Waymo svela il chip custom da 5 nm dei suoi robotaxi
Waymo ha svelato nuovi dettagli sulla tecnologia che alimenta i suoi robotaxi, mostrando per la prima volta l'architettura del computer di bordo e un chip proprietario realizzato con processo produttivo a 5 nanometri.
Si tratta di un importante passo verso una maggiore integrazione dell'hardware sviluppato internamente. Il nuovo ASIC è già in produzione e viene utilizzato nell'ultima generazione dei robotaxi Waymo.
Un chip progettato per la guida autonoma
Il componente è stato sviluppato specificamente per gestire le enormi quantità di dati generate dai sensori del veicolo. La sua funzione principale consiste nell'elaborare le informazioni prima che arrivino ai sistemi incaricati di prendere le decisioni durante la guida.
Waymo dichiara una capacità superiore a 1.000 trilioni di operazioni al secondo, pari a oltre 1.000 TOPS. Il chip può quindi occuparsi di una parte significativa dell'elaborazione necessaria per interpretare in tempo reale l'ambiente circostante.
La scelta di sviluppare un ASIC personalizzato permette inoltre a Waymo di adattare l'architettura hardware alle esigenze specifiche del proprio sistema di guida autonoma, invece di affidarsi esclusivamente a componenti general purpose.
Il computer nel bagagliaio gestisce una quantità enorme di dati
Il vero centro tecnologico del robotaxi si trova nel computer installato nel bagagliaio. Questo sistema deve ricevere e coordinare continuamente i dati provenienti da telecamere, lidar e radar, costruendo una rappresentazione tridimensionale dell'ambiente.
La ridondanza è fondamentale, i diversi sensori permettono infatti al Waymo Driver di continuare a interpretare la strada anche quando una delle tecnologie incontra condizioni difficili.
Waymo utilizza da tempo un approccio basato sulla combinazione di lidar, radar e videocamere, il lidar, per esempio, consente di misurare posizione e distanza degli oggetti a 360 gradi, arrivando fino a circa 300 metri.

Waymo punta sulla personalizzazione dell'hardware
Il nuovo chip rappresenta anche un'evoluzione della strategia hardware di Waymo. L'azienda aveva già sviluppato internamente numerosi componenti del proprio sistema autonomo, ma ora sta trasferendo una parte crescente dell'elaborazione direttamente sul silicio proprietario.
La sesta generazione del Waymo Driver utilizza infatti chip progettati su misura, con l'obiettivo di aumentare le prestazioni e contemporaneamente ridurre complessità e costi. Waymo afferma di aver spostato maggiore capacità di elaborazione nei propri chip, riuscendo anche a ridurre il numero di telecamere rispetto alla generazione precedente.
La società continua comunque a collaborare con importanti fornitori tecnologici. Tra i partner figurano AMD, Nvidia, Samsung e TSMC, coinvolti in diverse parti dell'architettura hardware.
Un elemento fondamentale per la crescita dei robotaxi
La progettazione proprietaria del chip potrebbe diventare strategica mentre Waymo cerca di ampliare rapidamente il servizio. Un sistema più efficiente permette infatti di gestire una maggiore quantità di elaborazione mantenendo sotto controllo consumi, ingombri e costi.
La tecnologia dovrà inoltre garantire elevati livelli di affidabilità. I robotaxi devono continuare a operare senza conducente e gestire situazioni imprevedibili nel traffico reale.
Il nuovo ASIC da 5 nm mostra quindi quanto il computer di bordo sia diventato centrale nell'evoluzione della guida autonoma. Non si tratta più soltanto di scegliere sensori migliori, ma di progettare un'intera piattaforma hardware e software ottimizzata per l'intelligenza artificiale a bordo del veicolo.
Secondo voi, i chip proprietari saranno decisivi per rendere i robotaxi più sicuri ed efficienti?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

