione.

L’installazione è stata completata in cinque mesi dall’avvio dei lavori. Il confronto proposto da Redwood è con i tempi necessari a un data center tradizionale collegato alla rete, per il quale i lavori possono richiedere da due a quattro anni. La microgrid permette invece di realizzare l’infrastruttura senza attendere il completamento dell’allaccio alla rete pubblica.

Secondo quanto dichiarato nel progetto, quella di Sparks rappresenta la più grande installazione al mondo basata su batterie provenienti da auto elettriche. Al di là delle dimensioni, l’aspetto centrale è la dimostrazione pratica che un’infrastruttura energetica per carichi particolarmente impegnativi può essere costruita anche attraverso il riuso di componenti esistenti.

Pacchi diversi gestiti come un unico sistema

Una delle difficoltà tecniche consiste nel far lavorare insieme batterie di marche differenti, con capacità residue e stati di salute non omogenei. Redwood ha sviluppato un sistema elettronico proprietario che coordina i diversi pacchi e li gestisce come un’unica risorsa energetica. Questa architettura consente di costruire impianti modulari utilizzando le batterie effettivamente disponibili, senza richiedere unità tutte identiche.

La modularità riguarda anche la manutenzione. Se un pacco perde prestazioni, può essere scollegato e sostituito senza fermare l’intero impianto. Nel progetto descritto, la rimozione e l’inserimento di una nuova unità richiedono circa 30 secondi. Ogni batteria diventa così un modulo indipendente che può essere aggiunto, controllato o sostituito in base alle necessità.

Il riuso avrebbe anche un impatto economico rilevante. Redwood indica una riduzione fino al 50% dei costi di accumulo rispetto a soluzioni realizzate con batterie nuove. Il risultato deriverebbe dalla combinazione tra competenze nel riciclo, una logistica già operativa e il sistema di gestione capace di integrare pacchi differenti.

La domanda energetica dei data center

L’iniziativa si inserisce nella crescita della domanda elettrica legata ai data center. Secondo le stime riportate, entro il 2028 queste strutture potrebbero assorbire il 12% dell’elettricità consumata negli Stati Uniti, mentre la domanda associata all’intelligenza artificiale sarebbe destinata ad aumentare del 165%. In questo scenario, la disponibilità di connessioni alla rete rischia di diventare un limite tanto importante quanto la capacità di calcolo.

Microgrid alimentate da fonti rinnovabili e batterie di seconda vita potrebbero offrire una soluzione autonoma e più rapida da implementare. Redwood dichiara di avere già in magazzino oltre 1 GWh di batterie riutilizzabili, una quantità indicata come equivalente all’energia accumulabile da circa 12.500 auto elettriche. L’azienda punta a sviluppare numerosi progetti in parallelo e stima che, nei prossimi decenni, questo approccio possa arrivare a coprire fino al 50% dell’accumulo energetico collegato alla rete statunitense, integrandosi con altre tecnologie.

Il progetto del Nevada mostra quindi una possibile convergenza tra mobilità elettrica, produzione rinnovabile e infrastrutture digitali. La prima vita della batteria resta legata al trasporto; la seconda può contribuire a stabilizzare l’approvvigionamento energetico di strutture ad alto consumo. Il passaggio decisivo è considerare il riuso prima del riciclo, prolungando il valore industriale delle batterie senza rinunciare al successivo recupero dei materiali.

Una domanda per voi

Il riuso delle batterie EV può diventare una soluzione concreta per sostenere la crescita energetica dei data center prima del riciclo dei materiali?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=mOMUi2IXwhA

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!