

di Gianfranco Franzoni
Universal EV: Ford reinventa la catena di montaggio
Ford ha annunciato un nuovo approccio alla produzione di veicoli elettrici, denominato Universal EV Production System. La novità principale riguarda innanzitutto la riorganizzazione della linea di montaggio in tre sottolinee parallele.
In pratica, ogni linea assemblerà rispettivamente la parte anteriore, la sezione centrale e la parte posteriore del veicolo. Successivamente, queste verranno unite in una fase finale. In questo modo, il nuovo metodo sostituisce il tradizionale nastro unico con quello che l’azienda definisce un “assembly tree”.

Il sistema punta a ridurre tempi e complessità. La procedura potrebbe accelerare l’assemblaggio fino a circa il 40% e abbattere il numero di postazioni di lavoro. Questo, grazie all’uso di componenti più grandi e a un’architettura semplificata.
Caratteristiche tecniche dello Universal EV di Ford
Tra gli elementi chiave figura l’adozione di grandi componenti in alluminio ottenuti tramite unicasting. Questo consente di ridurre il numero totale di parti del veicolo di circa 20% e di diminuire i fissaggi del 25–30% rispetto agli standard attuali. La semplificazione mira a migliorare la leggerezza e la velocità di assemblaggio.
La piattaforma elettrica universale prevista opera a 400 volt e prevede l’impiego di batterie LFP (litio ferro fosfato) integrate nella scocca come elemento strutturale.
Questo approccio promette vantaggi in termini di costi e sicurezza, oltre a una migliore efficienza di packaging.

Il primo veicolo costruito sulla nuova piattaforma sarà un pick-up elettrico di dimensioni medie. Il lancio è stimato nel 2027 ed prezzo di partenza indicato è di 30.000 dollari, equivalenti a circa 25.800 Euro.
Investimenti e impatti occupazionali legati all' Universal EV System

Per adattare lo stabilimento di Louisville al nuovo sistema, è previsto un investimento industriale significativo. Infatti si aggira intorno a 2 miliardi di dollari. Inoltre, nello stesso piano è citata la costruzione o l’ampliamento di un impianto per batterie. Il costo indicato è in questo caso di 3 miliardi di dollari. Le cifre e i progetti differiscono tra le fonti, ma convergono sull’ampiezza dell’impegno finanziario e infrastrutturale.
Le stime giornalistiche indicano che il nuovo processo potrebbe richiedere meno addetti, in alcune fasi della catena di montaggio.
Al contempo, gli investimenti dovrebbero generare posti di lavoro in attività correlate, come la produzione di componenti e batterie.
Motivazioni di una svolta
Le motivazioni di una svolta come quella annunciata sono:
- Competitività dei costi: semplificare i processi e ridurre parti abbassa il costo di produzione per veicolo.
- Risposta alla concorrenza globale, in particolare ai produttori cinesi che offrono modelli EV a basso prezzo.
- Efficienza tecnica: le soluzioni LFP e l’integrazione strutturale delle batterie migliorano il packaging del veicolo.
Criticità
Non mancano dubbi tecnici, economici e sociali. Perchè l’adozione diffusa di large unicasting solleva interrogativi sulla flessibilità del design e sui tempi di riparazione in caso di danni.

- La riduzione delle postazioni può tradursi in minore occupazione diretta nelle fasi di assemblaggio.
- L’impiego di batterie LFP limita la densità energetica rispetto ad altre chimiche al litio-nichel. Questo può influire sull’autonomia dei veicoli se non bilanciato dal design.
https://elettronauti.it/ford-veicoli-cinesi-sono-superiori/
Cambiamenti nella filiera Italiana ed Europea
Per la catena dei fornitori italiani ed europei la trasformazione porta sia opportunità che rischi.
Le aziende che producono componenti piccoli e modulari potrebbero subire un calo della domanda.
Al contrario, i subfornitori specializzati in grandi strutture, sistemi di montaggio e soluzioni per batterie potrebbero ottenere nuovi contratti.
L’adattamento richiederà nuovi investimenti in impianti e competenze.
Questa riorganizzazione produttiva potrà davvero abbassare i prezzi dei veicoli elettrici senza compromettere occupazione e riparabilità?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.