

di Federico Fumagalli
Stop definitivo a benzina e diesel dal 2035!
Finalmente il Parlamento Europeo si è deciso in merito al divieto di vendita delle auto con motorizzazione diesel o benzina a partire dal 2035.
É un argomento che è stato spesso discusso nei bar di quartiere, negli studi televisivi e nelle camere parlamentari.
Ed é proprio nel Parlamento Europeo che ieri, 14 Febbraio 2023, si è ridiscussa la legge. Alla fine è emerso, con 340 voti favorevoli, 279 voti contrari e 21 astenuti, che lo stop ai motori termici si farà.
Quasi la metà i contrari
Le varie destre europee si sono spesso espresse in maniera contraria allo stop alla vendita delle auto con motorizzazioni benzina e diesel entro il 2035. Ha fatto discutere l'intervento recente della premier italiana Meloni. Insieme ad altri esponenti di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega, il Premier Giorgia Meloni ha da sempre non solo difeso l'auto con il motore a scoppio in quanto tale, ma soprattutto in quanto rappresentazione di quella filiera automotive di cui l'Italia è stata all'avanguardia nelle scorse decadi.
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In tutta Europa gli esponenti di destra hanno cercato di ritardare l'inevitabile cambiamento alla tecnologia elettrica per paura. O meglio, instillando paura. La paura di perdere i posti di lavoro. La paura del nemico cinese. O la paura, forse, di non poter e saper competere in un campo che si è sempre tentato di evitare.
C'è da sapere che la nostra Premier aveva detto NO all'Europa riguardo a questo cambiamento. Forse cercando di racimolare qualche voto, anche sapendo di non poter cambiare una legge europea senza uscire dall'Europa.
La paura del cambiamento
La cosa che ci perplime, come redazione, è il fatto che gente che dovrebbe decidere il nostro futuro sia così miope da non vedere oltre il proprio naso. Hanno fomentato paure comprensibili se si fosse ancora nel 2003...
Non capire nel 2023 le possibilità date da questo epocale cambiamento mostra una miopia od una convenienza di parte.
Si guarda sempre a cosa si perde ma non a cosa si guadagna. Vengono urlati nelle piazze i posti di lavoro che verranno a mancare "a causa" del passaggio alla mobilità elettrica, e non i nuovi posti di lavoro favoriti da questo tipo di nuova mobilità. Spesso si parla proprio di lavori che prima non esistevano.
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L'invasione cinese
Per ultimo, molti hanno cercato di rimandare oltre il 2035 per paura di un'evasione cinese di nuovi marchi automobilstici. Perché la colpa è ovviamente loro se sono più avanti, non nostra che abbiamo aspettato solo ora ad affacciarci a questo mondo.
Ovviamente la colpa non è loro, quando abbiamo delocalizzato nel secolo scorso in ragione di costi più bassi e di opportunità d'ingresso in un mercato, quello cinese, che portava a miliardi di Dollari di proventi.
Fit for 55
Fortunatamente però la maggioranza del consiglio europeo ha vedute più lunghe. Questa legge rientra tra quelle del piano "Fit for 55". Secondo questa normativa, il target europeo è quello di ridurre le emissioni dell'intera Unione Europea almeno del 55% entro il 2030, e del 100% entro il 2050.

Quindi questa norma è di vitale importanza se si pensa che il settore dei trasporti su gomme è responsabile del 70% della CO2 prodotta da tutto il settore dei trasporti.
Favorevoli o contrari con questa legge che pone il 2035 come deadline per i motori a scoppio?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!


