

di Alan Murarotto
Stellantis, 24.000 veicoli ibridi plug-in a rischio incendio!
In USA, a seguito di una revisione aziendale dei dati di garanzia che ha rivelato sette casi di incendi, la casa automobilistica ex FCA ha deciso di richiamare 24.111 minivan Chrysler Pacifica ibride plug-in.
Stellantis, produttore di Jeep, Chrysler, Ram e altri marchi di veicoli, ha affermato che la sua indagine è in corso, l'azienda ha collegato il problema a una anomalia nelle singole che compongono il pacco batteria da 16 kWh. Il pacco è composto da celle a sacchetto saldate insieme tra di loro per un totale di 67,2 volt quando la batteria è al 100% carica. Il richiamo interessa i veicoli prodotti dal 2017 al 2021, principalmente in Nord America e mediante una campagna di richiamo i clienti sono avvisati che a causa del rischio d’incendio del pacco batteria, devono smettere di ricaricare i propri veicoli e parcheggiarli all'aperto, lontano da edifici o da altre auto.


Quando la pubblicità viene meno
I conducenti della Chrysler Pacifica sono alquanto contrariati, gravati da veicoli "quasi inutili", che non funzionano come pubblicizzato dalla Casa come "spaziosa, adatta alle famiglie e... sicura", allora che le vetture non possono essere parcheggiate in sicurezza e rischiano di prendere fuoco spontaneamente. Quattro sono i clienti che hanno purtroppo subito i sintomi dell’inalazione del fumo fuoriuscito dai container di protezione dei pacchi batteria. I gas sono altamente tossici perché contengono la fosfina che può provocare effetti estremamente dannosi.

https://elettronauti.it/incendio-di-auto-ibride-ed-elettriche-la-sfida-dei-vigili-del-fuoco-parte-prima
Le batterie sempre al centro della discordia sulle ibride plug-in (PHEV)
Questa non è la prima volta che le Chrysler Pacifica vengono richiamate per un problema correlato a un incendio. Un richiamo del 2020 ha coinvolto oltre 27.000 Pacifica PHEV 2017-2020 le cui batterie da 12 volt al piombo avevano una cattiva connessione elettrica che avrebbe potuto causare un incendio.
Nel caso attuale, tutti gli incendi si sono verificati mentre i veicoli erano spenti, anche se in alcuni casi i minivan erano in carica ma il rischio di un rogo si riduce quando la batteria è scarica (tensione inferiore a 48V).
L'azienda informerà i proprietari via posta indicando loro quando portare le automobili in assistenza per un intervento completamente gratuito che implica la sostituzione del pacco batteria posizionato sotto ai sedili della seconda fila. I clienti hanno la possibilità d’inserire il VIN su “recalls.mopar.com” o “checktoprotect.org” e verificare se il loro mezzo rientra o meno nel richiamo, possono contattare l'azienda mediante il numero di servizio per qualsiasi domanda o dubbio.


Nel frattempo, i sfortunati possessori continuano a viaggiare solo bruciando benzina in attesa della relativa riparazione, gli ingegneri stanno ancora testando un rimedio per tutti i futuri modelli del marchio. Si tratta qui di un software da implementare nel BMS per monitorare e rilevare l'anomalia interna prima che sia troppo tardi.
La produzione del pacco batteria incide sull’immagine del veicolo
I pacchi batterie agli ioni di litio della Chrysler Pacifica Hybrid, sono prodotti negli Stati Uniti da LG Chem (LG Chemicals = Lucky GoldStar Chemical), Michigan. L’azienda coreana è fornitrice di batterie per Chevrolet Bolt, Hyundai Kona EV e altri, tra cui l'Audi e-tron e la Jaguar I-Pace, Smart ForTwo Electric, Volkswagen ID.4 - ID.3, Cupra Born, ecc. Svariate sono le Case automobilistiche che anno emesso dei richiami legati ai rischi di incendio dovuto a pacchi batteria agli ioni di litio difettosi. La causa sono le celle con chimica litio NMC (nickel, manganese e cobalto) prodotte con specifiche diverse e la cui saldatura non è all'altezza. Inoltre il mancato utilizzo di sistemi di raffreddamento attivo, meglio a liquido, nelle ibride plug-in con batterie NMC porta ad un eccessivo surriscaldamento.


La scelta di un solo fornitore non è mai cosa giusta e buona
Molte volte si punta il dito sui veicoli di uno o l’altro marchio ma se si approfondisce l’argomento si può in molti casi trovare un fattore comune e in questo preciso caso la scelta di un solo produttore di pacchi batteria può essere fatale all’immagine del modello di auto. Il problema è stato riscontrato anche su alcune batterie prodotte in questo caso da Samsung SDI e montate sui pacchi batteria destinate a BMW i4 e iX SUV dove potrebbe e uso il condizionale verificarsi un cortocircuito con l’inevitabile fuga termica.
Un rischio che si può controllare o no?
Anche se Tesla ha iniziato a produrre i suoi pacchi batteria internamente, usa fornitori terzi per le celle come Panasonic, LG e non disdegna le nuove M3P del produttore Cinese CATL. Certo LG Chem ha risolto negli ultimi anni il problema ma nel frattempo molte auto che montano dei pacchi batteria con chimica NMC al posto delle più sicure LFP, possono (uso il condizionale) essere scappate ai vari richiami e circolando in Europa portano con se un pericoloso fardello.
Questa problematica può suscitare una certa preoccupazione soprattutto nel mercato dell’usato e obbliga di conseguenza sia i Vigili del Fuoco come anche le officine ad essere preparati a prevenire o domare un principio d’incendio.
https://elettronauti.it/incendio-di-auto-ibride-ed-elettriche-la-sfida-dei-vigili-del-fuoco-parte-seconda
L'articolo non ha ovviamente l'intento di gettare m***a sulle ibride plug-in (PHEV), bensì il compito di informare riguardo al pericolo incendi. Infatti viene spesso fatta disinformazione a riguardo, dipingendo le elettriche a batteria (BEV) come le auto che prenderebbero fuoco e quindi non sicure. Ma siamo proprio sicure che virare su una termica o ibrida sia una scelta migliore?

di
Alan Murarotto
Tecnico meccatronico, formatore automotive, professionista della mobilità. Aiuto i lettori a districarsi nel labirinto delle dinamiche che governano la transizione energetica, dalla burocrazia agli aspetti legati alla guida di veicoli elettrici e non solo, con accenni tecnici per una visione a 360°.


