

di Gianfranco Franzoni
Tesla archivia Model S e X e punta su robot e guida autonoma
Tesla ha annunciato la fine dei suoi primi modelli di punta, la berlina Model S e il SUV Model X. Di conseguenza, segna una svolta strategica che sposta il baricentro dell’azienda verso robotica, intelligenza artificiale e guida autonoma. La decisione è stata conferma un cambio di priorità già evidente nelle dichiarazioni del CEO Elon Musk.
La Model S, lanciata nel 2012, ha rappresentato il primo vero banco di prova della credibilità di Tesla nel settore delle auto elettriche. La Model X, arrivata nel 2015, ha seguito la stessa traiettoria. Entrambi i modelli usciranno di scena nel prossimo trimestre, con una cessazione graduale della produzione. Musk ha parlato di una chiusura “onorabile”.
Stabilimento di Fremont - Solo robot Optimus
Lo stabilimento di Fremont, in California, che ha prodotto Model S, Model X e le prime Model 3, verrà riconvertito. La fabbrica sarà destinata alla realizzazione dei robot umanoidi Optimus, considerati da Musk uno degli assi portanti del futuro di Tesla.
Secondo il CEO, in prospettiva ci saranno miliardi di robot umanoidi nel mondo e la domanda sarà universale. Tuttavia, alcune previsioni passate sono state ridimensionate. Un anno fa Musk aveva ipotizzato la presenza di migliaia di robot Optimus già operativi sulle linee produttive Tesla.
Durante la call ha ammesso che questo non è avvenuto.

All’apertura dell’incontro con gli investitori, Musk ha spiegato anche l’aggiornamento della missione aziendale.
Tesla punta a un’“abbondanza straordinaria”, resa possibile dalla crescita dell’AI e della robotica.
Elon Musk, CEO di Tesla
In questo scenario, Musk immagina un futuro di “reddito elevato universale”, più che di reddito di base. Il percorso sarà complesso, ma questa resta, a suo giudizio, l’evoluzione più probabile.
Scelta contestata per xAI
In parallelo, Tesla ha annunciato un investimento di 2 miliardi di dollari (circa 1,84 miliardi di euro) nella società privata xAI, fondata dallo stesso Musk. La scelta ha sollevato polemiche, anche perché alcuni azionisti hanno avviato azioni legali sostenendo una possibile violazione dei doveri fiduciari. Inoltre, in passato Musk aveva affermato che Tesla non avesse bisogno di quella specifica tecnologia.
Un altro pilastro della strategia è rappresentato dai robotaxi. Musk sta spingendo per ottenere autorizzazioni normative in nuove città statunitensi. Al momento, però, i veicoli completamente senza conducente non sono autorizzati a San Francisco e operano solo in numero limitato ad Austin, Texas.
https://elettronauti.it/elettrowiki-robotaxi/

Nonostante questo, Musk prevede che entro fine anno l’approvazione per auto totalmente autonome possa arrivare in fino alla metà degli Stati Uniti. Grazie a questa visione, Tesla sta rafforzando anche il comparto energetico.
L’azienda punta non solo a distribuire, ma anche a produrre sistemi di accumulo, oltre a realizzare 100 GW di celle solari.
Parte di questa capacità servirà ad alimentare i grandi data center necessari per le ambizioni sull’AI, inclusi quelli che Musk ipotizza possano operare persino nello spazio.
Nuove fabbriche e cambio di produzioni
Nel complesso, Tesla prevede investimenti per 20 miliardi di dollari nell’attuale esercizio. Le risorse saranno destinate a nuove fabbriche per batterie, solare, robot, il camion elettrico Semi e il Cybercab.
Per quanto riguarda il Cybertruck, il pick-up elettrico che ha registrato vendite inferiori alle attese e recensioni contrastanti, Musk ha ipotizzato un possibile utilizzo nel trasporto merci urbano.
Secondo il CEO, un Cybertruck autonomo potrebbe risultare efficace per le consegne locali all’interno delle città.
Durante l’ora di call con gli investitori, le auto elettriche tradizionali hanno avuto uno spazio limitato.
Il focus è rimasto su AI, robotica, Full Self-Driving, accumulo energetico, batterie e solare.

I numeri finanziari mostrano un contesto complesso. Infatti nel 2025 le vendite globali di veicoli elettrici Tesla sono diminuite del 9%, mentre i ricavi automotive sono scesi dell’11%. Il quarto trimestre ha superato le aspettative con 24,6 miliardi di dollari di fatturato. Tuttavia, il totale annuo di 94,8 miliardi di dollari rappresenta il primo calo annuale nella storia dell’azienda. L’utile netto è crollato del 61%.
La strategia di Tesla sembra quindi spostarsi con decisione dall’auto elettrica come prodotto centrale a un ecosistema basato su autonomia, robot e infrastrutture energetiche. Questa scommessa riuscirà a compensare il rallentamento del business automotive e a convincere investitori e regolatori, secondo voi?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.
