
di Andrea Cornali
Tesla chiede annullamento verdetto da 243 mln $ su Autopilot
Tesla ha ufficialmente chiesto al tribunale della Florida di annullare il verdetto di risarcimento da 243 milioni di dollari legato a un incidente mortale del 2019. Si tratta del primo processo concluso con una condanna per responsabilità legata all’uso dell’Autopilot, dopo anni di accordi extragiudiziali che avevano evitato sentenze definitive.
La mozione depositata dagli avvocati dell’azienda, lunga 71 pagine, punta a ribaltare la decisione, ridurre i danni riconosciuti oppure ottenere un nuovo processo. Tesla sostiene che durante il procedimento siano stati commessi gravi errori legali e probatori capaci di influenzare negativamente il giudizio della giuria.
L’incidente del 2019
Il caso nasce da un drammatico episodio avvenuto in Florida nel 2019. Il conducente di una Tesla Model S, distratto dal cellulare caduto sul pavimento, non si fermò allo stop di un incrocio a T. La vettura si schiantò contro una Chevrolet Tahoe parcheggiata, che a sua volta colpì due pedoni: uno morì, l’altro rimase gravemente ferito.
Al termine del processo, il tribunale stabilì che il conducente fosse responsabile per il 67% dell’accaduto e Tesla per il 33%. Oltre ai danni compensativi, all’azienda vennero imposti 200 milioni di dollari di danni punitivi, cifra che Tesla considera eccessiva e sproporzionata.
Le argomentazioni di Tesla
Nella mozione, Tesla ribadisce che la Model S del 2019 non fosse difettosa e che nessun sistema automobilistico, all’epoca, avrebbe potuto evitare l’incidente. L’azienda sottolinea di aver fornito avvisi chiari e ripetuti sull’uso dell’Autopilot, anche se dal punto di vista legale non sarebbe stato necessario.
Secondo Tesla, il verdetto si basa su prove ammesse impropriamente, dati ritenuti poco attendibili, dichiarazioni di Elon Musk estrapolate dal contesto e riferimenti a incidenti non comparabili. L’azienda accusa inoltre i querelanti di aver spinto la giuria a credere a un insabbiamento dei dati, accusa che Tesla definisce infondata.

Il cuore della disputa
L’elemento più contestato da Tesla riguarda l’ammissione in aula di prove che, a suo dire, avrebbero condizionato la giuria con pregiudizi ingiustificati. Tra queste, spicca la trascrizione di un podcast in cui un esperto affermava che Tesla avesse nascosto informazioni tecniche.
Gli avvocati dell’azienda sostengono che tali affermazioni abbiano compromesso la percezione della giuria, rendendola ostile nei confronti di Tesla. Inoltre, l’uso in tribunale delle dichiarazioni di Musk sull’Autopilot, considerate irrilevanti, secondo la difesa rischierebbe di scoraggiare l’intero settore tecnologico dal condividere visioni e previsioni sul futuro.
Il tribunale dovrà ora valutare la richiesta di Tesla, annullare il verdetto, ridurre i risarcimenti oppure avviare un nuovo processo. La vicenda rappresenta un banco di prova cruciale non solo per Tesla, ma per tutto il settore della guida autonoma, ancora al centro di dibattiti giuridici, etici e tecnologici.
Secondo voi Tesla riuscirà a ribaltare questo verdetto o il caso segnerà un precedente importante per la responsabilità della guida autonoma?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.
