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Alfa Romeo Milano - Rivelata la versione definitiva.
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Gianfranco Franzoni

di Gianfranco Franzoni

Alfa Romeo: non va bene Milano? Allora “Alfa Romeo Junior!”

2 min.

Che in Italia esistesse una legge sull’Italian Sounding, la maggioranza di noi italiani l’ha scoperto grazie alla dichiarazione del ministro Adolfo Urso, dopo la presentazione della prima Alfa Romeo elettrica, chiamata Milano. Certo, se ne era già sentito parlare, ma riferito alla tutela delle nostre eccellenze alimentari, i cui nomi vengono usurpati in tutto il mondo.

Pare che identificare un auto con il nome della più mitteleuropea città del bel paese risulti un “insulto” all’italianità, oltre che illegale,  perché, Stellantis, ha deciso di fabbricarla in Polonia.

Per economie di scala ed in assenza di contributi da parte del nostro governo, che il Gruppo Fiat ora Stellantis ha sempre considerato condizione sine qua non, per creare lavoro nel paese nel quale è nato ed ha prosperato, si è deciso di produrre anche la prima Alfa Romeo elettrica nell’est Europa, vestendo la piattaforma che è già utilizzata per la Jeep Avenger e per la Nuova 600, quindi, la mitica casa del Biscione con l’avvento dell’elettrificazione di italiano già, non aveva più nulla.

Direi anzi, considerato che le Alfa Romeo prodotte a Pomigliano d’Arco erano state battezzate Alfa Sud, il nome corretto per la “ex-Milano” avrebbe dovuto essere da subito “Alfa Pologne”, ovviamente in francese, in onore del CEO Jean-Philippe Imparato.

Allora chiamiamola Alfa Romeo Junior

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"Pur ritenendo che il nome Milano rispetti tutte le prescrizioni di legge, e in considerazione del fatto che ci sono temi di stretta attualità più rilevanti del nome di una nuova auto, Alfa Romeo decide di cambiare il nome in Junior, nell'ottica di promuovere un clima di serenità e distensione”.
Jean Philippe Imparato, CEO Alfa Romeo

Certo, giusto! Diamogli un nome ormai storico, un’ identità riconoscibile del marchio del Biscione. D’altro canto chiamarla “Alfa Romeo Tychy” avrebbe potuto generare “incomprensioni” ed essere identificato da consumatori impreparati, sempre più confusi, come una vettura di provenienza cinese.

Concludendo, la vecchia “Milano” è morta, benvenuta “Junior”! Con buona pace dei nostri soddisfattissimi politici convinti di aver risolto un problema importante per il mondo dell’automotive italiano.




Che ne pensate di questa ridicola vicenda? Tutto normale, oppure no?

Fonte

Gianfranco Franzoni

di

Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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