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Le Volkswagen "cinesi" verranno prodotte in Europa? Si punta su Zwickau?

Volkswagen sta valutando un'ipotesi che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. Il gruppo tedesco potrebbe importare in Europa modelli sviluppati in Cina sempre a marchio Volkswagen. In alcuni casi potrebbe anche produrli direttamente sul territorio europeo. La notizia arriva dal quotidiano economico Handelsblatt, che cita fonti interne all'azienda.

Un piano che va dall'importazione alla produzione locale

Secondo le fonti consultate dal giornale, lo studio di fattibilità riguarda sia l'importazione di veicoli completi dalla Cina sia la possibilità di assemblarli, o assemblarne componenti principali, in Europa. Al momento si tratta di un'analisi preliminare. Le stesse fonti aziendali sottolineano che il progetto resta esplorativo e potrebbe ancora essere abbandonato.

Il contesto in cui nasce questa riflessione non è casuale. Volkswagen ha accusato un calo dell'utile operativo, mentre diversi stabilimenti europei lavorano sotto la loro capacità produttiva. Di conseguenza il gruppo guarda con interesse a soluzioni già pronte, sviluppate proprio in Cina.

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L'ID. Era 9X, primo candidato al debutto europeo

Il modello più discusso è l'ID. Era 9X, un grande SUV con motore a benzina utilizzato come range extender. È stato sviluppato insieme al partner cinese SAIC Motor. Il veicolo è lungo 5,21 metri.

Nella versione d'ingresso monta un motore elettrico da 220 kW, mentre la variante a trazione integrale raggiunge i 380 kW. Le batterie disponibili hanno capacità di 51,1 kWh o 65,2 kWh. Secondo il ciclo di omologazione cinese CLTC, l'autonomia in modalità elettrica arriva rispettivamente a 267 km o 340 km. Dati WLTP ed EPA non sono ancora disponibili, poiché il modello non è stato omologato per i mercati europeo e statunitense. Il motore a benzina da 1,5 litri turbo, usato solo per ricaricare le batterie, eroga fino a 105 kW.

In Cina l'ID. Era 9X è già in vendita a partire da 299.800 yuan, pari a circa 38.300 euro. Un secondo modello candidato all'esportazione, basato sulla nuova piattaforma China Scalable Platform, dovrebbe invece arrivare in Europa non prima della fine del 2027.

Zwickau al centro della strategia industriale

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Tra i possibili siti produttivi spicca lo stabilimento di Zwickau, in Saviva, attualmente convertito per intero alla produzione di auto elettriche sviluppate in Germania. Proprio la sua situazione di sottoutilizzo lo rende un candidato naturale per accogliere nuovi modelli.

A sostenere questa linea è anche Olaf Lies, presidente della Bassa Saviva e membro del consiglio di sorveglianza di Volkswagen. Lies ha dichiarato che produrre in Germania veicoli oggi costruiti in Cina permetterebbe di stabilizzare l'utilizzo degli impianti. Ha inoltre precisato che l'obiettivo non è trasferire produzione fuori dalla Germania, ma aggiungere nuovi prodotti ai siti europei già esistenti.

Va ricordato che la Bassa Saviva detiene circa il 20% delle azioni Volkswagen, risultando il secondo maggiore azionista del gruppo.

Dazi e vincoli normativi: gli ostacoli da superare

Il tema dei dazi resta cruciale. L'Unione Europea applica infatti un dazio base del 10% sulle importazioni di auto, a cui si aggiungono tariffe anti-sussidio fino al 35,3% sui veicoli elettrici a batteria prodotti in Cina. Un'auto con range extender come l'ID. Era 9X potrebbe però evitare queste tariffe aggiuntive, poiché non rientra nella categoria dei veicoli puramente elettrici.

Il caso della Cupra Tavascan mostra bene quanto sia complesso il quadro normativo. Il modello, prodotto in Cina, era stato inizialmente colpito da un sovradazio del 20,7%. Solo con un accordo che fissa un prezzo minimo e alcune quote è stato ricondotto alla tariffa standard.

Oltre ai dazi, restano da risolvere alcune questioni tecniche. I veicoli progettati per il mercato cinese usano sistemi di assistenza alla guida forniti da partner locali. La struttura software è inoltre diversa da quella europea. Volkswagen sta perciò verificando se il software cinese possa essere adattato agli standard normativi europei.

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Non tutti in azienda sono d'accordo

Non manca chi, all'interno del gruppo, guarda con scetticismo a questa strategia. Il direttore finanziario Arno Antlitz ha messo in guardia contro il rischio di costruire veicoli progettati da concorrenti cinesi, per poi venderli con il marchio Volkswagen. I rappresentanti dei lavoratori, invece, si dicono disposti a valutare ulteriori modelli cinesi, a condizione che si aggiungano agli impegni già presi per gli stabilimenti tedeschi, senza sostituirli.

Le partnership con Xpeng e SAIC cambiano il baricentro tecnologico

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Il possibile arrivo di modelli cinesi in Europa si inserisce in un cambiamento più ampio. Volkswagen collabora già con Xpeng in Cina. Da questa cooperazione nasce l'ID. Unyx 08, sviluppato in soli 24 mesi e dotato di tecnologia a 800 volt, sistemi di assistenza avanzati e una nuova architettura elettronica.

Parallelamente, dopo il probabile abbandono del progetto sulla guida automatizzata con Bosch, le partnership con Rivian e Xpeng guadagnano peso strategico. Cariad, la divisione software del gruppo, non perde importanza. Il suo ruolo cambia però gradualmente: da sviluppatore diretto a integratore delle tecnologie fornite da partner esterni.

Un cambio di paradigma per l'industria europea

Per decenni l'Europa ha rappresentato il centro di sviluppo del gruppo, mentre la Cina è stata soprattutto un mercato di crescita. Questo equilibrio rischia ora di ribaltarsi. Volkswagen dovrà evitare di limitarsi a importare tecnologia cinese. Serve piuttosto trasformarla in una forza competitiva europea. In caso contrario, secondo alcuni critici, il gruppo otterrebbe solo un vantaggio produttivo di breve periodo, cedendo però ulteriore terreno sul piano tecnologico nel lungo termine.




Voi cosa ne pensate: un'auto Volkswagen progettata in Cina ma costruita a Zwickau resterebbe comunque "tedesca" ai vostri occhi?

Fonte

Gianfranco Franzoni

di

Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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