Abarth 500e alla prova: stile e guida convincono, autonomia e ADAS meno
L’Abarth 500e porta la formula della Fiat 500e in una direzione più sportiva, lavorando soprattutto su design, assetto percepito, potenza e coinvolgimento acustico. Durante la prova sono emersi un comportamento preciso e un abitacolo riuscito, ma anche alcuni limiti importanti: autonomia contenuta, assenza del vano anteriore, velocità massima di 160 km/h e mancanza del cruise control adattivo.
Design e interni sono i punti di forza
Lo stile rappresenta uno degli argomenti più convincenti dell’Abarth 500e. Rispetto alla 500 elettrica tradizionale, la carrozzeria appare più larga e più vicina a terra, con un’impronta visiva maggiormente sportiva. Le finiture nere a contrasto nella zona anteriore, i cerchi specifici e il logo dello scorpione attraversato da un fulmine contribuiscono a distinguerla senza alterare il formato compatto del modello di partenza.
Anche l’abitacolo ha lasciato un’impressione positiva. Sedili, poggiatesta e volante costruiscono un ambiente coerente con l’identità Abarth, mentre la posizione di guida è risultata comoda e adatta a un’auto pensata principalmente per la città. Un dettaglio meno curato riguarda invece la chiave, rimasta quella della normale Fiat 500e e priva di una personalizzazione dedicata.
Il bagagliaio conserva sostanzialmente la capacità della 500e: durante il test è apparso sufficiente per quattro o cinque zaini oppure per la spesa quotidiana. Resta però un’utilitaria compatta, quindi lo spazio deve essere valutato in relazione alle esigenze del nucleo familiare e al tipo di utilizzo.
Batteria, autonomia e ricarica
La batteria è indicata con una capacità di 42 kWh, dei quali 37,8 kWh netti. La ricarica in corrente alternata arriva a 11 kW, mentre in corrente continua raggiunge un massimo di 85 kW. Tra le mancanze segnalate c’è il supporto alla ricarica in AC a 22 kW, che avrebbe potuto offrire maggiore flessibilità quando si utilizzano colonnine compatibili.
L’autonomia è uno degli aspetti meno convincenti. In una giornata di utilizzo misto, senza percorsi autostradali, l’auto ha coperto circa 180 chilometri arrivando a destinazione con il 10% di batteria residua. È un risultato riferito a una singola esperienza e non può essere considerato una misura definitiva, ma evidenzia comunque un raggio d’azione da valutare con attenzione fuori dall’impiego urbano.
Sotto il cofano anteriore trovano posto il motore e l’elettronica, ma sembra rimanere spazio per una vasca destinata almeno ai cavi di ricarica. L’assenza di un frunk è quindi una rinuncia poco comprensibile sul piano pratico. La presenza dei pistoncini per sostenere il cofano è apprezzabile, ma serve a poco in un’area che l’utente non ha normalmente motivo di aprire.
Precisa nel misto, ma resta una trazione anteriore
L’Abarth 500e eroga 155 CV e, durante la prova, si è mostrata piacevole da guidare. La tenuta in curva e la precisione negli ingressi sono tra i suoi punti migliori, soprattutto nei tratti misti. La configurazione a trazione anteriore deriva però direttamente dall’architettura della 500e, con ponte torcente al posteriore. Una piattaforma differente, predisposta per un motore posteriore o per una soluzione integrale, potrebbe offrire in futuro un’impostazione ancora più coerente con le ambizioni sportive.
La velocità massima di 160 km/h rappresenta un altro limite della motorizzazione, soprattutto considerando il posizionamento sportivo del modello. Non compromette l’utilizzo cittadino, ma ridimensiona una parte delle aspettative legate al marchio Abarth.
Il sound artificiale riproduce il rumore di un motore termico e ai regimi più bassi risulta piacevole e coinvolgente. Salendo di velocità, però, il tono continua ad acuirsi senza simulare un vero cambio di marcia. Una variazione su uno o due rapporti virtuali avrebbe potuto rendere l’esperienza più credibile. I comandi dietro al volante, oggi impiegati prevalentemente per l’infotainment, avrebbero potuto essere sfruttati proprio per gestire una cambiata simulata.
Software funzionale, ADAS incompleti
Il software è risultato funzionale e ben organizzato, con Android Auto e Apple CarPlay operativi come previsto. Rimane aperta la possibilità che futuri aggiornamenti possano ampliare alcune funzioni, compresa eventualmente la gestione dell’esperienza sonora, ma dal materiale disponibile non emergono conferme in tal senso.
La dotazione di assistenza alla guida comprende mantenimento della corsia, frenata automatica d’emergenza e rilevamento dell’angolo cieco. Manca tuttavia il cruise control adattivo: è presente soltanto un regolatore tradizionale, incapace di modificare la velocità in funzione della distanza dal veicolo precedente. La rinuncia risulta ancora più evidente considerando che l’auto dispone già di sensori, radar e telecamera per altre funzioni ADAS. Anche la telecamera posteriore non è di serie su tutte le versioni.
Nel complesso, l’Abarth 500e conquista soprattutto attraverso identità, stile e piacere di guida. È una proposta difficile da sostituire per chi desidera precisamente una 500 elettrica più potente e caratterizzata, ma richiede compromessi su autonomia, praticità e assistenza alla guida. Il suo valore risiede quindi più nella personalità della formula che nella completezza tecnica.
Una domanda per voi
Il design e il piacere di guida dell’Abarth 500e possono compensare autonomia contenuta e assenza del cruise control adattivo?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=xYVb1f8Mr1Y

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