Audi A3 plug-in, autonomia e consumi nella prova in elettrico
Un’Audi A3 ibrida plug-in può affrontare un trasferimento extraurbano di circa 75 km senza accendere il motore termico? La prova tra Verona e Brescia, svolta selezionando la modalità EV, ha permesso di osservare autonomia, consumi e comportamento del sistema elettrico. Il risultato è interessante, ma mette anche in evidenza le differenze rispetto a un’auto progettata fin dall’origine come elettrica.
Batteria e autonomia nella prova extraurbana
Alla partenza la batteria era al 100% e il computer di bordo indicava 112 km di autonomia elettrica. Il percorso previsto era di 78 km, prevalentemente extraurbani. La vettura è stata impostata in modalità Efficiency e utilizzata esclusivamente in EV, mantenendo un’andatura ordinaria ma non deliberatamente orientata alla massima efficienza.
La batteria ha una capacità complessiva indicata in circa 25 kWh, dei quali approssimativamente 19,7 kWh utilizzabili. L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP è di circa 145 km, mentre la velocità massima in modalità elettrica si colloca intorno ai 140 km/h. Il motore elettrico è installato tra il propulsore termico e il cambio e trasmette la coppia alle ruote anteriori.
A metà tragitto, con circa 40 km ancora da percorrere, l’autonomia stimata era di 72 km. Non è stato possibile leggere una percentuale precisa della batteria: la strumentazione mostra infatti un indicatore a tacche, analogo a quello del carburante. La carica residua è stata quindi valutata in modo approssimativo intorno al 60-65%.
All’arrivo, dopo 74,9 km, il computer indicava ancora 49 km di autonomia. La batteria residua è stata stimata tra il 25 e il 30%, con un consumo di circa il 65-70% della capacità disponibile. Sulla base di questi valori, l’autonomia reale ipotizzata nel test è risultata nell’ordine dei 110-115 km, ottenuti con una guida extraurbana piuttosto scorrevole, generalmente tra 70 e 90 km/h e nel rispetto dei limiti.
Rigenerazione adattiva, cambio e guida elettrica
La gestione della frenata rigenerativa è uno degli elementi più particolari dell’Audi A3 plug-in. Il sistema può variare il rallentamento in funzione della distanza dal veicolo che precede, creando una sorta di margine virtuale che cambia in base alla velocità. Durante la prova questa logica si è mostrata efficace, anche se richiede un periodo di adattamento perché la risposta al rilascio non è sempre identica.
Non è disponibile una vera modalità one pedal. Quando si rilasciano entrambi i pedali, l’auto tende a veleggiare senza attivare una rigenerazione marcata; da ferma è inoltre presente il creep, cioè il lento avanzamento tipico delle vetture con cambio automatico. Una maggiore decelerazione può essere richiesta manualmente attraverso il paddle sinistro al volante, che in modalità elettrica aumenta l’azione rigenerativa.
Il cambio resta attivo anche viaggiando senza il motore termico. Nelle accelerazioni più decise i passaggi di rapporto sono chiaramente percepibili e interrompono la continuità della spinta. È uno degli aspetti che distinguono maggiormente questa esperienza da quella di un’elettrica pura: il funzionamento è silenzioso e la trazione può rimanere interamente elettrica, ma l’impostazione meccanica conserva il carattere di un’auto ibrida.
Ricarica rapida e consumo a velocità sostenuta
La dotazione di ricarica comprende il connettore CCS Combo 2. La potenza dichiarata raggiunge 50 kW in corrente continua e 11 kW in alternata, mentre per il passaggio dal 10 all’80% viene indicato un tempo di 26 minuti. La possibilità di utilizzare una colonnina rapida amplia la flessibilità rispetto alle plug-in prive di ricarica in corrente continua, pur senza trasformare l’auto nella soluzione ideale per lunghi viaggi esclusivamente elettrici.
Un breve tratto di circa 9 km a velocità sostenuta ha restituito un consumo medio di 21,7 kWh/100 km, equivalente a quasi 220 Wh/km. La distanza è troppo limitata per ricavarne una misura definitiva, ma offre un’indicazione del maggiore fabbisogno energetico quando l’andatura sale rispetto al percorso extraurbano.
A chi può servire una plug-in con oltre 100 km reali
L’impressione emersa è che una plug-in con questa autonomia possa coprire molti spostamenti quotidiani senza ricorrere al motore termico, a condizione di essere ricaricata con regolarità. Può quindi rappresentare un passaggio intermedio per chi non si sente ancora pronto ad affidarsi completamente a un’elettrica, ma vuole utilizzare la trazione a batteria su distanze ben superiori ai tragitti urbani più brevi.
Restano però i compromessi propri dell’architettura ibrida: massa e complessità del doppio sistema di propulsione, un motore elettrico che deve lavorare attraverso il cambio e una guida meno fluida rispetto a quella di un’elettrica pura. Nel tragitto Verona-Brescia, tuttavia, l’Audi A3 ha completato senza difficoltà l’intero percorso in EV, conservando un margine energetico significativo all’arrivo.
Una domanda per voi
Un’autonomia elettrica reale superiore a 100 km può rendere una plug-in un’alternativa concreta per chi non è ancora pronto a scegliere un’elettrica pura?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=JT-Fy9rXvNo

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