
di Lorenzo Costamagna
Stellantis e Ample collaborano per il "Battery Swap"
Il gruppo italo-francese Stellantis ha firmato un accordo con la start-up americana Ample per adottare il "battery Swap", il sistema di sostituzione della batteria.
Questo accordo prevede l'implementazione della soluzione "Modular Battery Swapping" all'interno dei veicoli elettrici di Stellantis, e i primi test inizieranno a partire dal 2024 su una flotta di 100 Fiat 500e impiegate nel servizio di car sharing Free2move a Madrid.
Le batterie modulari di Ample permetterebbero a Stellantis di sostituire le batterie originali dei suoi veicoli elettrici senza dover ri-progettare da zero le piattaforme, e i tempi tecnici per la realizzazione delle stazioni di scambio in aree pubbliche sono di tre giorni.
In seguito alle prime fasi iniziali di test, le due aziende puntano ad espandere questa tecnologia anche su altre aree geografiche e su altre piattaforme.
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Cos'è il Battery Swap e come funziona?

Il "Battery Swap", tradotto in italiano come "scambio della batteria", è un sistema che prevede la sostituzione della batteria scarica con un'altra batteria già carica, al posto del tradizionale processo di ricarica della batteria presso le colonnine pubbliche.
Il suo funzionamento si basa innanzitutto sulla presenza di un'infrastruttura di stazioni di scambio, che contengono al loro interno le batterie e provvedono a ricaricarle quando queste sono scariche oppure non utilizzate.
L'utente che deve effettuare il "rifornimento" si reca presso una stazione, ed un sistema automatizzato provvede a smontare la batteria scarica e a rimontarne una carica.
Ample dichiara che la sostituzione del pacco batteria avviene in circa cinque minuti.


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Pro e contro
il grande "pro" di questa tecnologia è portato sicuramente dal tempo impiegato per la sostituzione della batteria, inferiore al tradizionale processo di ricarica.
In un'ottica complessiva occorre però valutare che il processo di ricarica "fast" sulle attuali vetture elettriche risulta sempre più veloce ed efficiente, tanto che su molte auto anche di fascia media, è già possibile ricaricare fino all'80% della batteria in circa 25 minuti.
I produttori dovrebbero poi impegnarsi ad adottare sistemi di accumulo standard per poter rendere scalabile e funzionale questo sistema, mentre gli utenti dovrebbero pagare un abbonamento a vita sulla batteria, considerando che questa non sarà di loro proprietà.
Anche se risulta molto più pratica l'installazione delle tradizionali stazioni di ricarica, rimane interessante l'investimento di un colosso come Stellantis verso una tecnologia che, almeno per ora, ha visto come attori principali i produttori cinesi.
Cosa ne pensi dell'investimento di Stellantis nel Battery Swap?
di
Lorenzo Costamagna


