Terna: collegamento sottomarino da 1GW tra Italia e Grecia
Terna realizzerà una nuova linea di interconnessione sottomarina ad alta tensione in corrente continua (HVDC) tra Italia e Grecia, per garantire una maggiore affidabilità di scambio tra i due Paesi e favorire una maggiore interazione delle fonti rinnovabili.
Il nuovo collegamento andrà a raddoppiare la prima linea di interconnessione tra i due Paesi entrata in esercizio nel 2002.
L'opera rafforzerà l'Italia come hub energetico nel mediterraneo aumentando la capacità di trasporto di energia con la Grecia ed in paesi europei confinanti.
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Il progetto di Terna: due cavi sottomarini da 1 gigawatt
Il collegamento ad alta tensione in corrente continua sarà composto da due cavi sottomarini di 250 chilometri con potenza fino a 1.000 MW (1 gigawatt) ad una tensione di 500 kV (500.000 V) .
Essendo in configurazione bipolare ciascun polo sarà in grado di trasportare fino a 500 MW.

La profondità di posa sarà nell'ordine di 700-800 metri di colonna d'acqua e dove possibile i cavi saranno interrati nel fondale marino grazie ad una macchina a getti d'acqua che minimizza l'impatto sull'ambiente, nel rispetto dell'ecosistema marino.
In territorio italiano verranno posati due cavi terrestri in corrente continua per 50Km, ad unire il punto di approdo situato a Melendugno fino a Galatina, passando per Soleto, Sternatia, Martignano, Calimera e Carpignano Salentino, tutti in provincia di Lecce.
A Galatina sorgerà una nuova stazione di conversione collegata alla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) attraverso un cavo interrato in corrente alternata.

A seguito dell'ottenimento di tutte le autorizzazioni di tipo ambientale, geologico e catastale, i tempi tecnici per la realizzazione dell'opera sono stimati in circa 5 anni.
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Benefici dell'opera
Grazie a quest'opera ci sarà un più efficiente scambio di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili con riduzione del fenomeno della "sovrapproduzione".
Per funzionare il sistema elettrico deve essere bilanciato tra produzione e domanda di energia elettrica, ma quando la produzione è maggiore della domanda (sovrapproduzione) occorre fermare alcuni impianti; ecco il motivo per cui capita di vedere in certi momenti le pale eoliche ferme.
Con questo collegamento bidirezionale sarà possibile trasferire l'energia prodotta in eccesso verso uno dei due Paesi e a loro volta verso i Paesi confinanti, attraverso i collegamenti via terra già esistenti.
Riducendo il fermo impianto ci sarà un incremento dei benefici per il produttore ma anche per il consumatore, che potrà beneficiare di energia elettrica a costi più bassi e prodotta in modo rinnovabile.


La prima interconnessione tra Italia e Grecia nel 2002
L'opera entrata in funzione nel 2002 è stata la prima interconnessione ad alta profondità con l'estero realizzata in Italia.
Il collegamento a 400 kV (400.000V) in corrente continua è in grado di trasportare fino a 500 MW (megawatt) e si sviluppa su oltre 300Km, di cui 160 sottomarini con profondità massima di 1.000 metri.
Nella parte italiana ci sono 43Km di collegamento terrestre tra Otranto, il punto di approdo, e la stazione elettrica di Galatina; in territorio greco ci sono 110 Km di linee aeree tra Aetos e la stazione elettrica di Arachthos.
Grazie a questo collegamento l'Italia ha contribuito a supportare il gestore delle rete greco nelle punte di carico estive che si sono verificate durante i giochi olimpici ad Atene nel 2004.
Ad oggi sono diversi i cavidotti sottomarini realizzati da Terna o in programma, tra cui il SA.PE.I (Sardegna-Penisola Italiana) in funzionamento a pieno regime dal 2011, il collegamento tra Italia e Montenegro attivo dal 2019, il Tyrrhenian Lynk che collegherà Sicilia, Sardegna e penisola italiana, o il TUNITA, che collegherà l'Italia alla Tunisia.

Eri a conoscenza di queste complesse opere ingegneristiche subacquee realizzate da Terna?
di
Lorenzo Costamagna

