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L'UE prepara nuovi dazi anche sulle ibride plug-in cinesi, nel mirino BYD, MG e Chery

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L'Unione Europea si prepara ad ampliare la propria offensiva commerciale contro le case automobilistiche cinesi. Dopo aver introdotto nel 2024 dazi aggiuntivi sulle auto elettriche prodotte in Cina, Bruxelles starebbe valutando l'estensione delle misure anche alle vetture ibride plug-in, le cosiddette PHEV.

Secondo diverse fonti vicine al dossier, la Commissione Europea avrebbe già predisposto i passaggi necessari per avviare rapidamente nuove tariffe compensative una volta ottenuto il via libera dalla maggioranza degli Stati membri.

L'obiettivo è quello di contrastare gli effetti delle sovvenzioni pubbliche concesse dal governo cinese ai propri costruttori automobilistici.

Il "vuoto normativo" sfruttato dai costruttori cinesi

Quando l'Unione Europea ha introdotto i dazi sulle auto elettriche importate dalla Cina, le nuove tariffe hanno riguardato esclusivamente i veicoli a batteria. Le ibride plug-in, invece, sono rimaste escluse dalle misure.

Questo scenario ha permesso ai produttori cinesi di modificare rapidamente la propria strategia commerciale. Molte aziende hanno infatti aumentato l'esportazione di modelli PHEV verso l'Europa, continuando a beneficiare del normale dazio d'importazione del 10% senza subire le tariffe aggiuntive applicate alle elettriche pure.

Secondo gli analisti, proprio questa eccezione normativa ha favorito una forte crescita delle immatricolazioni di ibride plug-in cinesi nel mercato europeo. Le vendite sono aumentate a ritmi molto superiori rispetto a quelli registrati dalle auto elettriche provenienti dalla Cina.

BYD protagonista della crescita delle PHEV in Europa

Tra i marchi che hanno tratto maggiore vantaggio dalla situazione spicca BYD, diventata uno dei protagonisti assoluti del mercato europeo delle ibride plug-in.

Copertina con esempio di vettura Plug-in Hybrid: Toyota Prius MY2023
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In alcuni Paesi europei, come la Germania, il costruttore cinese ha registrato risultati particolarmente significativi grazie a modelli come la Seal U DM-i e la nuova gamma DM-i. In diversi mercati europei le ibride plug-in rappresentano ormai una quota predominante delle immatricolazioni del marchio.

BYD lancia la sua nuova Seal U in casa Volkswagen per competere con la ID.4. | Elettronauti.it

Anche gruppi come SAIC, proprietaria del marchio MG, e Chery hanno incrementato la presenza delle proprie vetture ibride sul mercato europeo approfittando dell'assenza di dazi aggiuntivi.

BYD lancia la sua nuova Seal U in casa Volkswagen per competere con la ID.4.
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Quali potrebbero essere i nuovi dazi?

Le indiscrezioni indicano che Bruxelles starebbe valutando l'introduzione di tariffe simili a quelle già applicate alle auto elettriche.

Attualmente i dazi compensativi sulle elettriche cinesi si sommano al tradizionale dazio europeo del 10%. Le aliquote variano in base al costruttore e al livello di collaborazione fornito durante le indagini europee sulle sovvenzioni pubbliche. Alcuni produttori affrontano tariffe molto elevate, mentre altri beneficiano di aliquote più contenute.

Per le ibride plug-in potrebbero essere adottati criteri analoghi, anche se diversi osservatori ritengono che le percentuali finali potrebbero risultare inferiori rispetto a quelle applicate alle elettriche pure.

La crescente preoccupazione dell'Europa

La possibile estensione dei dazi arriva in un momento particolarmente delicato per i rapporti economici tra Bruxelles e Pechino.

Negli ultimi mesi i leader europei hanno discusso nuove misure per contrastare il crescente squilibrio commerciale con la Cina. Il deficit commerciale dell'Unione Europea nei confronti di Pechino ha raggiunto livelli record, alimentando le preoccupazioni di governi e industrie continentali.

Le istituzioni europee ritengono che il forte sostegno statale ricevuto da molte aziende cinesi possa alterare la concorrenza nel mercato automobilistico europeo. Per questo motivo Bruxelles sta valutando strumenti aggiuntivi per proteggere la competitività dei costruttori locali.

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Cosa potrebbe cambiare per il mercato automobilistico europeo

Se i nuovi dazi dovessero essere approvati, i costruttori cinesi potrebbero essere costretti a rivedere ancora una volta le proprie strategie commerciali nel Vecchio Continente.

L'impatto potrebbe riguardare sia i prezzi finali delle vetture sia la composizione delle gamme destinate all'Europa. Alcune aziende stanno già investendo nella produzione locale attraverso nuovi stabilimenti europei, una scelta che potrebbe consentire di ridurre l'esposizione alle future misure commerciali.

La decisione finale della Commissione Europea potrebbe quindi rappresentare un passaggio cruciale per il futuro della concorrenza nel settore automobilistico e per l'evoluzione della mobilità elettrificata nel mercato europeo.

L'eventuale estensione dei dazi alle ibride plug-in potrebbe infatti modificare profondamente gli equilibri tra i produttori europei e quelli cinesi nei prossimi anni.




E voi, ritenete giusto che l'Unione Europea estenda i dazi anche alle ibride plug-in cinesi oppure credete che questa scelta possa penalizzare i consumatori europei?

Fonte

Andrea Cornali

di

Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

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