

di Gianfranco Franzoni
Uber investe in Rivian: 50.000 robotaxi elettrici
Uber amplia la propria strategia sulla guida autonoma. L’azienda ha annunciato un accordo con RIVIAN che prevede un investimento complessivo superiore a 1 miliardo di dollari pari a circa 920 milioni di euro. L’obiettivo è distribuire fino a 50.000 robotaxi elettrici, basati sul nuovo SUV R2.
Una rete di partnership sempre più ampia
L’intesa rafforza il ruolo di Uber nella mobilità autonoma. Negli ultimi anni, il gruppo ha costruito una rete di partner sempre più ampia. In parallelo, ha sostenuto economicamente diversi sviluppatori di tecnologie autonome.
Uber non è nuova a collaborazioni di questo tipo. Di recente ha siglato un accordo con Zoox per portare robotaxi dedicati a Las Vegas nel 2026 e successivamente a Los Angeles nel 2027.
Inoltre, la piattaforma collabora già con aziende come Waymo, May Mobility, Momenta, Nuro e Lucid Motors.
Queste partnership hanno un elemento comune: investimenti rilevanti per accelerare lo sviluppo della guida autonoma.
Di conseguenza, l’accordo con Rivian si inserisce in una strategia chiara. Uber punta a diventare un hub globale per servizi di mobilità autonoma.
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Investimento progressivo fino al 2031
Nel dettaglio, Uber ha previsto un primo investimento di 300 milioni di dollari pari a circa 276 milioni di euro, soggetto alle autorizzazioni regolatorie. Tuttavia, l’impegno complessivo potrebbe arrivare a 1,25 miliardi di dollari, circa 1,15 miliardi di euro entro il 2031. Questa cifra dipende dal raggiungimento di specifici traguardi tecnologici. In particolare, Rivian dovrà dimostrare progressi concreti nello sviluppo della guida autonoma.
Grazie a queste risorse, la casa americana potrà sviluppare e produrre una flotta di robotaxi completamente autonomi. I veicoli saranno in esclusiva sulla piattaforma Uber.
Il ruolo del nuovo SUV elettrico R2

Il progetto partirà dal Rivian R2, SUV elettrico presentato di recente. Questo modello sarà adattato per operare senza conducente, con livelli avanzati di automazione.
Secondo il CEO RJ Scaringe, la collaborazione permetterà di accelerare il percorso verso la guida autonoma di livello 4. Si tratta di un sistema capace di operare senza intervento umano in contesti specifici.
L’azienda punta su una combinazione di tecnologie. Tra queste, una piattaforma di calcolo proprietaria e sistemi di percezione multimodale. Inoltre, Rivian sfrutta i dati raccolti dalla propria flotta di veicoli già in circolazione.
Prime città coinvolte dal 2028
La fase iniziale prevede l’introduzione di 10.000 robotaxi R2 completamente autonomi. Il debutto è atteso nel 2028 a San Francisco e Miami. Successivamente, il servizio sarà esteso. Se gli obiettivi saranno raggiunti, la flotta potrebbe operare in 25 città tra Stati Uniti, Canada ed Europa entro il 2031.
Inoltre, Uber avrà l’opzione di acquistare altri 40.000 veicoli a partire dal 2030. Questo porterebbe il totale a 50.000 robotaxi elettrici.
Strategia industriale e integrazione verticale
Secondo il CEO di Uber, Dara Khosrowshahi, la scelta di Rivian non è casuale. L’azienda integra progettazione del veicolo, software e piattaforma di calcolo in un unico sistema. Questa integrazione verticale consente un maggiore controllo su produzione e sviluppo. Allo stesso tempo, permette di gestire in modo più efficiente flotte su larga scala.
In parallelo, l’esperienza di Rivian nella gestione dei dati e dei veicoli connessi rappresenta un vantaggio competitivo. Questo elemento rafforza la fiducia di Uber nel raggiungimento degli obiettivi fissati.
Prospettive per il mercato dei robotaxi
Il progetto conferma un trend chiaro. I grandi operatori della mobilità stanno accelerando sugli investimenti nella guida autonoma.
La combinazione tra elettrificazione e automazione apre nuovi scenari. I robotaxi potrebbero ridurre i costi operativi e migliorare l’accessibilità ai servizi di trasporto. Tuttavia, restano alcune incognite. Tra queste, i tempi di sviluppo, le normative e l’accettazione da parte degli utenti.
In questo contesto, l’accordo tra Uber e Rivian rappresenta uno dei programmi più ambiziosi attualmente in fase di sviluppo.
Alla luce di questo piano, pensi che i robotaxi diventeranno una presenza quotidiana nelle città europee entro il prossimo decennio?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.