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Tesla Model 3 Performance, 313 km in autostrada tra vento e velocità ridotta
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Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=JmxcbNWvUUU

Tesla Model 3 Performance, 313 km in autostrada tra vento e velocità ridotta

5 min.

Quanto può percorrere una Tesla Model 3 Performance in autostrada mantenendo, quando possibile, una velocità compresa tra 130 e 135 km/h? Il test si è concluso dopo 313,2 km, con 70 kWh utilizzati e un consumo medio indicato di 223 Wh/km. Il risultato, però, va letto insieme alle condizioni incontrate: pioggia, vento forte, riscaldamento e antiappannamento accesi, oltre a diverse riduzioni di velocità rese necessarie dalle previsioni del navigatore.

La batteria era al 99% alla partenza e l'itinerario prevedeva una prima tappa presso il Supercharger nell'area di Modena, senza collegare l'auto alla colonnina, per poi proseguire verso il Supercharger di Elnos. L'obiettivo non era simulare una percorrenza autostradale uniforme in condizioni ideali, ma verificare fino a che punto fosse possibile spingersi con un ritmo sostenuto e quanto fossero attendibili le indicazioni energetiche della vettura.

La prima tratta a 130-135 km/h

Nella prima parte del percorso la velocità è stata mantenuta quasi sempre tra 130 e 135 km/h, utilizzando l'Autopilot. Dopo 121 km, il computer di bordo indicava 30 kWh consumati e una media di 244 Wh/km. Il vento era ancora forte, la pioggia era appena terminata e il climatizzatore continuava a lavorare per riscaldare l'abitacolo e impedire l'appannamento dei vetri.

Dopo circa 155 km e un'ora e mezza di guida, il consumo medio risultava sostanzialmente stabile a 245 Wh/km. La batteria era al 47% e la previsione per l'arrivo alla prima tappa indicava il 46%, meno del 51% stimato inizialmente. Lo scarto mostra quanto la previsione possa cambiare quando alle condizioni atmosferiche sfavorevoli si aggiunge una velocità autostradale elevata e costante.

La ripartenza è avvenuta senza ricaricare. Dall'ultima ricarica risultavano percorsi 163 km, con 40 kWh utilizzati e una media di 245 Wh/km. Il navigatore indicava che la destinazione successiva sarebbe stata raggiungibile con circa il 5% residuo soltanto mantenendo una velocità inferiore a 125 km/h.

Il navigatore adegua velocità e previsione energetica

Durante il ritorno, il vento ha reso la previsione progressivamente più prudente. Il limite suggerito dal sistema è sceso prima sotto i 115 km/h e poi sotto i 110 km/h. Un breve tentativo di tornare a 130 km/h ha fatto comparire nuovamente l'avviso, seguito dall'indicazione che sarebbe stata necessaria una ricarica per raggiungere la destinazione.

Riducendo temporaneamente la velocità a 90 km/h, l'autonomia indicata è risalita fino a 100 km quando ne mancavano 71 all'arrivo. Portando nuovamente l'andatura a 115 km/h, la stima è invece scesa quasi subito a 91-92 km e il navigatore ha chiesto ancora di restare sotto i 110 km/h. È il passaggio più significativo della prova: la velocità si è dimostrata decisiva per recuperare margine senza effettuare una sosta.

Dopo 255 km, il dato complessivo era di 59 kWh consumati e 230 Wh/km. I 93 km percorsi dopo la sosta intermedia, affrontati in buona parte a velocità più contenuta, avevano invece prodotto una media di 204 Wh/km. Con l'aumento del margine stimato, negli ultimi 45 km la velocità è stata riportata gradualmente fino a 125 km/h.

Autopilot e limitazioni con poca batteria

Il test ha permesso anche di osservare la sequenza di avvisi dell'Autopilot quando il conducente non applica la forza richiesta al volante. Il sistema ha iniziato facendo lampeggiare in blu l'indicazione sul quadro, per poi attivare segnali acustici e un'icona con due mani rosse. Dopo i successivi avvertimenti, l'Autopilot è diventato indisponibile e la vettura ha iniziato a rallentare; la sequenza descritta comprende l'attivazione delle quattro frecce e l'arresto del veicolo.

Con la batteria ormai vicina alla parte bassa della carica, sul display sono comparsi anche i riferimenti a una limitazione dell'accelerazione. È un comportamento analogo, per rappresentazione grafica, alla riduzione della frenata rigenerativa osservata quando la batteria è completamente carica. In entrambi i casi, una serie di puntini segnala che la piena capacità del sistema non è disponibile.

Il risultato finale del test

L'arrivo al Supercharger è avvenuto dopo 313,2 km. Il computer di bordo riportava 70 kWh utilizzati, una media di 223 Wh/km e altri 5 kWh ancora disponibili. La prova, quindi, non si è conclusa con la batteria realmente esaurita, nonostante l'obiettivo iniziale fosse avvicinarsi allo 0%.

Il dato dei 313,2 km non rappresenta inoltre una percorrenza ottenuta mantenendo sempre 130 km/h. La prima metà è stata affrontata prevalentemente tra 130 e 135 km/h, mentre nella seconda parte è stato necessario alternare tratti a 90, 108, 110, 115 e 125 km/h. È proprio questa variazione a rendere utile il test: il navigatore ha aggiornato continuamente le indicazioni, lasciando al conducente la possibilità di recuperare autonomia attraverso una riduzione dell'andatura.

Al termine, la ricarica fino al 50% ha comportato una spesa indicata di 10,50 euro. Nell'esperienza sul campo è stata quindi ipotizzata una spesa di circa 21 euro per una ricarica completa, ricavata semplicemente raddoppiando il costo registrato al 50%. Anche questo valore resta legato alle condizioni specifiche della sessione di ricarica.

Una domanda per voi

In un lungo viaggio elettrico, quanto dovrebbe pesare la riduzione della velocità rispetto alla scelta di effettuare una sosta di ricarica?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=JmxcbNWvUUU

Matteo Valenza

di

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

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