

di Gianfranco Franzoni
Smart #2: il ritorno della Fortwo elettrica
Smart riporta in vita la sua city car più iconica. Lo fa con una versione completamente elettrica, pensata per sostituire la Fortwo dopo anni di assenza dal segmento delle due porte. A metà maggio, durante un evento a Roma, il marchio ha mostrato per la prima volta in Europa la Smart Concept #2, anteprima del modello di serie che debutterà come Smart #2.
La scelta della capitale italiana non è casuale. Poche città al mondo hanno un legame così stretto con la piccola due posti quanto Roma, dove perfino la polizia vaticana utilizza il modello. Nei suoi anni migliori, solo nella regione si vendevano fino a 10mila esemplari l'anno. Si stima che oggi circolino ancora oltre 100mila unità nella zona.
Roma è la madre di tutte le città Smart.
Wolfgang Ufer, CEO di Smart Europe
Una nuova piattaforma tutta interna
Con la #2 il marchio torna alle origini. Allarga però la gamma verso il basso, fino al segmento A. Il prototipo mostrato a Roma riproduce già il design definitivo, secondo l'azienda, anche se con proporzioni leggermente accentuate. Il modello di serie sarà probabilmente più compatto, mentre l'abitacolo resta ancora in fase concettuale.
Il punto centrale della presentazione, tuttavia, riguarda la tecnologia. Si tratta della piattaforma ECA (Electric Compact Architecture), sviluppata internamente al 100%. Smart aveva valutato collaborazioni con altri partner. Le trattative non hanno però portato vantaggi concreti e avrebbero richiesto troppi compromessi. L'azienda ha quindi deciso di procedere in autonomia. Ufer ha parlato di una scelta che rappresenta "una dichiarazione importante nel settore automobilistico di oggi".
La struttura si basa su tre priorità: efficienza degli spazi, dinamica di guida e sicurezza. Una caratteristica rara per questa categoria di vetture è la sospensione posteriore multilink a cinque bracci, soluzione tipica di segmenti superiori. L'obiettivo è offrire una qualità di guida raramente vista su city car così piccole.

Nonostante l'architettura rinnovata, la maneggevolezza resta una priorità assoluta. Il raggio di sterzata da bordo a bordo è di 6,95 metri, identico a quello della generazione precedente. Lo sterzo sarà inoltre più diretto, per una guida più reattiva nel traffico urbano.
La piattaforma è inoltre modulare. Il passo può variare tra 1,87 e 2,5 metri. Questo apre la porta a futuri modelli costruiti sulla stessa base tecnica. Ufer ha lasciato intendere che l'architettura potrebbe in futuro crescere ulteriormente. Non è da escludere, anche se non confermato, il ritorno della Forfour, la vecchia versione a quattro posti del marchio: il suo passo originale coincideva proprio con il valore massimo previsto dalla piattaforma ECA.
Smart #2 - Autonomia doppia rispetto al Fortwo
Sul fronte batterie, Smart punta a correggere uno dei limiti storici della Fortwo. La #2 monterà un pacco da 35,7 kWh, con un'autonomia dichiarata di circa 300 km nel ciclo WLTP. Rispetto alla Fortwo EQ, si tratta di un'autonomia quasi raddoppiata. È un passo importante per un'auto pensata principalmente per la città, anche se non l'unico.

La ricarica rapida segna un miglioramento concreto. Una colonnina in corrente continua porterebbe la batteria dal 10 all'80% in meno di 20 minuti. Questo aspetto è pensato soprattutto per chi non dispone di un punto di ricarica privato. Ufer lo ha spiegato con un esempio semplice: collegare l'auto durante la spesa al supermercato e ritrovarla carica al ritorno.
Una domanda resta aperta: serve davvero tanta autonomia per un'auto urbana? Il CEO risponde citando la flessibilità. Tre quarti della popolazione europea vive in aree metropolitane e percorre in media 30 km al giorno. Chi non ha una propria colonnina domestica potrebbe quindi restare diversi giorni senza ricaricare, tenendo conto anche del calo prestazionale tipico dell'inverno.
Sul prezzo, Smart resta cauta. Ufer conferma che un listino d'ingresso accessibile è stato un criterio guida nello sviluppo, senza però fornire cifre. Nella fase iniziale la produzione avverrà in Cina, con i dazi già inclusi nei calcoli. Dal 2024 l'Unione Europea applica dazi compensativi aggiuntivi sui veicoli elettrici prodotti in Cina, che si somma al dazio doganale ordinario del 10%. Questo aspetto resta una delle variabili più incerte per il prezzo finale.
In futuro, con volumi europei adeguati, Smart potrebbe valutare una produzione più vicina al mercato continentale, seguendo l'esempio di altri costruttori come Leapmotor in Polonia o BYD in Ungheria.
Il segmento delle city car economiche è già piuttosto affollato: si va dalla Dacia Spring, a partire da circa 16.900 euro, a modelli come Citroën ë-C3 o Hyundai Inster, posizionati tra 22mila e 24mila euro.
Le utilitarie con maggiore autonomia raramente scendono sotto i 30mila euro. Come marchio premium, Smart si collocherà probabilmente nella parte alta di questa fascia di prezzo.

Quando la "funzione diventa moda"
Se i temi di autonomia e prezzo restano pragmatici, il design punta tutto sull'emotività. Silvan Wehnert, responsabile della creazione stilistica per Mercedes-Benz, ha ricordato le origini del progetto Smart nel 1994. L'idea di allora era far adattare le città alle auto, e non il contrario. La risposta fu la due posti, prima come City Coupé e poi come Fortwo. Oggi la #2 offre la stessa risposta, in chiave moderna.

Per Smart, l'auto non è mai stata solo un mezzo di trasporto. È piuttosto un compagno urbano e, con il tempo, un vero accessorio personale. Da questa idea nasce il concetto guida "Function becomes Fashion", visibile nelle proporzioni, nello schema bicolore della carrozzeria e nelle porte senza cornice.
Tre principi guidano il design: forme piene e organiche ("loved"), riduzione all'essenziale ("pure") e dettagli sorprendenti ("unexpected").
Resta centrale anche il cosiddetto Body Space Index, ovvero il massimo spazio interno nel minimo ingombro esterno. L'obiettivo, secondo Wehnert, è un'auto "piccola fuori e grande dentro".
Ufer aggiunge altri tre criteri: riconoscibilità immediata, look moderno e continuità con la gamma attuale, visibile soprattutto nel frontale ribassato, chiamato internamente "Sharknose". Il design definitivo resterà segreto fino a Parigi.
Un'occhiata riservata all'abitacolo
Smart ha concesso una visione ravvicinata dell'interno, vietando però le fotografie, trattandosi di un modello di sviluppo interno non destinato al pubblico. L'elemento più distintivo è un divanetto continuo, che elimina la separazione classica tra guidatore e passeggero.
Una linea curva sopra la plancia, chiamata "Welle", richiama un dettaglio della prima Fortwo.
Parabrezza e montanti sono posizionati più lontano dal posto di guida. Questo amplia la percezione dello spazio e migliora la visibilità, ad esempio sui semafori.
Gli alzacristalli sono stati spostati dalle portiere alla consolle centrale, lasciando i pannelli delle porte più ordinati. La consolle integra inoltre due slot per la ricarica wireless degli smartphone. Non sono previsti pedali regolabili: l'adattamento alla statura avviene solo tramite il sedile, pensato per accogliere comodamente anche persone alte fino a due metri.

Molti di questi elementi potrebbero arrivare sul modello definitivo, anche se nulla è ancora confermato. Per materiali e illuminazione ambientale, Smart seguirà lo stile già adottato sugli altri modelli della gamma, caratterizzato da consolle centrale flottante, plancia priva di tasti fisici e ampio touchscreen centrale.
Sicurezza e tappe verso Parigi
La compattezza non riguarda solo lo spazio interno, ma anche la protezione degli occupanti. Smart riporta in auge la struttura Tridion, aggiornata per la nuova generazione. Si tratta del telaio portante, pensato per dimostrare che dimensioni ridotte e sicurezza non sono in contrasto. L'azienda punta ai migliori risultati della categoria, traguardo che dovrà però essere confermato da test indipendenti.


Il calendario resta definito. Il prototipo era già stato mostrato a Pechino nell'aprile scorso, mentre Roma ha ospitato la prima europea. La presentazione mondiale del modello di serie è fissata per ottobre, al Salone di Parigi, dove sarà rivelato anche l'abitacolo in versione finale. Le consegne dovrebbero partire dal secondo trimestre del 2027.
Alla domanda su cosa attenda con più curiosità, Ufer ha risposto pensando al comportamento su strada. Carrozzeria e sospensioni derivano da segmenti superiori, e la dinamica di guida sarà "decisamente più diretta e sportiva di qualsiasi Fortwo precedente". A questo si aggiungono più potenza, ricarica rapida e un design subito riconoscibile, oltre al raggio di sterzata identico al modello precedente.
Vi convince questo ritorno alle origini in chiave elettrica, o preferireste un approccio più innovativo per la nuova generazione Smart?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

