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Accumulo energetico, dal ferro-sodio ai 444 Tesla Megapack
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Accumulo energetico, dal ferro-sodio ai 444 Tesla Megapack

5 min.

Lo stoccaggio dell'energia sta assumendo un ruolo sempre più concreto nella transizione energetica. Dai sistemi al ferro-sodio destinati agli accumuli di lunga durata fino ai grandi impianti basati sui Tesla Megapack, le batterie non servono soltanto a conservare elettricità: aiutano a gestire la variabilità delle fonti rinnovabili, stabilizzare le reti e sfruttare meglio le oscillazioni dei prezzi.

La batteria al ferro-sodio supera il test di fabbrica

Inlight Energy ha completato con esito positivo il test di accettazione in fabbrica del suo primo sistema di accumulo pronto per l'impiego sul campo. La verifica, svolta nello stabilimento dell'azienda vicino a Derby, nel Regno Unito, è stata osservata da Southern Company, operatore elettrico statunitense.

Il test non ha riguardato soltanto le celle, ma l'intero sistema: batteria al cloruro di sodio metallico, inverter ed elettronica di controllo. Le prestazioni attese sono state raggiunte e la soluzione è stata considerata pronta per la successiva installazione sul campo. L'efficienza round trip registrata è stata dell'83%, includendo anche i consumi ausiliari.

Questa tecnologia punta a offrire un'alternativa al litio per applicazioni stazionarie. I possibili vantaggi indicati comprendono l'impiego di materiali abbondanti, costi potenzialmente inferiori, una maggiore stabilità termica e una lunga vita operativa. Sono caratteristiche rilevanti soprattutto per gli accumuli chiamati a erogare energia per più ore o persino per più giorni, dove l'efficienza deve essere valutata insieme a sicurezza, durata e costo complessivo.

Le celle utilizzate superano i 300 kWh ciascuna e sono indicate tra le più grandi mai realizzate con questa chimica. Il prossimo passaggio sarà l'installazione, prevista all'inizio del 2026 presso il sito di prova di Southern Company in Alabama. Inlight Energy punta inoltre ad avviare le prime consegne commerciali prodotte negli Stati Uniti nel 2027.

Lo storage europeo può beneficiare dei prezzi ogni 15 minuti

Anche le regole del mercato elettrico possono cambiare la redditività delle batterie. Le modifiche introdotte a ottobre nella struttura dei prezzi dell'energia dell'Unione Europea prevedono calcoli ogni 15 minuti anziché su base oraria. Una granularità maggiore consente agli operatori di reagire meglio alle variazioni, acquistando energia quando costa meno e immettendola nuovamente in rete quando il valore sale.

Secondo l'analisi citata di Rystad Energy, il nuovo meccanismo può determinare aumenti di profitto superiori al 15%. Nei mercati europei è già emerso un incremento medio del potenziale del 14%, con punte oltre il 20% in Austria e Slovacchia. La maggiore redditività, tuttavia, non risolve da sola tutti gli ostacoli: restano necessari più volumi, stabilità normativa e una strategia industriale chiara.

In Australia entrano in servizio 444 Tesla Megapack

La scala raggiunta dall'accumulo è rappresentata dal Melbourne Renewable Energy Hub, entrato in esercizio commerciale vicino a Hillside, nello stato australiano di Victoria. L'impianto combina energia solare e batterie, con una capacità complessiva dichiarata di 600 MW e 1,6 GWh. Secondo i dati riportati, può sostenere fino a 200.000 abitazioni durante i picchi serali della domanda.

Il progetto utilizza 444 Tesla Megapack, distribuiti fra tre sistemi di accumulo da 200 MW ciascuno. L'architettura è stata concepita per assorbire la produzione eccedente di eolico e fotovoltaico e restituire elettricità quando la rete ne ha maggiore necessità. È una funzione essenziale nei sistemi energetici con una quota crescente di fonti non programmabili.

Rinnovabili, idrogeno e riconversione industriale

L'accumulo è al centro anche di una dimostrazione condotta in Scozia dall'European Marine Energy Centre. Il sistema ha integrato energia mareomotrice, una batteria a flusso di vanadio e un elettrolizzatore da 670 kW per produrre idrogeno verde. Quando la generazione era elevata, l'elettricità alimentava l'elettrolizzatore e caricava la batteria; nei periodi di minore produzione, l'accumulo garantiva continuità al processo.

La prova, presentata come unica al mondo per l'integrazione coordinata delle tre tecnologie, ha fornito indicazioni su sicurezza, automazione e gestione dei flussi energetici, evidenziando anche aspetti ancora da ottimizzare. Un modello di questo tipo potrebbe ridurre i vincoli di rete e destinare l'energia rinnovabile anche alla produzione di idrogeno e carburanti sintetici per settori difficili da elettrificare.

In Italia, intanto, l'area dell'ex deposito Eni di Calenzano è destinata a diventare una centrale fotovoltaica da 20 MW di picco. Il progetto nasce da un accordo tra Regione Toscana, Comune ed Eni e dovrebbe produrre energia sufficiente per circa 10.000 famiglie. Il 5% dell'elettricità sarà ceduto al Comune, mentre una parte alimenterà il polo sportivo locale. Sono inoltre previsti interventi sulla mobilità elettrica e sulle infrastrutture.

La crescita di queste iniziative richiede anche nuove competenze. Nel 2024 l'occupazione nel settore energetico è aumentata del 2,2%, raggiungendo 76 milioni di addetti. Solare fotovoltaico, reti, batterie, accumulo e veicoli elettrici figurano tra i comparti trainanti, ma la carenza di elettricisti, tecnici e ingegneri specializzati rischia di rallentare lo sviluppo. Tecnologie e investimenti, senza un percorso parallelo di formazione e riqualificazione, potrebbero non essere sufficienti.

Una domanda per voi

Per rendere lo storage un pilastro delle reti elettriche conteranno di più l'evoluzione delle batterie o regole di mercato più favorevoli?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=d3PmxjwABfk

Marta Baisotti

Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!