

di Alan Murarotto
Traghetti, per salire a bordo le BEV devono avere una carica inferiore al 30%
Una preoccupazione crescente tra i proprietari di auto elettriche che desiderano esplorare varie destinazioni è quella di chiedersi se la loro auto elettrica possa viaggiare in traghetto. Sebbene le BEV siano un fenomeno in constante incremento, il loro trasporto tramite traghetti è ancora raro.

C’è posta per te
I possessori di auto elettriche, che avevano intenzione di recarsi in Corsica via mare, hanno ricevuto un'e-mail da parte di Corsica Ferries, una compagnia attiva nella gestione di servizi di trasporto tra Marsiglia e l'isola, che li informava di una nuova regola per l'imbarco sui traghetti: “Sono invitati a presentarsi all'imbarco con la batteria carica solo al 30% della sua capacità”. Lo scopo di una tale precauzione è quella di limitare i rischi in caso di incendio del veicolo.
Come si arriva ad una tale decisione
I casi sono estremamente rari ma richiedono cautela. Che si tratti della Felicity Ace, affondata nel marzo 2022 al largo delle Azzorre, o della Freemantle Highway, parzialmente devastata dalle fiamme nel luglio 2023, negli ultimi anni alcune navi mercantili che trasportavano veicoli elettrici hanno visto il loro carico andare in fumo.

Se le batterie delle auto elettriche non sono necessariamente responsabili di questi incendi, nuove indicazioni cominciano ad emergere tra i professionisti del settore marittimo.
“Tutti gli armatori francesi, così come gli autotrasportatori, sono interessati al tema degli incendi che possono provocare le batterie elettriche”.
Romain Chappel, direttore della flotta di Corsica Linea

Una misura messa in atto per poche auto imbarcate a bordo
Attualmente i veicoli elettrici rappresentano solo una piccola parte delle automobili trasportate sui traghetti. Corsica Ferries, ad esempio, indica che solo il 3% delle auto che attraversano il continente sono elettriche. Se la direzione precisa che "per il momento non esistono norme sul trasporto di veicoli elettrici", aggiunge che è "preferibile avere la batteria il meno carica possibile" al momento dell'imbarco. A questo proposito ogni compagnia è libera di legiferare sul livello di ricarica dei veicoli elettrici a bordo delle proprie imbarcazioni, ma la misura comunemente accettata da una compagnia all’altra è quella di caricare la batteria a un terzo della sua capacità.
Ridurre il rischio di autoaccensione
Minore è l'energia con cui viene caricata la batteria, meno è sollecitata e meno probabile che vada in overdrive. Al di sotto del 50%, la chimica cellulare è già considerata più stabile e aumenta man mano che la batteria si scarica. Dovete sapere che le compagnie di trasporto marittimo specializzate in car carrier come la compagnia di navigazione l'UECC (United European Car Carriers ) fissano una forcella compresa tra un minimo del 20% e un massimo del 50% per i veicoli destinati all'esportazione.
I veicoli Tesla o MG viaggiano in particolare a queste condizioni. Il veicolo deve mantenere una carica sufficiente per tutto il viaggio (più di un mese per i veicoli provenienti dalla Cina), ma senza rischiare la fuga termica.
Perché Corsica Linea applica il 30% anziché il 50%?
"Ciò che hanno notato i vigili del fuoco di Marsiglia e le squadre che lavorano su questi incendi è che i rischi di autocombustione e di propagazione dell'incendio aumentano quando la batteria è carica oltre il 30%".
Romain Chappel, direttore della flotta di Corsica Linea
Per questo motivo la compagnia rispetta questo limite.

Constatazione da parte dei vigili o piuttosto applicazione di una norma di trasporto aerea?
Le norme sulla spedizione delle batterie al litio variano a seconda della modalità di trasporto: aerea, terrestre o marittima. Ognuno di loro ha una serie unica di linee guida su come spedire le batterie al litio in modo sicuro e corretto. Il trasporto aereo internazionale ha le regole più severe. Le batterie al litio sono consentite solo sugli aerei cargo per proteggere i voli passeggeri in caso di incendio o esplosione. Le batterie devono avere una carica inferiore al 30% per essere spedite su aerei cargo. La maggior parte delle aziende non ha la possibilità di testare la carica di ciascuna batteria, quindi la spedizione via terra e via mare è l'opzione migliore.
Certificazione UN 38.3

Il trasporto di batterie al litio è regolamentato da precise norme di sicurezza, stipulate a livello internazionale dai paesi membri dell’ONU e formulate allo scopo di garantire un livello di sicurezza delle spedizioni tale da evitare incidenti devastanti, come quelli già accaduti in passato e che hanno messo a repentaglio la vita di centinaia di persone. Tali norme vengono diversificate in base al tipo di batteria e ai mezzi di trasporto utilizzati per la spedizione. L’accordo delle Nazioni Unite vieta la spedizione delle batterie al litio prive di Certificazione UN 38.3, marchi, etichette e altri documenti specifici, con conseguenti severe sanzioni amministrative e penali per chi non rispetta tali disposizioni. Le organizzazioni incaricate di far rispettare tali norme sono le seguenti:
- ICAO (International Civil Aviation Organization)
- IATA (International Air Transport Association)
- IMO (International Maritime Organization)
- UNECE (United Nations Economic Commission for Europe)
In tutti questi casi, le normative di sicurezza stabiliscono che le batterie al litio devono essere obbligatoriamente corredate della relativa Certificazione UN 38.3.
Chiudiamo un occhio ma a certe condizioni
Nonostante tutto, se un cliente arriva con la batteria carica oltre il 30%, non verrà allontanato e potrà prendere posto all'interno del traghetto. C'è però un'eccezione:
“Se un passeggero arriva con un veicolo elettrico danneggiato, non gli è consentito salire a bordo. Per poter accedere al traghetto, deve essere trasportato come merce, in modo che a quel punto possiamo trattarlo come merce pericolosa".
Romain Chappel, direttore della flotta di Corsica Linea
Si preferisce giocare la carta della sicurezza.
Ridurre al minimo i rischi di incendio
"A differenza delle auto termiche, gli incendi provocati dai veicoli elettrici non possono essere spenti, perché questo tipo di combustione non necessita di ossigeno per accendersi. L'unica cosa che possiamo fare è raffreddarla il più possibile, motivo per cui posizioniamo questi veicoli in punti specifici della nave".
Romain Chappel, direttore della flotta di Corsica Linea
Se si adottano tali misure, è perché i mezzi estinguenti come polvere o CO2 non hanno alcun effetto nello spegnere un incendio causato dalla batteria di un'auto elettrica, motivo per cui il rilevamento di questi particolari veicoli viene effettuato a monte dalle compagnie di navigazione.
“Identifichiamo le auto elettriche al momento della prenotazione chiedendo al cliente di indicare la cilindrata del proprio veicolo. In quel momento, gli invieremo regolarmente promemoria tramite SMS ed e-mail sulla quantità di batteria consigliata per entrare nella barca. Poco prima di salire appiccichiamo sul parabrezza del mezzo un adesivo specifico per identificarlo e una volta a bordo vengono posizionati in una zona dove è possibile utilizzare acqua nebulizzata per contenere l'incendio".
Romain Chappel, direttore della flotta di Corsica Linea

Ciononostante, il direttore della flotta vuole essere rassicurante, precisando che: “statisticamente, non c'è maggior rischio che un veicolo elettrico prenda fuoco rispetto a un'auto convenzionale”.
Regole molto diverse a seconda della compagnia
La compagnia norvegese Havila Kystruten ha deciso di bandire le auto elettriche, ibride e a idrogeno dai suoi traghetti a partire da gennaio 2023.

Una decisione che sembra difficile da mantenere nel tempo visto il numero di veicoli elettrificati circolanti in Norvegia.

Altre compagnie hanno invece deciso di autorizzare la ricarica a bordo dei loro traghetti presso i terminal erogando 7 kW. Questo è ad esempio il caso della Irish Ferries la principale compagnia di navigazione irlandese.
Prendere il toro per le corna
Il significato di questa espressione indica l'intenzione di affrontare un problema di petto, senza tergiversare o cercare di aggirarlo. Non è il nostro caso dal momento che costa meno scoraggiare i proprietari di auto elettriche quasi per rimproverarli di aver scelto questa tipologia di energia che prendere le dovute precauzioni per rendere più sicure le traversate. Fino a quando su queste navi da trasporto non saranno disponibili metodi efficaci per spegnere gli incendi delle batterie i conducenti di auto elettriche dovranno subire delle norme incongrue di armatori e operatori navali.
Conclusione
Speriamo che in un prossimo futuro, tutte le persone che utilizzano auto alla spina potranno godere della stessa esperienza di viaggio in traghetto comoda e divertente di chi possiede veicoli tradizionali.
Voi cosa ne pensate?

di
Alan Murarotto
Tecnico meccatronico, formatore automotive, professionista della mobilità. Aiuto i lettori a districarsi nel labirinto delle dinamiche che governano la transizione energetica, dalla burocrazia agli aspetti legati alla guida di veicoli elettrici e non solo, con accenni tecnici per una visione a 360°.


