
di Simone Torresan
Tesla vince il primo processo accusatorio sulla guida autonoma
Martedì 31 Ottobre Tesla ha vinto il primo processo negli Stati Uniti per le accuse secondo cui la sua funzione di assistente alla guida Autopilot avrebbe portato alla morte di una persona.
Una vittoria importante per la casa automobilistica Texana che deve affrontare diverse altre cause e indagini federali legate alla stessa tecnologia.
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Full Self-Driving pieno di ostacoli
Il verdetto rappresenta la seconda grande vittoria di Tesla in questo 2023, in cui le giurie si sono espresse rifiutando di considerare il software come difettoso e responsabile di quanto accaduto.
Elon Musk ha definito il sistema avanzato di guida autonoma (FSD) cruciale per il futuro della compagnia. Sistema che però ha attirato anche il controllo normativo e legale.
L'esito del tribunale civile mostra che le argomentazioni di Tesla stanno avendo riscontro positivo nel momento in cui si sostiene che quando qualcosa va storto sulla strada, il responsabile ultimo rimane il conducente.

I fatti Tesla risalenti al 2019
La causa intentata presso la Corte Superiore della contea di Riverside affermava che il sistema di pilota automatico avesse causato la virata improvvisa della Model 3 condotta da Micah Lee, direttamente fuori dall'autostrada a est di Los Angeles a circa 105 km/h, colpendo poi una palma e prendendo successivamente fuoco. Il tutto nel giro di pochi secondi.
L'incidente avvenuto nel 2019 ha portato alla morte del Sig. Lee e ferito gravemente i suoi due passeggeri, tra cui un bambino di 8 anni.
Il processo prevedeva testimonianze raccapriccianti sulle ferite dei passeggeri e i querelanti chiesero alla giuria 400 milioni di dollari di danni.
Il verdetto contro Tesla
Tesla da canto suo ha negato ogni responsabilità, affermando che Lee ha consumato alcolici prima di mettersi al volante. E' inoltre emerso che probabilmente il pilota automatico non era inserito al momento dell'incidente.
La giuria composta da 12 membri, dopo un'attenta analisi, ha ritenuto che il veicolo non presentasse difetti di fabbricazione e il verdetto è arrivato il quarto giorno di deliberazioni.
Jonathan Michaels, un avvocato dei querelanti, ha espresso un certo disappunto per il verdetto, ma ha affermato in una dichiarazione che Tesla è stata spinta fino ai suoi limiti durante il processo. Questo senz'altro per far intendere quanto la decisione finale sia stata oggetto di probabile dibattito a causa della prolungata deliberazione, e che porti con se una certa dose di incertezza.
Si ricorda comunque quanto l'incidenza di malfunzionamenti sia estremamente bassa in relazione alla guida totalmente controllata dall'essere umano. E che in ogni caso, la presenza attenta del conducente è requisito essenziale affinché tutto possa avvenire con il più basso indice di incidenti possibile. Esattamente quello che dovrebbe avvenire in condizioni di guida totalmente controllata dal solo conducente. Ma siamo sicuri che sia sempre così?
Fatti indubbiamente spiacevoli a cui dare sicuramente risposta, e che possano essere chiarificatori per una sempre miglior interazione uomo-macchina. Voi cosa ne pensate?
di
Simone Torresan
