Batterie allo stato solido, la Cina prepara regole e test più severi
La corsa alle batterie allo stato solido entra in una fase nella quale definizioni e procedure di verifica diventano importanti quanto i prototipi. La Cina ha posto in consultazione pubblica il primo standard nazionale dedicato a questa tecnologia per i veicoli elettrici, con l'obiettivo di distinguere in modo più netto le diverse famiglie di accumulatori e stabilire quando una batteria possa essere considerata realmente allo stato solido.
Come cambia la classificazione delle batterie
Il documento pubblicato dal National Automotive Standardization Technical Committee interviene innanzitutto sulle definizioni. Le batterie vengono classificate in base al movimento degli ioni, mentre scompare la categoria del semisolido. Il nuovo schema distingue quindi tra batterie liquide, ibride e allo stato solido, introducendo ulteriori classificazioni legate al tipo di elettrolita, allo ione conduttore e alle prestazioni.
Il passaggio è rilevante perché riduce lo spazio per etichette commerciali ambigue. Una tecnologia ancora in fase di sviluppo può infatti comprendere soluzioni molto differenti tra loro, alcune delle quali mantengono componenti liquide. Una terminologia condivisa permette invece di confrontare prodotti e risultati dei test sulla base di criteri comuni.
Il punto tecnico centrale riguarda il test di essiccazione sottovuoto. Per ottenere la classificazione di batteria allo stato solido, la perdita di peso non dovrà superare lo 0,5% nelle condizioni previste dalla prova. La soglia è più severa rispetto all'1% indicato da un precedente standard di gruppo.
Una perdita di peso non implica necessariamente la presenza di un elettrolita liquido: durante il test alcuni materiali impiegati negli elettroliti solidi possono decomporsi. Secondo i riscontri raccolti dall'industria, tuttavia, le batterie considerate autenticamente allo stato solido rimangono con continuità sotto lo 0,5%. Da qui la scelta di adottare questo valore come limite per la verifica.
Il terreno industriale per CATL e BYD
La consultazione non equivale all'arrivo immediato sul mercato di accumulatori allo stato solido, ma segnala la volontà di preparare in anticipo il quadro industriale. CATL e BYD, che insieme coprono oltre metà del mercato globale delle batterie per veicoli elettrici secondo i dati citati, starebbero puntando a una prima produzione intorno al 2027. Si tratta però di indiscrezioni, mentre volumi più consistenti vengono ipotizzati verso la fine del decennio.
Lo standard può quindi diventare uno strumento per separare le soluzioni realmente mature dalle definizioni utilizzate in modo generico. Regole comuni rendono inoltre più chiari i requisiti per produttori, fornitori di materiali e costruttori automobilistici, favorendo la costruzione della filiera prima dell'aumento dei volumi.
Rinnovabili, accumulo e reti: il nodo delle infrastrutture
Sul fronte energetico, la Calabria offre un esempio del divario che può crearsi tra produzione rinnovabile e ricadute industriali locali. La regione produce da fonti eoliche e fotovoltaiche più energia di quella consumata sul territorio, ma una parte consistente viene immessa nella rete nazionale o esportata. Mancano ancora investimenti adeguati in accumulo, conversione, reti intelligenti e applicazioni industriali capaci di trasformare questa disponibilità energetica in filiere e occupazione.
All'aeroporto di Linate è invece entrato in esercizio un impianto fotovoltaico realizzato da A2A nell'area gestita da SEA Milan Airports. L'infrastruttura utilizza moduli bifacciali e sistemi di inseguimento solare monoassiale, che orientano i pannelli per seguire il percorso del sole. Circa il 20% dell'energia elettrica utilizzata quotidianamente dallo scalo dovrebbe arrivare direttamente dall'impianto, con una produzione indicata come equivalente ai consumi di circa 3.700 abitazioni e una riduzione fino a 5.000 tonnellate di CO2.
Un'altra trasformazione infrastrutturale riguarda Montalto di Castro. L'area dell'ex centrale Enel Alessandro Volta è destinata a ospitare una stazione di conversione in corrente continua del progetto Hypergrid di Terna. Il collegamento previsto tra Montalto e Lodi si svilupperà per 500 chilometri e punta a migliorare l'integrazione e la ridistribuzione dell'energia, riutilizzando un sito passato dal progetto nucleare mai entrato in funzione alle successive centrali termoelettriche.
Idrogeno ed economia circolare
In Norvegia, un gruppo della Norwegian University of Science and Technology ha sviluppato un metodo per controllare con maggiore precisione la crescita del nichel sugli elettrodi dell'elettrolisi alcalina. Il nichel resiste alla corrosione e favorisce la reazione necessaria a produrre idrogeno dall'acqua, ma una deposizione irregolare può aumentare lo spreco di materiale, ridurre le prestazioni e accorciare la vita utile degli elettrodi.
La soluzione combina agenti complessanti, utilizzati per stabilizzare gli ioni di nichel e regolarne la crescita sulla superficie, con un modello matematico che ne prevede il comportamento al variare della corrente e del pH. Il lavoro affronta quindi una delle inefficienze della tecnologia alcalina intervenendo direttamente sulla qualità del rivestimento metallico.
Il riuso dei materiali trova invece un'applicazione concreta a Lund, in Svezia, dove 57 pale eoliche dismesse sono state impiegate come elementi non portanti della facciata di un parcheggio su cinque piani e 365 posti. Le pale sono realizzate con materiali compositi resistenti ma difficili da riciclare: riutilizzarle evita processi industriali complessi e offre una possibile seconda vita a componenti destinati a diventare sempre più numerosi.
Un diverso modello circolare è quello sviluppato dalla startup Retain, che trasforma residui organici attraverso digestione anaerobica e produzione di biogas. Un sistema di strippaggio recupera l'azoto dal digestato, riducendo impatto ambientale e costi di gestione. L'azoto viene poi convertito in biomassa microbica ad alto contenuto proteico, utilizzabile per fertilizzanti microbici e biostimolanti. La compatibilità con impianti esistenti rappresenta uno degli elementi centrali della soluzione.
Una domanda per voi
Criteri più severi e definizioni comuni possono accelerare lo sviluppo delle batterie allo stato solido senza limitarne l'innovazione?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=FiZs6vcFOiM

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

