
di Andrea Cornali
Stellantis valuta cessioni e alleanze con la Cina
Il gruppo Stellantis accelera la revisione industriale in Europa e punta a ridurre la sovraccapacità produttiva attraverso accordi strategici con partner internazionali, con particolare attenzione ai costruttori cinesi.
Secondo fonti vicine al dossier, l’azienda avrebbe individuato quattro stabilimenti europei potenzialmente coinvolti in operazioni di vendita o condivisione, aprendo così a scenari industriali completamente nuovi per il settore automobilistico continentale.
Stabilimenti nel mirino tra Francia, Italia e Spagna
Tra i siti considerati figurano Rennes in Francia, Madrid in Spagna e Cassino in Italia, tutti impianti strategici ma oggi influenzati da una domanda ancora debole rispetto ai livelli pre-pandemia.
La sovraccapacità produttiva rappresenta una delle principali sfide per Stellantis, che gestisce circa 20 stabilimenti in Europa e si posiziona come secondo costruttore dopo Volkswagen Group.
Secondo quanto emerso, il gruppo avrebbe già informato i governi di Francia e Italia della necessità di intervenire su almeno quattro siti, senza tuttavia prendere decisioni definitive.
Le trattative restano aperte e potrebbero evolversi rapidamente, ma al momento non esiste alcuna certezza sulla chiusura o cessione di impianti specifici.
Dongfeng e il ritorno della partnership industriale
Tra i protagonisti delle trattative emerge la cinese Dongfeng Motor Corporation, i cui rappresentanti hanno recentemente visitato diversi stabilimenti europei del gruppo, inclusi Rennes e Madrid.
La visita si inserisce in un contesto più ampio che riguarda la possibile ripresa della collaborazione tra Stellantis e Dongfeng, dopo le difficoltà incontrate nella precedente joint venture in Cina.
L’ipotesi sul tavolo prevede una produzione condivisa tra Europa e Cina, con benefici reciproci sul piano industriale e tecnologico.
Altri produttori cinesi, secondo indiscrezioni, avrebbero manifestato interesse per gli asset europei, aprendo alla possibilità di accordi multipli con diversi operatori.

Tecnologia e capacità produttiva al centro delle trattative
Uno degli elementi chiave delle negoziazioni riguarda lo scambio tra capacità produttiva inutilizzata e accesso a tecnologie avanzate, un tema sempre più centrale nella trasformazione del settore automotive.
Le discussioni includono diverse opzioni, tra cui la condivisione degli impianti per sfruttare meglio le linee produttive esistenti oppure la cessione diretta di uno o più stabilimenti.
Questa strategia permetterebbe a Stellantis di ridurre i costi e, allo stesso tempo, accelerare l’innovazione tecnologica grazie ai partner asiatici.
Impatti politici e occupazionali in Europa
Qualsiasi accordo con aziende cinesi sarà sottoposto a un attento esame politico, soprattutto in Francia, dove il presidente Emmanuel Macron si avvicina a una fase elettorale delicata.
In Italia, invece, il governo guidato da Giorgia Meloni ha mostrato apertura verso investitori stranieri disposti a rafforzare il tessuto industriale.
Parallelamente, Stellantis ha già avviato un processo di riorganizzazione, che include la riconversione dello stabilimento di Poissy e possibili riduzioni di personale.
Le tensioni sociali non si sono fatte attendere, con sindacati pronti a mobilitarsi per difendere l’occupazione e l’indotto locale.

Una strategia per evitare chiusure drastiche
Il presidente John Elkann e il CEO Antonio Filosa stanno lavorando a una soluzione che consenta di evitare chiusure dirette, storicamente costose e politicamente sensibili.
Distribuire gli interventi su più Paesi rappresenta una scelta strategica per limitare l’impatto sociale e mantenere l’equilibrio industriale europeo.
La revisione complessiva delle attività sarà presentata nel prossimo capital markets da, evento atteso dagli investitori per comprendere la direzione futura del gruppo.
Nel frattempo, il mercato resta complesso e la domanda automobilistica continua a essere inferiore ai livelli pre-pandemia, rendendo inevitabili decisioni strutturali per garantire la sostenibilità del business nel lungo periodo.
Secondo te Stellantis dovrebbe aprirsi ai partner cinesi o difendere la produzione europea?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.


