

di Gianfranco Franzoni
Volkswagen ID. Buzz robotaxi debutta a Los Angeles
La sperimentazione dei robotaxi elettrici Volkswagen ID. Buzz entra in una nuova fase. I primi veicoli autonomi stanno già circolando su strada a Los Angeles.
Si tratta di test reali. L’obiettivo è validare la tecnologia in condizioni di traffico quotidiano.
Test su strada con oltre 100 veicoli
Volkswagen Group ha avviato i test negli Stati Uniti con una flotta iniziale. Oltre 100 minivan elettrici autonomi saranno impiegati progressivamente.
Ogni veicolo dispone ancora di un operatore umano a bordo. Questo serve a garantire sicurezza durante la fase di sviluppo.
In parallelo, il progetto rientra nella collaborazione con Uber. L’accordo era stato annunciato nell’aprile precedente.
Secondo i piani, i robotaxi saranno disponibili sull’app entro la fine del 2026. Prima di allora, il sistema dovrà superare test estesi.

Il ruolo di MOIA e l’espansione negli Stati Uniti
La tecnologia di guida autonoma è sviluppata da MOIA, società del gruppo tedesco.

Negli Stati Uniti, la divisione è stata recentemente rinominata MOIA America. Questo passaggio punta a rafforzare la presenza del marchio.
Paul DeLong, responsabile della commercializzazione, ha spiegato che Los Angeles rappresenta un mercato ideale. La città ha una lunga tradizione legata all’auto. Inoltre, mostra apertura verso nuove soluzioni di mobilità.
Grazie alla collaborazione con Uber, i veicoli potranno raggiungere milioni di utenti. La piattaforma è già diffusa e utilizzata quotidianamente.
Tecnologia autonoma: 27 sensori e sistema Mobileye
Il Volkswagen ID. Buzz AD integra un sistema avanzato di percezione. In totale sono presenti 27 sensori.
Il pacchetto include 13 telecamere, 9 unità lidar e 5 radar. Tutti i dati vengono elaborati da un computer fornito da Mobileye.
Questo sistema analizza l’ambiente in tempo reale. Gestisce situazioni complesse, comprese quelle con mezzi di emergenza.
Di conseguenza, il veicolo è in grado di prendere decisioni autonome durante la guida.

Livello 4 SAE e sicurezza operativa
Secondo MOIA, il modello rispetta i requisiti per la guida autonoma di livello 4 SAE. Ciò significa che il veicolo può operare senza intervento umano in determinate condizioni.
È prevista anche la supervisione remota. Inoltre, il sistema gestisce scenari critici con protocolli dedicati. Questa architettura è pensata per garantire sicurezza e continuità operativa.
Interni e configurazione per il trasporto passeggeri
L’abitacolo è stato progettato per il servizio di ride-hailing. Sono presenti quattro posti per i passeggeri.
Lo spazio del sedile anteriore è stato trasformato in area per i bagagli. Rimane un posto guida, ma potrebbe non essere utilizzato in futuro.


Quando il servizio sarà completamente autonomo, la presenza del conducente non sarà più necessaria.
Verso il lancio commerciale quest'anno 2026
Il progetto prevede un’espansione su larga scala. Migliaia di veicoli potrebbero essere introdotti in diverse città statunitensi.
Tuttavia, tutto dipenderà dai risultati dei test attuali. La validazione su strada resta una fase cruciale.
Inoltre, la collaborazione con Uber rappresenta un passaggio strategico. Permette un accesso immediato a una vasta base di utenti.
La domanda è sempre la stessa, tu pensi che i robotaxi possano davvero diventare una presenza quotidiana nelle città europee?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.