Unione Europea, tre anni di flessibilità per le case automobilistiche, von der Leyen annuncia l'emendamento sulle emissioni
L'Unione Europea concederà alle case automobilistiche una proroga di tre anni per il raggiungimento degli obiettivi sulle emissioni di anidride carbonica inizialmente previsti per il 2025.
L'annuncio arriva direttamente dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha assicurato la presentazione di un "emendamento mirato" entro la fine del mese per garantire maggiore flessibilità al settore.
Un nuovo approccio alle emissioni
Invece della conformità annuale, le aziende avranno tre anni per bilanciare le emissioni attraverso un sistema di crediti e prestiti interni.
Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea
Gli obiettivi rimarranno invariati, ma il settore avrà più margine di manovra.
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Secondo la proposta, le case automobilistiche non saranno più vincolate al rispetto degli obiettivi su base annuale, ma avranno la possibilità di compensare eventuali sforamenti nei prossimi due anni.
La decisione giunge in un momento di difficoltà per l'industria automobilistica, alle prese con un calo delle vendite di veicoli elettrici (-1,3% nel 2023, pari a 1.995.363 unità), tale flessione avrebbe reso complesso il rispetto dei limiti sulle emissioni, esponendo i produttori a multe miliardarie.
Le reazioni dell'industria nell'Unione Europea
Il provvedimento ha ricevuto il plauso di diversi attori del settore, tra cui il Gruppo Volkswagen e Renault.
Oliver Blume, CEO di Volkswagen, ha definito l'approccio della Commissione "pragmatico", in quanto garantisce flessibilità senza compromettere gli obiettivi ambientali.
Anche Renault ha accolto con favore la misura, sottolineando che permetterà ai produttori europei di restare competitivi nel mercato in evoluzione.
L'Italia e la Repubblica Ceca, che avevano chiesto un alleggerimento delle sanzioni, si sono espresse positivamente.
Il ministro dell'Industria italiano, Adolfo Urso, ha dichiarato che il provvedimento "salva l'industria automobilistica europea", mentre il ministro ceco dei Trasporti, Martin Kupka, ha annunciato che Praga spingerà per una proroga ancora più ampia, fino a cinque anni.

Volvo: "Regole allentate, transizione a rischio"
Non tutti, però, vedono di buon occhio la proposta, Volvo, tra i produttori che hanno investito massicciamente per adeguarsi agli obiettivi del 2025, ha criticato la decisione, ritenendola un ostacolo alla transizione verso l'elettrico.
Abbiamo investito per essere pronti nei tempi stabiliti.
Jim Rowan, CEO Volvo
Non è corretto penalizzare le aziende che si sono mosse in anticipo.
Gli analisti di UBS stimano che Volvo avrebbe potuto beneficiare di circa 300 milioni di euro derivanti dalla vendita di crediti sulle emissioni ad altre case automobilistiche, non è ancora chiaro se la nuova normativa inciderà su questo meccanismo di compensazione.
Le critiche degli ambientalisti
Le organizzazioni ambientaliste hanno duramente attaccato la decisione della Commissione, Transport & Environment ha definito la misura "un regalo senza precedenti all'industria automobilistica dell'unione europea", avvertendo che potrebbe compromettere la competitività delle case europee nei confronti dei produttori cinesi e rallentare la transizione ecologica.
L'indebolimento delle norme premia i ritardatari e lascia l'industria europea ancora più indietro rispetto alla Cina.
William Todts, direttore esecutivo dell'organizzazione
Le prossime mosse della Commissione Europea
L'emendamento dovrà essere approvato dagli Stati membri e dal Parlamento europeo.
Nel frattempo, il 5 marzo la Commissione presenterà un piano d'azione per sostenere l'industria automobilistica, con misure a lungo termine che includeranno incentivi all'acquisto di veicoli elettrici e il sostegno ai produttori di batterie.
Von der Leyen ha inoltre annunciato la creazione di un'alleanza industriale per stimolare l'innovazione tecnologica nel settore, con particolare attenzione alla guida autonoma.
Tra le ipotesi allo studio, anche l'introduzione di requisiti europei sui contenuti delle batterie, per rafforzare la filiera produttiva interna e ridurre la dipendenza da fornitori esterni.
L'Europa ha sbagliato ad allentare la presa, permettendo (forse) alla maggior parte dei produttori di avere più tempo per adeguarsi ad una norma per cui avevano avuto già diversi anni a disposizione, o ha fatto bene?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

