
di Andrea Cornali
Tesla punta sull’accessibilità, arrivano le nuove Model 3 e Model Y Standard
In un momento storico in cui i prezzi nel settore auto continuano a salire, Tesla sceglie una direzione diversa.
Con una mossa che ha colto tutti di sorpresa, l’azienda di Elon Musk ha deciso di abbassare la soglia d’ingresso alla sua gamma elettrica, nel mercato americano, introducendo due nuove varianti più accessibili: Model 3 Standard e Model Y Standard.
Inoltre sono stati modificati anche i nomi degli allestimenti, da oggi, infatti, le versioni “Long Range” diventano Premium, mentre la Standard si posiziona come modello base.
In cima resta la Performance, pensata per chi vuole il massimo della potenza.
Model Y Standard: l’elettrico per chi non vuole rinunciare a nulla
La Tesla Model Y è ormai una delle auto elettriche più vendute al mondo. Offrire una versione più economica era una mossa prevedibile, ma la vera sorpresa è che Tesla sia riuscita a farlo senza compromessi evidenti.

A livello estetico, la nuova Model Y Standard mantiene le proporzioni e la personalità che l’hanno resa riconoscibile, ma con un tocco di semplicità.
Spariscono le barre luminose che collegavano fari anteriori e posteriori, sostituite da un frontale più pulito e lineare. Il risultato è un look sobrio, quasi elegante, che si allinea con il nuovo corso minimalista del marchio.
I cerchi da 18 pollici sono di serie, mentre i 19 restano disponibili come optional. La scelta non è solo estetica, i cerchi più piccoli offrono maggiore comfort di marcia grazie alla spalla più alta degli pneumatici.
La gamma colori si riduce a tre tinte: bianco, nero e grigio, con quest’ultimo offerto gratuitamente.
Interni: meno fronzoli, più sostanza
Dentro l’abitacolo si nota il vero sforzo di Tesla nel contenere i costi. I sedili uniscono pelle vegana e inserti in tessuto, garantendo comfort e un tocco di originalità. La nuova console centrale, ispirata al Cybertruck, introduce un grande vano aperto, utile e moderno.
Il volante torna ad essere regolabile manualmente, e rientrano in gioco le classiche leve degli indicatori di direzione, amate dai puristi.



È una scelta pratica che semplifica la produzione e, in fondo, restituisce un’esperienza di guida più “umana”.
Dietro, il touchscreen posteriore da 8 pollici lascia il posto a semplici bocchette di ventilazione manuali. Una perdita accettabile, considerando che lo schermo principale da 15,4 pollici rimane al centro della plancia, gestendo tutto: infotainment, navigazione e funzioni dell’auto.
Ma la modifica più sorprendente è il nuovo tetto interno. Tesla ha deciso di sostituire il tradizionale vetro panoramico con un rivestimento fonoassorbente e un padiglione pieno, mantenendo la lastra di vetro solo all’esterno, una soluzione che riduce rumore e costi.
Motore, prestazioni e autonomia
La Model Y Standard utilizza un singolo motore elettrico montato sull’asse posteriore. La potenza è di 300 cavalli, sufficienti per garantire un’accelerazione brillante e un’ottima efficienza.
Il classico sprint da 0 a 100 km/h richiede 6,8 secondi, contro i 5,4 della versione Premium. Una differenza percepibile solo per chi cerca le massime prestazioni, ma del tutto irrilevante per la guida quotidiana.

La batteria da 69,5 kWh garantisce fino a 321 miglia (517 km) di autonomia con cerchi da 18 pollici, con quelli da 19, l’autonomia scende a 303 miglia (487 km). In entrambi i casi, Tesla promette una ricarica veloce fino a 225 kW ai Supercharger. Un valore leggermente inferiore ai 250 kW delle versioni Premium, ma più che adeguato per viaggi lunghi.
Il compromesso tecnico è stato raggiunto riducendo il numero di celle collegate in parallelo, il cosiddetto “P-count”. Un taglio di circa il 10% nella capacità effettiva, ma senza impatti reali sull’esperienza d’uso.
Model 3 Standard: sobrietà e continuità
Se la Model Y punta su spazio e versatilità, la Model 3 Standard rappresenta l’essenza della berlina elettrica.
Tesla non ha rivoluzionato il suo design, la linea rimane pulita e aerodinamica, con qualche dettaglio aggiornato.

Non essendoci mai state le barre luminose della Y, la carrozzeria non ha subito tagli estetici. L’unica novità evidente è una nuova telecamera frontale, destinata a tutta la gamma, che migliora il sistema di visione e assistenza alla guida.
I cerchi da 18 pollici sono di serie, mentre i cerchi 19 restano optional, come nella Y. Anche la tavolozza dei colori è identica, grigio gratuito, bianco e nero a pagamento.
Abitacolo rivisto con intelligenza
L’interno della Model 3 Standard segue la stessa filosofia, meno orpelli, più razionalità. I sedili in tessuto tecnico sostituiscono la pelle sintetica integrale, ma mantengono un’ottima qualità.




Il volante torna a regolazione manuale, e la leva delle frecce fa il suo ritorno, una scelta che molti apprezzeranno.
A differenza della Y, la berlina conserva il tetto in vetro panoramico, visibile dall’abitacolo. Questa decisione permette di mantenere quella sensazione di spaziosità tipica della Model 3, uno dei suoi punti di forza.
Dietro, sparisce il piccolo schermo secondario, ma restano prese USB e bocchette regolabili. In prima fila, invece, domina il grande display centrale, identico a quello della Model Y, che continua a essere il cuore digitale dell’auto.
Prestazioni e autonomia, numeri in evoluzione
Sotto la scocca, la Model 3 Standard condivide la stessa architettura tecnica della Model Y. La batteria da 69,5 kWh offre 519 km di autonomia con i cerchi da 18 pollici e 489 km con quelli da 19. Un risultato eccellente per un’auto che punta all’equilibrio tra efficienza e piacere di guida.
Il motore posteriore sviluppa 286 cavalli, ma qui entra in gioco un piccolo mistero. Tesla aveva già dichiarato la stessa potenza per la precedente Long Range RWD, eppure sostiene che la nuova Standard sia più lenta, 5,8 secondi da 0 a 100 km/h, contro i 4,9 secondi della Premium. Una discrepanza che ha fatto discutere gli appassionati, in attesa di un chiarimento ufficiale da parte della casa.
Prezzi, configurazioni e mercato
Tesla è nota per cambiare i prezzi con rapidità quasi imprevedibile. Per questo, il consiglio è sempre di verificare sul sito ufficiale Tesla prima di acquistare o configurare.
Al momento, però, i dati ufficiali parlano chiaro:
- Model 3 Standard parte da 38.630 dollari, con un risparmio di circa 5.500 dollari rispetto alla Premium.
- Model Y Standard costa 41.630 dollari, cioè 5.000 dollari in meno della versione superiore.
Due cifre che riportano Tesla nel segmento delle auto elettriche “raggiungibili”, un mercato dove la concorrenza si sta facendo agguerrita, da BYD a Hyundai.
Tesla torna “umana”
La strategia di Musk è chiara, offrire modelli che mantengono l’anima Tesla, tecnologia, efficienza, prestazioni ma con costi di ingresso più bassi. Una mossa intelligente in un contesto economico incerto, che potrebbe portare nuovi clienti verso il marchio.
Con Model 3 e Model Y Standard, Tesla dimostra che si può semplificare senza impoverire, rendendo l’esperienza elettrica più democratica.
Le prestazioni restano solide, l’autonomia eccellente e la qualità percepita più che dignitosa. In definitiva, queste nuove versioni non rappresentano una versione “al ribasso” di Tesla, ma un approccio più concreto e accessibile alla mobilità elettrica.
Cosa ne pensate di questa nuova strategia? Vi piacerebbe una Tesla più accessibile o preferite le versioni top di gamma anche in Italia?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.
