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Tesla Model 3, Summon alla prova tra garage e parcheggi
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Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=0fjsFJuRtuk

Tesla Model 3, Summon alla prova tra garage e parcheggi

4 min.

Far avanzare o arretrare una Tesla Model 3 usando lo smartphone può essere utile per entrare in un garage o uscire da un parcheggio stretto. La funzione Summon nasce proprio per queste manovre, ma l’esperienza sul campo mostra una tecnologia ancora condizionata dalla connessione, dalla distanza del telefono e dall’ambiente circostante.

Il collegamento con l’auto è il primo ostacolo

Il primo test è stato effettuato con la Model 3 all’interno di un garage. Nonostante il Bluetooth fosse attivo e sia il telefono sia l’auto potessero utilizzare una connessione, inizialmente l’app ha continuato a segnalare la disconnessione dal veicolo. Il passaggio alla rete LTE non ha risolto immediatamente il problema.

L’apertura e la successiva chiusura della portiera hanno consentito di ristabilire il collegamento. A quel punto, mantenendo il comando di marcia avanti sull’app, la Model 3 è uscita dal garage al primo tentativo. Questo episodio evidenzia un aspetto centrale: prima ancora della manovra, Summon dipende dalla capacità del telefono di comunicare correttamente con la vettura.

Il comando richiede inoltre che la chiave presente sul telefono si trovi entro il raggio d’azione previsto. Durante un’altra prova, il sistema ha chiesto di avvicinarsi alla vettura; ridotta la distanza, l’auto si è attivata immediatamente. Non è emersa però una soglia sempre replicabile, perché il comportamento è cambiato nelle diverse condizioni.

Avanti, indietro e arresto al rilascio del comando

In un parcheggio la funzione ha permesso di far arretrare la Model 3 all’interno di uno spazio, comandandola lateralmente rispetto all’auto. La stessa manovra è stata poi invertita per farla avanzare. Il funzionamento dell’interfaccia è diretto: l’utente tiene premuto il pulsante corrispondente alla direzione desiderata e, quando lo rilascia, la vettura si arresta.

Durante la prova, la fermata al rilascio è stata immediata. In presenza di una Mercedes davanti alla Model 3, invece, Summon si è rifiutato di proseguire oltre un certo punto. Il comportamento osservato suggerisce che il sistema avesse rilevato l’ostacolo, evitando di continuare la manovra.

La posizione della persona rispetto all’auto non ha prodotto risultati del tutto prevedibili. Summon ha funzionato stando accanto alla vettura in alcuni tentativi, mentre in altri sono comparsi messaggi di preparazione interrotta o di impossibilità ad avviare la funzione. Spostarsi davanti, dietro o lateralmente non ha fornito una soluzione valida in ogni situazione.

Le regolazioni disponibili per gli spazi stretti

Le impostazioni permettono di abilitare o disabilitare Summon e di personalizzarne il comportamento. Nel test risultavano regolabili lo spazio libero laterale, il margine sui paraurti e la distanza della manovra. È stata utilizzata anche l’integrazione con HomeLink per il garage.

La possibilità di ridurre i margini è particolarmente rilevante quando il box offre poco spazio. Nella configurazione provata, il margine sui paraurti era impostato a 20 centimetri perché il garage disponeva di circa 30 centimetri liberi. La distanza di Summon era invece regolata intorno a sette metri e mezzo. Sono parametri da impostare con attenzione, perché determinano quanto l’auto possa avvicinarsi ai limiti dello spazio disponibile.

Nei piazzali aperti il comportamento è meno costante

Il limite più evidente è emerso in un parcheggio ampio e senza ostacoli vicini. A circa quattro metri di distanza la funzione non si è avviata. Avvicinandosi, la vettura ha compiuto qualche movimento, ma non ha continuato con regolarità. Anche restando fermi a circa un metro, cambiando lato e riavviando il telefono, l’app ha ripetutamente segnalato l’impossibilità di utilizzare Summon.

Nell’esperienza del test, il sistema è apparso più affidabile negli ambienti delimitati, come un parcheggio stretto o un garage, e più incerto in uno spazio completamente aperto. Non è stato però possibile stabilire con certezza se questa differenza dipendesse dall’assenza di riferimenti, dalla connessione o da un’altra condizione non identificata.

Il rientro nel garage ha confermato questo quadro misto. Dopo un primo errore, la funzione si è avviata quando il telefono è stato portato accanto alla vettura. La Model 3 è entrata, ma con una traiettoria leggermente storta, tanto da rendere preferibile interrompere la manovra e parcheggiare manualmente.

La valutazione conclusiva del test è quindi positiva, ma non pienamente convincente. Nelle condizioni favorevoli Summon ha eseguito le manovre richieste e ha arrestato l’auto quando necessario; allo stesso tempo, i frequenti errori di collegamento e i tentativi falliti impediscono di considerarlo sempre prevedibile. La stima emersa dalla prova è di un’affidabilità vicina al 90%, riferita esclusivamente alle situazioni sperimentate. Trattandosi di una funzione indicata come beta, restano margini di miglioramento affidati alle successive versioni del software.

Una domanda per voi

Per una funzione come Summon conta di più la precisione della manovra o la costanza del collegamento tra smartphone e auto?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=0fjsFJuRtuk

Matteo Valenza

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Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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