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Tesla Model 3, come lavorano Autopilot e assistenza di corsia
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Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=T0-qhdKNt5c

Tesla Model 3, come lavorano Autopilot e assistenza di corsia

5 min.

Distrazione, stanchezza e valutazioni errate rappresentano alcuni dei rischi più difficili da eliminare durante la guida. Nella prova della Tesla Model 3 svolta nel maggio 2019, l'attenzione si è concentrata proprio sul modo in cui Autopilot e gli altri sistemi di sicurezza attiva possono affiancare il conducente, intervenendo anche quando la guida assistita non è stata inserita.

Telecamere, radar e lettura dell'ambiente

La Model 3 utilizza sensori radar e telecamere orientate verso la parte anteriore, laterale e posteriore della vettura. Le informazioni raccolte alimentano il sistema che interpreta l'ambiente circostante, riconoscendo la segnaletica orizzontale e distinguendo diverse categorie di utenti e veicoli, tra cui automobili, furgoni, autobus, camion, motociclette, biciclette e pedoni.

Durante il test, la rappresentazione sullo schermo centrale ha seguito con una buona corrispondenza i mezzi effettivamente presenti intorno all'auto. Questa visualizzazione non ha soltanto una funzione grafica: mostra ciò che il sistema sta identificando e permette al conducente di comprendere quali elementi siano entrati nel campo di analisi della vettura.

Secondo quanto emerso nella prova, il monitoraggio rimane operativo anche con Autopilot disattivato. La disponibilità continua dei sensori è importante perché alcune funzioni di sicurezza non richiedono un'attivazione preventiva da parte dell'utente. Il sistema può quindi sorvegliare la posizione nella corsia e valutare i veicoli circostanti mentre il controllo ordinario resta nelle mani di chi guida.

La correzione automatica quando si supera la linea

L'aggiornamento firmware esaminato aveva introdotto una funzione capace di intervenire quando la Model 3 si avvicina alla linea di demarcazione e tenta di oltrepassarla senza che sia stato azionato l'indicatore di direzione. In modalità automatica, l'auto applica una correzione allo sterzo per riportarsi nella propria corsia, accompagnando l'intervento con una segnalazione grafica e acustica.

Il funzionamento è stato verificato direttamente su strada: avvicinandosi alla linea senza utilizzare la freccia, la Model 3 ha corretto autonomamente la traiettoria senza un intervento manuale sul volante. Il test rappresenta un riscontro circoscritto e non consente di valutare ogni possibile condizione, ma chiarisce in modo concreto lo scopo della tecnologia: contrastare un'uscita involontaria dalla corsia dovuta, per esempio, a distrazione o stanchezza.

È disponibile anche una modalità di solo avvertimento. In questo caso la linea viene evidenziata sul display, mentre il volante vibra, ma la vettura non corregge autonomamente la direzione. L'uso dell'indicatore disabilita l'intervento perché comunica al sistema che lo spostamento laterale è intenzionale. La distinzione è essenziale per evitare che l'assistenza contrasti un cambio di corsia regolarmente segnalato.

Autopilot assiste, ma non sostituisce il conducente

Quando viene attivato, Autopilot mantiene la posizione nella corsia, gestisce accelerazione e rallentamento in funzione del traffico e consente di impostare la distanza dal veicolo che precede. Nella prova è stata inoltre evidenziata la capacità del radar di considerare ciò che accade oltre il mezzo immediatamente davanti, offrendo al sistema ulteriori elementi per valutare un possibile rallentamento.

Queste capacità non trasformano però la Model 3 in un mezzo privo di supervisione. Nel corso del test, l'auto ha richiesto periodicamente la presenza delle mani sul volante e avrebbe disattivato l'assistenza in assenza di riscontro. Il rischio principale è che la familiarità con il sistema induca il conducente ad affidargli compiti superiori a quelli previsti. L'assistenza può alleggerire il carico di lavoro, soprattutto in coda o nei trasferimenti autostradali, ma l'attenzione sulla strada resta necessaria.

La guida richiede infatti di coordinare volante e pedali, leggere la segnaletica, osservare la circolazione e reagire agli imprevisti. Anche un pensiero può diventare una fonte di distrazione, senza che sia necessariamente coinvolto uno smartphone. Un sistema automatico non prova stanchezza o emotività, ma lavora sulla base dei dati disponibili: proprio per questo deve essere considerato un supporto e non un'autorizzazione a smettere di controllare.

Il ruolo della sicurezza attiva

Il confronto con l'esperto di autoscuole Simone Torresan ha ricordato anche la distinzione fra sicurezza passiva e attiva. La cintura interviene per limitare le conseguenze di un impatto; tecnologie come il mantenimento della corsia e la regolazione automatica della distanza cercano invece di prevenire o ridurre il rischio che l'incidente si verifichi.

Nel materiale analizzato viene citato, per l'Italia, un dato di circa 3.400 vittime stradali nel 2017, con pedoni e motociclisti indicati fra gli utenti più vulnerabili. La prospettiva discussa è quella di una diffusione dei sistemi di assistenza anche su categorie di veicoli meno costose e sui mezzi pesanti, dove le conseguenze di un impatto possono essere particolarmente gravi.

Resta centrale anche la formazione. La presenza di funzioni automatiche non elimina la necessità di comprenderne attivazione, limiti e segnali. Più aumenta la capacità dell'auto di intervenire, più diventa importante che chi guida sappia distinguere una protezione sempre operativa da una funzione assistita che richiede supervisione continua. La tecnologia può correggere alcuni errori, ma il suo valore dipende anche da un utilizzo consapevole.

Una domanda per voi

I sistemi di assistenza alla guida possono ridurre la distrazione senza indurre il conducente ad affidarsi troppo all'automazione?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=T0-qhdKNt5c

Matteo Valenza

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Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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