

di Alan Murarotto
Xiaomi SU7, un'auto elettrica veramente sicura?
Il mercato delle auto elettriche in Cina continua a guadagnare terreno e sebbene BYD è ancora leader nel mercato locale, un produttore di smartphone sta arrivando a passo veloce con la sua Xiaomi SU7. L’unico modello lanciato il 28 marzo 2024 dal colosso della tecnologia sta riscuotendo un enorme successo grazie a un rapporto qualità-prezzo imbattibile.
Tenete presente che in Cina, grazie ai sussidi locali, il prezzo del SU7 parte da 215.900 Yuan, l'equivalente di 28.348 euro. La Tesla Model 3 (anch'esso sovvenzionato perché prodotto localmente) parte da 235.500 Yuan, ovvero 30.920 €.

Specifiche e primi traguardi della Xiaomi SU7
Il veicolo è equipaggiato con un pacco batteria da 73,6 kWh fornito da BYD, che assicura un’autonomia di 700 km secondo il ciclo CLTC e circa 550 km secondo il ciclo WLTP. A muoverlo è un potente motore elettrico da 300 CV montato sull’asse posteriore. La Xiaomi SU7 Ultra, versione sportiva lanciata più di recente, ha un prezzo di partenza di 529.000 yuan (circa 67.000 euro) ed è dotata di tre motori elettrici per una potenza complessiva di 1.526 cavalli. Monta un pacco batteria CATL da 93,7 kWh, che garantisce un’autonomia di 630 km nel ciclo CLTC, oppure circa 500 km secondo il più severo ciclo WLTP.

Si tratta della prima esperienza del brand Xiaomi nel settore delle auto elettriche ma con un obiettivo di consegna assai importante infatti si parla di 350.000 auto entro la fine dell'anno. Xiaomi ha impiegato 229 giorni per consegnare le sue prime 100.000 auto e solo 119 giorni per raggiungere le 200.000 unità. Un successo clamoroso che dimostra la forte domanda per la Xiaomi SU7.
Anche all'estero Xiaomi sembra avere del potenziale, ma per ora il giovane produttore deve ancora organizzarsi in termini di esportazioni.

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Il tema della sicurezza, su cui la SU7 si è sempre "scontrata"
Tornando al titolo di questo articolo, parliamo di sicurezza. In Cina l’auto elettrica dai volti superlativi ha ottenuto il punteggio massimo di cinque stelle nei crash test C-NCAP con un punteggio del 93,5%, il più alto tra tutti i modelli testati nel 2024.


La berlina elettrica del brand Xiaomi ha già dimostrato la resistenza del pacco batteria, sopravvivendo a una caduta da sei piani, e si distingue nella categoria della sicurezza attiva, avvicinandosi ai record assoluti in termini di efficacia dei sistemi di frenata automatica di emergenza e di illuminazione.
Tuttavia, il suo successo ha subito un brusco arresto quando molte persone hanno iniziato a sollevare dubbi sulla funzionalità della guida intelligente, in seguito ad alcuni incidenti, uno dei quali purtroppo mortale. In soli due giorni, le azioni Xiaomi hanno perso oltre 120 miliardi di dollari di Hong Kong, pari a circa 15 miliardi di dollari USA.
L'amministratore delegato Lei Jun ha espresso rammarico e ha promesso trasparenza e supporto alle famiglie delle vittime, spiegando in particolare come funzionano i sistemi di sicurezza... e indicando i loro limiti.
Gli ADAS della Xiaomi SU7
La versione standard dello Xiaomi SU7 è dotata di funzioni di assistenza per evitare le collisioni frontali, tra cui due sotto funzioni:
- Forward Collision Warning (FCW)
- Automatic Emergency Braking (AEB)
Il veicolo è in grado di distinguere tra veicoli, pedoni e mezzi a due ruote.

La funzione di frenata di emergenza funziona esclusivamente a una velocità compresa tra 8 e 135 km/h ma non reagisce a ostacoli come coni, pozze d'acqua, pietre e animali. Le altre versioni della SU7 (Pro, Max e Ultra) hanno una tecnologia più avanzata nel campo degli aiuti alla guida che includono un LiDAR, un secondo chip Nvidia Drive Orin e una potenza di calcolo aumentata da 85 a 508 TOPS (trilioni di operazioni al secondo), sbloccando una guida autonoma più avanzata.

Condizioni di attivazione ben precise
Ricordiamo le circostanze dell’incidente che ha coinvolto un modello base della Xiaomi SU7, andato in fiamme dopo aver urtato un palo di cemento lungo un tratto autostradale in costruzione, provocando la morte di tre giovani studentesse universitarie. L’auto era in marcia con il sistema NOA attivato (l’equivalente dell’Autopilot di Tesla, un sistema di guida semi-autonoma in cui il conducente mantiene comunque il controllo del veicolo).
Secondo quanto dichiarato da Xiaomi, il veicolo ha rilevato la presenza di ostacoli sul percorso e ha emesso un avviso mentre si avvicinava alla zona del cantiere. La conducente è quindi intervenuta riprendendo il controllo manuale e frenando leggermente, ma non è riuscita a evitare l’impatto con un guardrail di cemento a una velocità di 97 km/h, causando l’incendio.

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L'incidente è avvenuto nel tratto di autostrada di Chiqi, nella provincia di Anhui, in Cina, dove i lavori di riparazione in corso avevano ridotto il traffico a una corsia modificata. Questa modifica, combinata con la presenza di potenziali detriti di cantiere, potrebbe aver contribuito alla collisione. La causa dell'incendio successivo all'incidente è ancora in fase di accertamento, ma Xiaomi ritiene che probabilmente sia partito dall'abitacolo e non dal pacco batteria. L'azienda ha inoltre affermato che l'AEB (frenata automatica di emergenza) non si è attivato perché l'ostacolo, una barriera d'acqua, non è attualmente supportato dalle capacità di rilevamento del sistema.
Secondo il rapporto di Guancha.cn un sito cinese con sede a Shangai, la madre della conducente deceduta nell'incidente aveva più volte avvertito la figlia dei pericoli di "fidarsi ciecamente della funzione di guida autonoma". Tuttavia, la figlia ha risposto affermando che la funzione era "sicura da usare".
Ci si può chiedere se il veicolo “standard” fosse stato equipaggiato del sistema LiDAR avrebbe potuto prevenire e salvare gli occupanti del veicolo? È difficile dirlo, dato che il sistema AEB rimane lo stesso, soprattutto nel caso del nostro drammatico incidente, la conducente ha ripreso i comandi ponendo di conseguenza fine all'assistenza automatica della vettura.
Ricordiamo anche la recente polemica legata al test del cosiddetto “falso muro”, durante il quale una Tesla Model Y con pilota automatico non è riuscita a rilevare un muro dipinto in trompe-l’œil, scambiandolo per una strada reale. Si è trattato di un esperimento controverso, sul quale abbiamo approfondito l’argomento per fare chiarezza.
Forse il problema non è la sicurezza attiva del veicolo ma l'inesperienza del pilota?
Nonostante i produttori introducano tecnologie innovative per migliorare la sicurezza, i conducenti restano esseri umani e l’inesperienza rappresenta un pericolo sulla strada soprattutto se si guida veicoli potenti. In Cina, molte case automobilistiche, soprattutto quelle focalizzate sui veicoli elettrici, utilizzano spesso espressioni nel loro linguaggio di marketing come: "guida intelligente di alto livello", "prevenzione automatica degli ostacoli" o persino "mani libere" per pubblicizzare le funzioni ADAS di Livello 2. Tali formulazioni possono indurre i consumatori che non hanno familiarità con la tecnologia a credere che l'auto possa gestire al posto loro "la maggior parte degli inconvenienti alla guida", con conseguente potenziale perdita di concentrazione sulla strada.
Un tragico incidente che spezza delle vite umane è un monito per ricordare alle persone al volante, l'importanza di avere il controllo del proprio veicolo in ogni circostanza, anche quando viene attivato un sistema di assistenza automatico.
Dovrebbero esserci normative più severe su come le funzionalità ADAS vengono commercializzate, nonché un processo di informazione più approfondito per i consumatori prima di acquistare un veicolo dotato di tale tecnologia. Porsche invita ogni acquirente al suo centro dedicato per conoscere appieno la propria auto e affinare le proprie capacità di guida. Auspichiamo che una tale iniziativa del brand tedesco sia un domani accolto da altre Case automobilistiche e proposto ai futuri clienti al momento dell’acquisto o noleggio a lungo termine di veicoli elettrici sempre più connessi e potenti.
Qual è il vostro livello di fiducia nelle attuali funzionalità ADAS?

di
Alan Murarotto
Tecnico meccatronico, formatore automotive, professionista della mobilità. Aiuto i lettori a districarsi nel labirinto delle dinamiche che governano la transizione energetica, dalla burocrazia agli aspetti legati alla guida di veicoli elettrici e non solo, con accenni tecnici per una visione a 360°.