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Wallbox Pulsar e Commander 2: la ricarica diventa connessa e gestibile
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Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=g69Tpyhjc_Q

Wallbox Pulsar e Commander 2: la ricarica diventa connessa e gestibile

5 min.

Una stazione di ricarica può fare molto più che trasferire energia all’auto. Le soluzioni dell’azienda spagnola Wallbox presentate a Milano puntano infatti sulla gestione digitale della potenza, sul controllo remoto e sulla possibilità di amministrare utenti e consumi. La gamma esaminata comprende Pulsar, destinata soprattutto all’ambito domestico, e Commander 2, progettata per installazioni business, pubbliche e semipubbliche.

L’approccio tecnologico dell’azienda è legato anche all’esperienza del suo cofondatore, che in precedenza aveva lavorato nel reparto Tesla dedicato alle stazioni di ricarica. Il confronto con il Tesla Wall Connector emerge quindi in modo naturale, in particolare per chi utilizza una Tesla Model 3 e cerca funzioni più articolate di connettività, programmazione e analisi dei consumi.

Commander 2 per aziende e strutture aperte al pubblico

Commander 2 è una stazione pensata per contesti nei quali più persone devono accedere allo stesso punto di ricarica. L’interfaccia touchscreen permette di configurare un amministratore e diversi utilizzatori, associando metodi di autenticazione come PIN e RFID. La connettività Bluetooth e il modulo 4G consentono inoltre di dialogare con la stazione e di accedere alle sue funzioni di gestione.

Ogni unità può essere identificata tramite un codice QR, mentre l’applicazione è disponibile per dispositivi Android e iOS. A questa si aggiunge un’interfaccia web utilizzabile da tablet o computer: una caratteristica importante per hotel, ristoranti, parcheggi o aziende che devono amministrare più punti di ricarica senza operare fisicamente sul display di ciascuna unità.

Per le attività commerciali è prevista anche la possibilità di personalizzare l’interfaccia con il proprio marchio e di gestire i pagamenti attraverso Stripe. Il portale registra le sessioni effettuate, la loro durata, l’energia erogata e l’utente associato. L’amministratore può inoltre bloccare o arrestare la stazione, modificarne la configurazione e recuperare le informazioni attraverso il cloud.

App e portale modificano la potenza in tempo reale

Nel test con una Tesla Model 3, Commander 2 stava erogando 10,81 kW e l’app indicava una corrente di 16 ampere. Riducendo il valore a 12 ampere, la potenza visualizzata è scesa a 8 kW. L’esperienza ha mostrato un’interfaccia reattiva e un controllo immediato, utile quando si vuole limitare l’assorbimento senza interrompere completamente la sessione.

La gestione a distanza consente quindi di scegliere quanta energia destinare all’auto anche quando non ci si trova accanto alla stazione. Sono previste inoltre funzioni di controllo attraverso assistenti vocali, utilizzabili per avviare la ricarica o variare la potenza disponibile. La capacità massima dichiarata per le soluzioni mostrate arriva a 22 kW.

Il load balancing protegge la potenza disponibile

Una delle funzioni centrali è il load balancing, disponibile su alcune stazioni. Quando più auto sono collegate contemporaneamente, il sistema può distribuire l’energia tra i diversi punti di ricarica. Con un adattatore aggiuntivo può anche monitorare l’assorbimento complessivo dell’edificio e assegnare all’auto soltanto la potenza non utilizzata dagli altri carichi.

L’esempio proposto considera una disponibilità di 6 kW e un’abitazione che ne sta già utilizzando 4,5: il sistema può destinare alla vettura il restante 1,5 kW. Il vantaggio pratico è la possibilità di adattare automaticamente la ricarica alle condizioni istantanee dell’impianto, anziché impostare un valore fisso che non tenga conto degli elettrodomestici o delle altre utenze attive.

Pulsar porta le stesse logiche nell’ambito domestico

Pulsar è la soluzione più compatta ed è stata presentata come il prodotto più venduto della gamma. La versione base dispone di connessione Bluetooth: anche in assenza di una rete locale, lo smartphone può collegarsi direttamente alla stazione per scaricare le statistiche e modificare le impostazioni. Pulsar Plus aggiunge invece connettività Ethernet e Wi-Fi, ampliando le possibilità di controllo remoto.

Al momento della presentazione del 2019, il prezzo indicato per Pulsar era di 590 euro. Nel confronto con il Tesla Wall Connector, la proposta Wallbox è stata descritta come sostanzialmente allineata sul piano del costo, ma più orientata alla connettività tramite Bluetooth, Wi-Fi, app e portale web. Il valore aggiunto emerso non riguarda quindi soltanto la ricarica, ma soprattutto la disponibilità di statistiche, storico delle sessioni e controllo puntuale dei consumi.

La gamma mostrata comprende infine sistemi di autenticazione differenziati, dal PIN all’RFID fino al riconoscimento biometrico, oltre a interazioni vocali e tramite gesture su una delle soluzioni più avanzate. Sono funzioni particolarmente rilevanti negli ambienti condivisi, dove identificare l’utilizzatore e applicare automaticamente le sue preferenze può semplificare l’amministrazione dell’infrastruttura.

L’impressione complessiva è quella di un’infrastruttura concepita come dispositivo connesso, non come semplice presa ad alta potenza. La sua utilità dipende però dal contesto: in casa diventano centrali il bilanciamento dei carichi e il controllo remoto, mentre nelle installazioni professionali acquistano maggiore peso autenticazione, pagamenti, statistiche e gestione di più utenti.

Una domanda per voi

Nella ricarica domestica conta di più il controllo remoto dei consumi o la gestione automatica della potenza disponibile?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=g69Tpyhjc_Q

Matteo Valenza

di

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

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