
A2A City Plug Lamp, a Brescia la ricarica elettrica entra nei lampioni
Integrare la ricarica delle auto elettriche direttamente nei pali dell'illuminazione pubblica: è la soluzione sperimentata a Brescia con le A2A City Plug Lamp. L'installazione si trova in un parcheggio accanto all'ingresso della metropolitana, un'area molto frequentata nella quale i cittadini avevano segnalato anche una scarsa illuminazione. Il progetto prova così a rispondere a due necessità con una sola infrastruttura: illuminare meglio lo spazio pubblico e offrire punti di ricarica urbana.
Secondo quanto illustrato durante la visita, si tratta della prima installazione in Italia di questa tipologia di colonnine integrate nei lampioni. I pali sono riconoscibili per la colorazione blu, scelta che permette a chi cerca un punto di ricarica di identificarli più facilmente rispetto agli elementi ordinari dell'illuminazione stradale.
Ricarica da 7 kW pensata per le soste lunghe
Le City Plug Lamp erogano una potenza di 7 kW. Non sono quindi concepite per una ricarica rapida, ma per lasciare collegato il veicolo durante soste prolungate, per esempio nel corso della giornata lavorativa oppure durante la notte. È un'impostazione coerente con l'ambiente urbano, dove un'auto può rimanere ferma per molte ore in prossimità di una stazione della metropolitana, di un luogo di lavoro o di un condominio.
Il principale destinatario di una rete di questo tipo è chi utilizza un'auto elettrica ma non può installare una wallbox privata. Il problema riguarda in particolare chi abita in condominio o non dispone di un posto auto attrezzabile. Una diffusione capillare di punti a bassa potenza consentirebbe a questi utenti di recuperare energia mentre il veicolo sarebbe comunque parcheggiato, riducendo la necessità di organizzare soste dedicate esclusivamente alla ricarica.
La scelta della bassa potenza risponde anche all'esigenza di contenere l'impatto sulla rete elettrica. Il sistema impiega un software che distribuisce l'energia in funzione del numero di veicoli collegati, con l'obiettivo di evitare squilibri. La tecnologia Dynamic Load Management, già associata alle City Plug Smart, permette di alimentare fino a 14 punti attraverso un unico contatore, modulando il carico disponibile.
Illuminazione e ricarica restano separate
Sebbene le due funzioni siano riunite fisicamente nello stesso palo, l'installazione utilizza due cavi distinti: uno dedicato all'illuminazione e uno alla ricarica. La separazione risponde innanzitutto a un criterio di sicurezza, perché un eventuale problema su una linea non deve necessariamente coinvolgere anche l'altra. Consente inoltre di distinguere i costi dell'energia destinata ai lampioni da quelli relativi alla ricarica dei veicoli.
L'energia erogata dalle prese viene indicata come 100% green. Il progetto punta inoltre a utilizzare in modo più efficiente le infrastrutture urbane e lo spazio disponibile, evitando di aggiungere colonnine separate dove un elemento dell'illuminazione pubblica può integrare entrambe le funzioni. Ne deriva anche un impatto visivo più contenuto, aspetto rilevante nelle aree cittadine dove gli spazi sono limitati.
Il concetto potrebbe estendersi oltre la ricarica. Nella visione presentata, i pali multifunzionali potrebbero ospitare anche sistemi di videosorveglianza e connettività 5G. Queste applicazioni non coincidono però con la funzione centrale della sperimentazione bresciana, che resta l'integrazione tra illuminazione pubblica e alimentazione dei veicoli elettrici.
Stalli accessibili anche alle auto non elettriche
Un elemento distintivo delle City Plug, mantenuto anche nella versione Lamp, riguarda l'uso dei parcheggi: gli stalli non sono riservati esclusivamente ai veicoli elettrici in ricarica. La scelta mira a evitare la sottrazione di numerosi posti alle altre automobili, un tema particolarmente sensibile nelle città dove la disponibilità di parcheggi è già limitata.
Questa impostazione rende l'infrastruttura più facile da inserire nel tessuto urbano, ma introduce anche una questione pratica. Se gli stalli possono essere occupati da qualsiasi veicolo, la presenza fisica di una presa non garantisce che essa sia sempre accessibile a chi deve ricaricare. Il modello punta dunque sulla moltiplicazione dei punti e sulla loro distribuzione capillare, più che sulla disponibilità garantita di ogni singola postazione.
Una sperimentazione per la ricarica urbana diffusa
L'obiettivo dichiarato è estendere e potenziare questa tipologia di ricarica, partendo da Brescia e guardando anche al resto del Paese. Il valore del progetto non risiede nella potenza del singolo punto, ma nella possibilità di distribuire molte prese nei luoghi dove le auto restano ferme a lungo, senza destinare necessariamente nuove aree alle sole colonnine.
La sperimentazione dovrà mostrare quanto efficacemente questa formula riesca a conciliare accessibilità, gestione dei carichi e condivisione degli stalli. Se applicata su scala più ampia, la City Plug Lamp potrebbe diventare uno degli strumenti per offrire una ricarica di prossimità a chi non dispone di una soluzione domestica, sfruttando un'infrastruttura già centrale nella vita delle città: l'illuminazione pubblica.
Una domanda per voi
Gli stalli non esclusivi possono favorire l'integrazione urbana delle colonnine senza limitare troppo l'accesso effettivo alla ricarica?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=FiY9CAynll0

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