

di Matteo Valenza
https://www.youtube.com/watch?v=Vc_f-yuPmfU
Tate, energia rinnovabile e gestione digitale per ricaricare la Tesla
Ricaricare un'auto elettrica con energia proveniente da fonti rinnovabili, controllare più facilmente i costi e gestire il contratto senza documenti cartacei: sono le ragioni alla base del passaggio a Tate come nuovo fornitore di energia elettrica. La scelta nasce da un caso domestico caratterizzato da consumi elevati, con una spesa indicativa di circa 350 euro a bimestre e numerosi dispositivi alimentati ogni giorno.
Oltre alla Tesla Model 3, il carico comprende apparecchi per la domotica, telecamere, stampanti 3D, illuminazione dello studio, computer e attrezzature per la produzione di contenuti. L'abitazione non utilizza il gas e dispone anche di un piano a induzione. In un contesto simile, la fornitura elettrica non è soltanto una voce della bolletta, ma l'infrastruttura energetica dalla quale dipendono casa, lavoro e mobilità.
Una potenza da 6 kW per casa e automobile
La potenza disponibile era inizialmente di 3 kW, ma l'impiego contemporaneo di elettrodomestici come forno, lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie e asciugacapelli ha reso necessario il passaggio a 4,5 kW. Con l'arrivo della Tesla Model 3, la potenza è stata portata a 6 kW, così da riservarne una parte alla ricarica dell'auto e sfruttare una disponibilità maggiore nelle ore notturne.
Il contatore risultava già dimensionato per questa potenza, circostanza che ha limitato gli interventi richiesti. Rimangono costi superiori rispetto a una fornitura meno potente, ma la scelta è stata considerata necessaria per evitare frequenti distacchi quando più utenze lavorano contemporaneamente. È un aspetto concreto per chi vuole integrare un'auto elettrica in una casa già ricca di carichi energivori.
Contratto e bollette gestiti tramite applicazione
Tate propone una gestione completamente digitale delle utenze. Il passaggio richiede una vecchia bolletta, dalla quale recuperare il codice POD, il codice fiscale e un metodo di pagamento. Oltre all'IBAN, sono indicati carte di credito o debito, PayPal e Google Pay. La procedura avviene nell'applicazione e l'autorizzazione viene completata attraverso un codice inviato sul telefono, utilizzato come token di sicurezza.
Per effettuare il cambio è necessario disporre di un'utenza già attiva oppure di un contatore già installato. Il contratto descritto non è vincolante e lascia quindi la possibilità di cambiare nuovamente fornitore. Tate si occupa del contatto con il precedente gestore e l'avanzamento della pratica può essere seguito tramite l'applicazione, senza interruzioni della fornitura elettrica.
La piattaforma permette inoltre di riunire più utenze nello stesso account. Questa funzione può essere utile per amministrare non soltanto la propria fornitura, ma anche quella di familiari che hanno meno familiarità con gli strumenti digitali. La gestione centralizzata consente di consultare contratti e costi senza utilizzare applicazioni o credenziali separate per ogni abitazione.
Prezzo variabile o tariffa monoraria
Un altro elemento rilevante è la frequenza della fatturazione: le bollette arrivano ogni mese invece che ogni due mesi. In presenza di consumi importanti, questa cadenza rende più puntuale il controllo della spesa e permette di valutare più rapidamente l'impatto delle stampanti 3D, della ricarica dell'auto e degli altri dispositivi sempre attivi.
La proposta illustrata comprende una tariffa a prezzo variabile, con accesso allo stesso prezzo di acquisto dell'energia all'ingrosso, oppure una soluzione monoraria a prezzo fisso, basata sul prezzo che il gestore riesce a contrattare. Nel caso esaminato, la tariffa variabile e la suddivisione in fasce sono state ritenute più coerenti con la presenza di apparecchi utilizzati anche di notte, come l'auto elettrica e le stampanti 3D.
La struttura dei costi prevede una quota mensile legata alla potenza del contatore, indicata in 95 centesimi per kW. Con una fornitura da 6 kW, il calcolo porta a circa 5,70 euro al mese. Per valutare la convenienza complessiva sarà comunque determinante osservare le bollette effettive e confrontare il costo finale con quello sostenuto in precedenza.
Energia rinnovabile per la mobilità elettrica
Il terzo criterio della scelta riguarda l'origine dell'energia, dichiarata al 100% da fonti rinnovabili. Per chi utilizza una Tesla Model 3, la provenienza dell'elettricità impiegata nella ricarica diventa parte integrante della valutazione ambientale: non conta soltanto il tipo di propulsione dell'automobile, ma anche come viene prodotta l'energia che la alimenta.
Nel complesso, il cambio di gestore risponde quindi a tre esigenze precise: ridurre la spesa, ottenere un controllo più frequente delle bollette e collegare la ricarica dell'auto a una fornitura da fonti rinnovabili. L'applicazione e la procedura digitale semplificano la parte amministrativa, mentre il vero riscontro economico potrà arrivare soltanto dall'analisi dei consumi e delle fatture successive al passaggio.
Una domanda per voi
Per chi ricarica un'auto elettrica soprattutto di notte, è preferibile una tariffa variabile per fasce o una soluzione monoraria a prezzo fisso?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Vc_f-yuPmfU

di
Matteo Valenza
https://bit.ly/m/MatteoValenza
Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

![[TEST] Banner Arancione](https://elettronauti.fra1.digitaloceanspaces.com/media/test-banner-arancione.png)
![[TEST] Banner Rosso](https://elettronauti.fra1.digitaloceanspaces.com/media/test-banner-rosso.png)
