

di Gianfranco Franzoni
Stellantis svalutata di 22 miliardi e rivede piano sulle auto elettriche
Stellantis, tra i maggiori gruppi automobilistici mondiali, ha annunciato una svalutazione di 22 miliardi di euro nel secondo semestre 2025.
La decisione rientra in una revisione ampia della strategia sulle auto elettriche. Inoltre, il gruppo ha avviato la dismissione o l’abbandono di diverse iniziative legate alla produzione di batterie.
Un “reset” strategico verso la redditività
L’azienda ha definito l’operazione un “reset” necessario.
L’obiettivo dichiarato è riallinearsi alle preferenze reali dei clienti e sostenere una crescita profittevole.
Secondo Stellantis, la transizione energetica è stata sovrastimata nei tempi.
Di conseguenza, l’offerta si sarebbe allontanata dalle esigenze concrete di molti automobilisti, in termini di costi e utilizzo quotidiano.
Il gruppo afferma di voler restare in prima linea nello sviluppo di auto elettriche. Tuttavia, la produzione sarà guidata dalla domanda effettiva e non da obiettivi imposti.
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Più ibride negli Stati Uniti, stop a progetti chiave

In parallelo, Stellantis sta rafforzando l’offerta di modelli ibridi, in particolare negli Stati Uniti. I marchi Jeep e Chrysler avranno un ruolo centrale in questa fase.
È stato inoltre cancellato il progetto della versione elettrica del RAM 1500.
La società ha anche ceduto la propria quota del 49% in NextStar Energy, produttore di batterie in Ontario, al partner di joint venture LG Energy Solution.
Per conoscere il peso futuro delle auto a batteria nel portafoglio del gruppo, bisognerà attendere il nuovo piano strategico. La presentazione è prevista a maggio.
Il confronto con Ford e il mercato nordamericano
La scelta di Stellantis riflette una tendenza osservata tra costruttori con forte esposizione al mercato nordamericano.
Nel dicembre scorso, Ford Motor Company ha annunciato una svalutazione di 19,5 miliardi di dollari, pari a circa 18 miliardi di euro. Anche Ford ha rivisto i propri piani sulle auto elettriche, tornando a concentrarsi su motori termici e ibridi. Tra le decisioni più rilevanti figura lo stop al programma F-150 Lightning.
Ford ha ammesso difficoltà nel competere con i produttori cinesi di veicoli elettrici. Questo elemento evidenzia la pressione crescente esercitata dall’industria asiatica.

Cina ed Europa in controtendenza
In Cina, le immatricolazioni di BEV sono cresciute costantemente nel 2025. A dicembre sono state vendute 1.108.000 unità. Nell’intero anno, le vendite di NEV, che includono elettriche pure, ibride plug-in e veicoli a celle a combustibile, hanno raggiunto 16,49 milioni di unità. L’incremento su base annua è stato del 28,2%.
Anche nell’Unione europea si registra una crescita. Le elettriche a batteria hanno rappresentato il 17,4% delle nuove immatricolazioni nel 2025. Nel 2024 la quota era del 13,6%. Nello stesso periodo, il mercato complessivo dell’auto è cresciuto solo dell’1,8%.
Prospettive per la mobilità elettrica
Il ridimensionamento di Stellantis apre interrogativi sul futuro della transizione energetica nel settore automotive. Da un lato emergono difficoltà industriali e finanziarie. Dall’altro, i mercati asiatici ed europei mostrano dinamiche ancora favorevoli alle auto a zero emissioni.
Secondo voi, la scelta di rallentare sulle BEV è una strategia prudente o un rischio competitivo nel medio periodo?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.