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Il tema dell'apertura di Donald Trump alle auto cinesi prodotte negli Stati Uniti
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Trump apre alle auto cinesi prodotte negli USA, ma restano forti ostacoli

3 min.

Donald Trump si è detto favorevole all'arrivo negli Stati Uniti dei costruttori automobilistici cinesi, purché le vetture vengano prodotte direttamente nel Paese e siano impiegati lavoratori americani. L'apertura dichiarata dal presidente si scontra però con dazi e restrizioni tecnologiche già in vigore o programmate.

La condizione posta da Trump

Durante un'intervista al programma Ingraham Angle, Trump ha affermato che accetterebbe l'apertura di stabilimenti cinesi sul territorio statunitense. Il punto centrale, nelle sue parole, è l'assunzione di personale locale. La stessa disponibilità non riguarderebbe invece le automobili costruite in Messico e successivamente importate negli Stati Uniti per aggirare le regole commerciali.

Non si tratta di una posizione completamente nuova: Trump aveva già espresso un orientamento analogo durante la campagna elettorale del 2024. Al momento, tuttavia, la dichiarazione non chiarisce se l'amministrazione intenda modificare le norme che limitano concretamente l'accesso dei veicoli cinesi al mercato statunitense.

Dazi e divieti restano in vigore

Le automobili prodotte in Cina sono attualmente soggette negli Stati Uniti a un dazio del 100%. A questa barriera si aggiungono le disposizioni del Dipartimento del Commercio sui veicoli dotati di tecnologie sviluppate da aziende cinesi: le restrizioni sul software sono previste dal 2027, mentre quelle relative all'hardware dovrebbero entrare in vigore nel 2030.

⚡ Leggi anche: Dazi sulle auto elettriche cinesi: funzionano?

Il quadro politico presenta ulteriori elementi di contrasto. La senatrice del Michigan Elissa Slotkin ha contribuito a promuovere una proposta per vietare la vendita delle auto cinesi negli Stati Uniti. Il segretario ai Trasporti Sean Duffy ha inoltre criticato Ford per il suo accordo di licenza con CATL, utilizzato nello stabilimento statunitense dove vengono prodotte batterie con progetti e competenze concessi dall'azienda cinese.

Un'apertura ancora da verificare

Non è chiaro se i costruttori cinesi siano realmente interessati ad aprire fabbriche negli Stati Uniti. Le informazioni disponibili evidenziano anche l'assenza nel Paese di una catena di fornitura equivalente all'ecosistema industriale cinese, fattore che renderebbe più complessa la produzione locale.

Resta inoltre incerta l'eventuale inclusione delle auto cinesi in un accordo tra Washington e Pechino. È previsto un incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, ma non sono noti né l'esito né le possibili conseguenze sul settore automobilistico. L'apertura espressa da Trump rimane quindi una posizione politica, non un cambiamento già operativo delle regole statunitensi.

Una domanda per voi

Quali condizioni dovrebbero rispettare i costruttori cinesi per poter produrre e vendere automobili negli Stati Uniti?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonte: https://insideevs.com/news/808261/trump-china-car-sales-factory/, https://cleantechnica.com/2026/09/14/could-trump-throw-us-automakers-under-the-chinese-electric-car-bus/

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